Il presepe che fa rete

Ogni anno un nuovo presepe al Centro Socio Educativo “Il Parco”. Un progetto che nasce dal legno recuperato e diventa relazione, autonomia e comunità: a Samarate il presepe è molto più di una tradizione natalizia

I presepi realizzati negli ultimi anni al Centro Socio Educativo “Il Parco”

Al Centro Socio Educativo “Il Parco” di Solidarietà e Servizi, il presepe non è mai stato solo il simbolo del Natale. È una storia che affonda le radici nel passato del servizio e guarda, anno dopo anno, al futuro delle persone che lo abitano. 
«Qui il presepe ha una lunga tradizione», racconta Paolo Palumbo, educatore storico del servizio. «C’era Maurizio, per tutti Pompeo: un vero Geppetto, un falegname mancato con una passione incredibile per il legno. Ogni anno costruiva con i ragazzi il presepe». Quando Maurizio va in pensione, Paolo sente che qualcosa rischia di perdersi. «Mi dispiaceva molto interrompere questa tradizione», spiega. «Così ho deciso di raccoglierne l’eredità». Non per nostalgia, ma per dare continuità a un sapere che aveva valore educativo, umano e simbolico. 

UN PROGETTO CHE SI RINNOVA, ANNO DOPO ANNO

Da quel momento il presepe diventa un progetto educativo strutturato, che ogni anno si rinnova. «Come simbolo è bello, piace molto alle persone con disabilità delle quali ci prendiamo cura», dice Paolo. «Ogni anno facciamo un presepe nuovo, diverso dal precedente». Tutto inizia a dicembre, quando il Natale è appena finito. «Ci sediamo insieme agli ospiti e pensiamo al presepe dell’anno dopo: immagini, forme, bozze di progetto. È un momento creativo e condiviso». 

Il lavoro entra nel vivo nei mesi successivi. «Da giugno inizia la produzione vera e propria», racconta. «C’è tanto lavoro di falegnameria». Il materiale non arriva da fuori, ma dal territorio e dalle attività del centro. «Nel lavoro di manutenzione del verde raccogliamo pigne, rami, pezzi di legno», spiega Paolo. «È economia circolare: ciò che la natura ci offre diventa materia per creare».  

IL LABORATORIO DEL LEGNO: IMPARARE FACENDO 

Il presepe nasce innanzitutto nel laboratorio di falegnameria, uno degli spazi più amati dalle persone con disabilità che frequentano il servizio. «Perché è concreto» –  dice Paolo. «Si vede subito quello che fai, tocchi il risultato». 

Il lavoro non è fine a se stesso. «Qui si impara attraverso il fare», sottolinea. Ogni gesto è occasione di apprendimento. Gli educatori si occupano degli strumenti più complessi — traforo, sega a nastro –   mentre le persone con disabilità partecipano secondo le proprie capacità. «C’è chi carteggia, chi incolla, chi colora. Ognuno viene valorizzato per quello che sa fare». 

UN PROGETTO CHE COINVOLGE TUTTI I LABORATORI 

Il laboratorio del legno è il cuore operativo del presepe, ma non è l’unico. «È un progetto trasversale a tutto il centro», sottolinea Paolo. «Coinvolge tutti e tutti i laboratori». Accanto alla falegnameria, il laboratorio di carta cura il packaging, oltre che i bigliettini e le decorazioni. Il laboratorio di pittura interviene per colorazioni particolari, impregnanti, finiture richieste. Il laboratorio di informatica cura i testi che accompagnano i presepi. «È un lavoro corale», dice Paolo. «Ognuno prepara un pezzo e si sente parte di qualcosa di più grande. 

IL PRESEPE SUL TERRITORIO

Un progetto che ha un riscontro concreto. «L’anno scorso ci hanno chiesto più di 80 presepi», racconta Paolo con soddisfazione. Le donazioni raccolte «servono per  autofinanziarci», spiega Paolo. «Per gite, pranzi fuori, esperienze che non gravano sulle famiglie». 

Il presepe diventa così un ponte con il territorio. Mercatini, esposizioni, collaborazioni con il Comune di Samarate e con realtà commerciali locali fanno uscire il lavoro del Centro Socio Educativo dalle sue mura. «Il territorio ci conosce, vede cosa facciamo», spiega Paolo. «E le persone che ci sono affidate si sentono parte di qualcosa di più grande». Uno dei momenti più significativi è stato portare il presepe al Sindaco di Samarate. «È stato un gesto semplice ma potente», racconta. «Abbiamo visto riconosciuto il loro lavoro». 

IL FARE INSIEME CHE DIVENTA RELAZIONE 

Il cuore del progetto, però, non è il prodotto finale. «La cosa più importante è la relazione che nasce mentre si lavora», spiega Paolo. «Il setting è fondamentale:  il luogo, il tempo, lo stare insieme». Mentre le mani sono impegnate, le persone si aprono. «Dal fare insieme si passa al raccontarsi», dice. «Ci si sente più a proprio agio, emergono storie, emozioni». È qui che il laboratorio diventa davvero educativo. «Il presepe è uno strumento, quasi un pretesto», ammette Paolo. «La relazione è il vero obiettivo». «Ogni anno cerchiamo di aggiungere qualcosa di nuovo», dice Paolo. «È un progetto vivo, che cresce con noi». 

Alla fine, il presepe resta ciò che è sempre stato, ma con un significato in più. «È legno, carta, colla», sorride Paolo. «Ma soprattutto è relazione, autonomia, rete». Un oggetto che racconta una storia fatta di mani diverse, tempi lenti e futuro condiviso. E che, ogni Natale, continua a nascere molto prima di dicembre. 


A Natale con le “Camicie Aperte”

Gli spettacoli natalizi come punto di arrivo di un percorso educativo: la storia del Coro “Camicie Aperte” di Solidarietà e Servizi. Un luogo dove si sperimenta bellezza, identità e relazione

Alcuni coristi delle “Camicie Aperte”

 

«Quando canto mi sento un Thomas diverso: metto da parte la rabbia e faccio sentire la mia voce». 
Per Thomas, del CSE “La Bussola”, salire sul palco con le Camicie Aperte significa affrontare l’imbarazzo e la paura, ma anche realizzare un desiderio coltivato fin da bambino. 

«Ho conosciuto amici di altri CSE, ed è stato emozionante stare in posti nuovi», racconta Simone, del CSE “Il Parco”. «Il tema dello spettacolo, ispirato a Liliana Segre, è stato molto importante. Spero in un nuovo spettacolo insieme». 

Per Samuele, la musica è soprattutto condivisione: «Le Camicie Aperte mi danno la possibilità di fare musica e di avere amici con cui condividere la stessa passione». 

Davide aggiunge: «Le Camicie Aperte mi permettono di tirare fuori il meglio di me. Le esperienze dal vivo mi mettono pressione, ma riesco a vincerla: è una rabbia positiva che mi fa suonare e cantare meglio». 

Sono proprio le parole dei coristi ad introdurre nell’esperienza del progetto musicale delle “Camicie Aperte”.

IL NATALE COME MOMENTO DI RESTITUZIONE 

Le luci si abbassano, il pubblico si raccoglie in silenzio. Sul palco salgono le “Camicie Aperte”, un coro composto da 28 persone con disabilità, accompagnate dai loro educatori . Per chi guarda è uno spettacolo; per chi canta e suona è molto di più. È il momento in cui mesi di prove, emozioni e lavoro educativo prendono forma davanti a famiglie, amici e territorio. «Il Natale è sempre stato un’occasione speciale», raccontano Oscar Cucchetti e Sonia Ferraro, educatori e responsabili del progetto. «È il momento in cui i ragazzi possono portare fuori quello che hanno costruito, mostrarsi in un ruolo diverso, riconosciuto». 

In questi ultimi mesi le occasioni sono state diverse: a Inveruno, presso la Sala Virga della Biblioteca Comunale, a Busto Arsizio, in viale Toscana, sede dei Centri Socio Educativi “La Bussola” e  “Polaris” e del Servizio Formazione all’Autonomia “La Stella”. A Sumirago, infine, dove le Camicie Aperte hanno allietato il Natale delle persone anziane della RSA del paese.  

DALLE PRIME ESIBIZIONI NATALIZIE A UN PROGETTO STRUTTURATO 

Il progetto musicale nasce nel 2019, quando Oscar arriva in Solidarietà e Servizi e dà nuova forma a laboratori musicali già presenti in alcune strutture. Il primo vero passo è proprio uno spettacolo natalizio che ha coinvolto il CSE “Polaris” e lo SFA “La Stella”, costruito insieme alle educatrici Serena Bottigelli e Laura Tarsilla. «L’idea iniziale era semplice», spiegano. «Raccontare una storia attraverso canzoni e letture. Da subito abbiamo capito che la musica poteva diventare un potente strumento di relazione e abbiamo deciso di continuare». 

Nel 2021 arriva Sonia Ferraro, educatrice professionale e cantante per passione. Con lei il progetto cresce e si struttura come un vero coro con strumenti. Alla dimensione educativa si  affianca quella tecnica: l’esigenza è quella di crescere anche su questo versante. Ecco allora le  collaborazioni con la scuola Paganini di Legnano e «quest’anno l’incontro con Andrea Natoli, maestro di canto di Concertare, con competenze educative e di musicoterapia». 

IL SENSO DELLE CAMICIE APERTE

Il nome del coro nasce quasi per caso, ma diventa subito manifesto.  «Avevamo deciso di comprare degli “abiti di scena”, per tutti uguali. Ci siamo chiesti: camicie aperte o chiuse?», racconta Oscar. «La camicia chiusa richiama qualcosa che contiene, costringe. Noi volevamo l’opposto». 
«Tutte bianche», aggiunge Sonia, «perché c’è una condizione che ci accomuna. Ma sotto ognuno indossa ciò che vuole. È l’individualità. Questo progetto non reprime, non uniforma: tiene insieme gruppo e unicità».  

MUSICA, AUTOSTIMA E RUOLI SOCIALI

Il cuore del progetto è educativo. «Usiamo la musica come mediazione della relazione», spiegano Oscar e Sonia. «Fare insieme qualcosa di bello permette di conoscersi, strutturare legami, vivere emozioni positive». 
«La musica lavora sull’autostima», spiega Oscar. «Creare qualcosa di bello fa sentire capaci». Ma c’è di più. «Lavoriamo molto sul concetto di multi-identità», continua. «Ognuno di noi ricopre tanti ruoli sociali. Nella disabilità spesso ne rimane uno solo. Qui invece si è cantanti, musicisti, lettori». 
Il pubblico è parte integrante del percorso. «Il ruolo sociale esiste se qualcuno ti riconosce», sottolinea Sonia. «Salire su un palco, portare il proprio impegno davanti agli altri, è potentissimo. Significa essere visti». 

GLI SPETTACOLI E IL RACCONTO DELLA VITA

Negli anni il coro ha costruito spettacoli con un filo narrativo chiaro. Temi come relazioni, emozioni, amicizia e vita attraversano i concerti, fino a Il filo di una vita, ispirato alla storia di Liliana Segre. 

«Abbiamo voluto affrontare temi come la dignità umana e il riscatto sociale», spiegano gli educatori. «Per dire ai ragazzi che possono farcela». Portare questo spettacolo in teatri, biblioteche e luoghi simbolici ha dato al progetto una forza ancora maggiore. 

Nel 2024, lo spettacolo a Villa Pomini e il debutto al Teatro Fratello Sole, in occasione dei 45 anni della cooperativa, segnano una tappa importante: sala piena, emozione condivisa, orgoglio diffuso. 

UNO SGUARDO AL FUTURO

Oggi il progetto coinvolge quattro servizi di Solidarietà e Servizi. A gennaio è previsto uno spettacolo dedicato agli operatori del settore; a settembre partirà un nuovo lavoro sulla storia della musica italiana. 

Ma lo spirito resta lo stesso: «Non tutti devono salire sul palco», spiegano gli educatori. «Per chi non si sente pronto, c’è uno spazio dove si fa musica semplicemente per stare bene». Perché, come le Camicie Aperte, questo progetto non chiude: apre. Alla musica, alle relazioni, alle possibilità. 


“Luna Rosa”: a teatro per riflettere sulla parità di genere

130 persone per uno spettacolo sulla figura della donna in scena per Solidarietà e Servizi. E tra gli attori, anche Leonardo, dipendente della cooperativa

La regista Elena Malagò con la “Bella Compagnia” di Malnate

Oggi, 25 novembre 2025, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Solidarietà e Servizi dice no a ogni forma di violenza e rinnova il suo impegno nel promuovere una cultura di rispetto, equità e tutela dei diritti delle donne. E lo fa anche attraverso momenti di sensibilizzazione, come lo spettacolo Luna Rosa che ha proposto lo scorso ottobre per i propri dipendenti e per la cittadinanza.

Ci sono serate che riescono a toccare corde profonde, generando consapevolezza, emozioni e nuove connessioni. La serata del 17 ottobre al Teatro Fratello Sole di Busto Arsizio, con lo spettacolo “Luna Rosa”, è stata esattamente questo: un intreccio di arte, formazione, solidarietà e valorizzazione delle persone che vivono ogni giorno la cooperativa Solidarietà e Servizi.

LA FORMAZIONE SULLA PARITÀ DI GENERE ATTRAVERSO L’ARTE

Da luglio del 2024 la cooperativa ha ottenuto la certificazione per la parità di genere, un riconoscimento che consolida un percorso fatto di attenzione, impegno e desiderio di crescere. Proprio dentro questo cammino, si inserisce la scelta di proporre uno spettacolo non come semplice intrattenimento, ma come evento formativo rivolto innanzitutto ai dipendenti, ma anche aperto a tutta la cittadinanza. Uno spazio diverso di riflessione, perché il teatro – quando è fatto con passione e sincerità – parla al cuore, fa ridere, fa riflettere. È un linguaggio immediato, emozionale e potente, capace di far emergere nuove consapevolezze anche su temi complessi come la parità di genere.

IL VALORE DELLE PERSONE: LA STORIA DI LEONARDO BOMBINI

Questa serata ha avuto un valore speciale anche per un altro motivo: ha permesso di valorizzare un talento interno, quello di Leonardo Bombini, coordinatore di uno dei reparti dell’Area Inserimento lavorativo della cooperativa, quello delle lavorazioni meccaniche. Professionista stimato, Leonardo ha mostrato una parte di sé che non tutti i colleghi conoscevano: la sua vita sul palco.

La sua passione per il teatro è nata per caso, da adulto. «Era il 2012 – racconta – e un’amica cercava un attore. Mi disse: “Tanto non andremo mai in scena”. E invece il destino aveva altri piani e ci saremmo chiamati proprio così: Non andremo mai in scena.»

Dal debutto nel 2013 con “Voci di uomini e di donne”, passando per “Non so scrivere!”, fino alla ripartenza dopo il Covid, la “Bella Compagnia” è cresciuta fino ad arrivare a Luna Rosa, oggi alla sesta replica. Per Leonardo, la serata del 17 ottobre è stata “una sfida nella sfida”: «Era la prima volta fuori dal nostro territorio (siamo di Malnate, comune della provincia di Varese al confine con la Svizzera), e in sala c’erano i colleghi che mi vedono tutti i giorni sul lavoro. Non tutti conoscevano questo lato di me. È stato emozionante. E poi la sorpresa: per la prima volta ci hanno chiesto gli autografi sulla locandina. Noi siamo dilettanti, non professionisti, ma vedere che ci apprezzano è bellissimo.»

La decisione di portare Luna Rosa in cooperativa è nata quasi spontaneamente. «Per caso ho visto la locandina dello spettacolo di Leonardo – racconta Giorgia Piana, HR Specialist e responsabile della formazione in cooperativa. Da parte nostra volevamo organizzare un evento formativo sulla parità di genere per i nostri dipendenti. Mi è venuta un’intuizione: perché non chiedere a Leonardo di replicare lo spettacolo per noi? Da qui è nato tutto.»

Una proposta semplice che si è trasformata in un’occasione preziosa: valorizzare la passione di un lavoratore, offrirgli spazio, riconoscimento, fiducia.

LA VISIONE DELLA REGISTA: LA SCRITTURA CHE NASCE DALLA REALTÀ

Dietro Luna Rosa c’è la mente e la sensibilità di Elena Malagò, di professione psicoterapeuta, ma sceneggiatrice e regista, per passione. Luna Rosa nasce da lei, dal suo sguardo sulle donne e sulle loro vite. «Le persone che incontro nel mio lavoro – racconta – sono la mia fonte di ispirazione. Molto di ciò che scrivo nasce dalla realtà: storie grandi e piccole, difficoltà quotidiane, ferite invisibili.»

Elena ha iniziato scrivendo monologhi su figure femminili come Penelope e Cleopatra, ma anche su donne comuni. Il filo rosso che lega le sue storie è un messaggio di speranza: ce la faremo.
«Mi piace toccare le corde emotive delle persone, sempre con ironia. Il pubblico ride, pensa, si riconosce. Ricevo messaggi da donne che ritrovano “pezzi” della propria vita e da uomini che mi dicono che i miei spettacoli hanno acceso nuove riflessioni.»

Il teatro per lei è uno strumento di sensibilizzazione perché permette di affrontare temi difficili – come la violenza di genere, anche nelle sue forme quotidiane e psicologiche – attraverso un linguaggio accessibile, emotivo e spesso sorprendentemente leggero.

E proprio questo incontro – tra il talento di Leonardo, la visione di Elena e il percorso della cooperativa – ha reso la serata del 17 ottobre speciale.

UNO SPETTACOLO CHE PARLA DI DONNE, CORAGGIO E RINASCITA

Luna Rosa racconta la donna in tutte le sue forme: mitologica e moderna, eroina e madre, professionista e sognatrice.
Attraverso sketch, musica e ironia, porta in scena la forza, la fragilità e la capacità tutta femminile di ricominciare.

Un racconto che si allinea perfettamente al percorso che la cooperativa sta sviluppando per sensibilizzare, formare e promuovere una cultura sempre più equa e inclusiva.

UNA SERATA DI VALORE

Mentre Elena pensa già a un possibile Luna Rosa 2, resta il valore di una serata che ha saputo unire arte, formazione e solidarietà.
Una serata che ha ricordato che la parità di genere non è solo un percorso organizzativo, ma un cammino fatto di volti, storie e consapevolezze.
E che quando si investe nelle persone e nelle loro passioni, si costruisce valore per tutti.


Ogni giorno, insieme, in cucina

Per Natale regala il ricettario delle case di Solidarietà e Servizi e sostieni il progetto “Casa, Insieme”

Un dettaglio della copertina del ricettario

9131. Il numero dei giorni trascorsi da quando alcune persone con disabilità hanno iniziato ad abitare in una casa della Cooperativa. Un numero che, per l’occasione, rappresenta le caffettiere preparate ogni mattina negli 11 Appartamenti e Comunità; o di tutte le volte in cui, insieme, ci si è messi il grembiule, si è preparato un soffritto, si sono accesi i fornelli dando inizio a qualcosa di… straordinario!

Da 25 anni le case di Solidarietà e Servizi sono luoghi in cui la vita quotidiana prende forma un gesto alla volta, rispondendo al desiderio profondo delle persone con disabilità di avere uno spazio proprio: accogliente, familiare, davvero casa. Spazi dove l’autonomia si costruisce anche attorno alla tavola, scegliendo un menù, apparecchiando insieme, condividendo profumi, sapori e ricordi.

Qui la cucina è relazione: un’occasione di protagonismo, un tempo di convivialità, un ambiente in cui lo sguardo educativo degli operatori valorizza abilità e conoscenze.

Ogni ricetta diventa così un atto di cura, un modo per trasformare la preparazione del cibo da semplice nutrimento a gesto colmo di passione e dedizione.

La vita domestica è fatta di abituali fatiche e gioie autentiche, di conquiste silenziose e di un continuo “sentirsi a casa”. Attorno ai fornelli, spesso, si sciolgono tensioni, si rinsaldano amicizie, si impara a prendersi cura gli uni degli altri.

Questo libro nasce proprio qui: nelle cucine delle nostre case, tra pentole, risate, tentativi e successi.

Raccoglie ricette semplici, accessibili, ma ricche di significati.
Ricette che raccontano autonomia, collaborazione e piccoli passi quotidiani verso una vita piena.
Ricette che custodiscono i sapori della casa, dell’inclusione e di un cammino condiviso, dove ogni pasto è un passo in più dentro quel “progetto di vita” che orienta tutte le nostre scelte.

E tu, sei pronto ad indossare il grembiule e diventare parte di questa storia?

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“Insieme, per fare la differenza”

Un incontro tra imprese e Solidarietà e Servizi per riscoprire, attraverso la lezione di Amadeo Peter Giannini, il valore sociale dell’impresa e le nuove frontiere della collaborazione e della partnership sul territorio

Alcune delle imprese che collaborano con Solidarietà e Servizi all’incontro “Insieme, aziende e Soldarietà e Servizi, per fare la differenza”

Nelle aziende che da anni collaborano con Solidarietà e Servizi c’è qualcosa che va oltre la semplice fornitura di un servizio.
È un modo di fare impresa che potremmo definire “illuminato”: attento alla qualità del lavoro, ai risultati e, allo stesso tempo, al valore sociale che quel lavoro può generare. I 13 imprenditori che si sono ritrovati all’evento dedicato ad Amadeo Peter Giannini condividono una convinzione chiara: l’economia non è solo produzione e margini, ma responsabilità, reciprocità e impatto sulle persone.

Per questo l’incontro non è stato un momento formale, né un rito istituzionale, ma un’occasione per riconoscere che la collaborazione già in atto – fatta di commesse affidate, fiducia costruita nel tempo e progetti condivisi – rappresenta una forma concreta di economia civile sul territorio.
Una collaborazione che genera lavoro vero per persone fragili, che innova modelli produttivi e che trasforma un rapporto commerciale in una partnership che crea valore comune.

LA “RIVOLUZIONE” DI GIANNINI: L’IMPRESA CHE GUARDA I VOLTI PRIMA DEI NUMERI

Il successo? «Non è misurato dalla quantità di denaro che si possiede, ma dalla quantità di impatto positivo che si ha sulla vita degli altri». La pensava così Amadeo Peter Giannini, pioniere italo-americano  del secolo scorso, che ha costruito un nuovo modo di fare impresa e banca: aperto alle persone, ai bisogni reali, alle comunità.

E proprio la figura di Giannini è stata il cuore dell’evento, attraverso il racconto della vita e dell’approccio lavorativo affidato a Marco Castellaneta e Luca Fiorin, curatori della mostra “Non si può morire per un dollaro”, presentata in occasione del Meeting di Rimini 2025. 
Non solo la storia di un banchiere, ma il profilo di un uomo che ha rivoluzionato il modo di fare impresa: un uomo del fare, capace di leggere nella realtà bisogni e opportunità, sempre attraverso il volto delle persone.

Giannini ha fondato la Bank of Italy – poi Bank of America – sostenendo chi ne aveva più bisogno. Le sue scelte hanno lasciato un segno nel mondo: sostenne Walt Disney, Charlie Chaplin, il Golden Gate Bridge, la Hewlett-Packard, fino a contribuire al piano Marshall. La sua regola era semplice e coraggiosa: la fiducia, prima di poterla ricevere, bisogna darla.

Fiutava i progetti, certo, ma guardava prima i volti, le famiglie, i calli sulle mani. Per lui, business e relazione erano un’unica realtà: un modo unitario di stare nel mondo e contribuire al bene comune..

Ma ciò che più colpisce è il principio che guidava ogni azione: non si può morire per un dollaro. Il valore della vita, e della dignità della persona, prima di tutto.

IL VALORE DI UN LAVORO VERO: L’ESPERIENZA DELLE AZIENDE PRESENTI

Dopo il racconto “ispirazionale”, l’attenzione si è spostata sul lavoro quotidiano dell’Area Inserimento Lavorativo di Solidarietà e Servizi.
Oggi sono 112 le persone che lavorano nei reparti produttivi, di cui 77 con disabilità o fragilità.
Sono persone impegnate in attività vere, con tempi, qualità e responsabilità reali: grazie a commesse di lavoro vere e alla partnership con le aziende presenti, quel lavoro è sempre più qualificato e sempre più riconosciuto.

Lo testimonia, per esempio, Marcello Chierici, HR Technology Director di Mondadori, che ha ricordato come la cooperativa sia da anni un fornitore affidabile. Nell’ambito del processo di informatizzazione HR, l’azienda aveva infatti necessità di un servizio completo di digitalizzazione delle pratiche del proprio ufficio Human Resources. «Abbiamo affidato l’intero progetto al reparto di gestione documentale di Solidarietà e Servizi» – ha spiegato Chierici – «ed è stato un lavoro importante, complesso e articolato, svolto con grande competenza e nel pieno rispetto delle tempistiche». Un risultato che ha portato Mondadori ad avviare con la cooperativa anche una nuova commessa, attualmente in corso: la digitalizzazione dei contratti relativi ai diritti degli autori.

Le testimonianze emerse durante l’incontro hanno mostrato come, per molte aziende, la collaborazione con Solidarietà e Servizi non sia solo un “servizio esternalizzato”, ma una scelta di management consapevole, capace di portare valore al business e al territorio.
Dall’editoria alla tecnologia, dalla produzione ai servizi, ogni commessa diventa un tassello di una storia più grande: quella di un’economia che unisce efficienza e impatto sociale.

GUARDARE AVANTI: UNA COMUNITÀ DI IMPRESE CHE CRESCE

Oggi, nell’area inserimento lavorativo di Solidarietà e Servizi le sfide sono tante: intelligenza artificiale, contratti di rete con altre cooperative sociali del territorio, nuovi inserimenti al lavoro di persone con autismo, progetti di responsabilità sociale sempre più complessi come quelli proposti dai progetti “Sociale al quadrato” o dalle “Isole Formative in azienda”. Sfide importanti “al passo con i tempi” che «desideriamo affrontare insieme alle aziende partner», sottolinea Filippo Oldrini, responsabile dell’area Inserimento lavorativo. «Ci interessa condividere visione, know how, risorse, responsabilità e impatto sul territorio.» Non più dunque solo “cliente” e “fornitore”, ma alleati nella costruzione di un pezzo di economia che mette al centro le persone.

L’economia civile, che potremmo oggi definire “sociale” a tutti gli effetti” di cui parlava Giannini prende forma così: nei gesti concreti, nei progetti condivisi, nella possibilità di trasformare un rapporto commerciale in un’alleanza.
Perché — come ricordava il titolo — Insieme, possiamo fare la differenza.

Profit e Non Profit: quando l’alleanza genera futuro

70 imprenditori si sono dati appuntamento nella sede di Eolo SpA per un incontro in cui  Solidarietà e Servizi, Eolo e Lati hanno testimoniato come profit e non profit possano costruire insieme opportunità, innovazione e impatto reale per le persone e la comunità

70 imprenditori nella sala conferenze di Eolo S.p.A. all’incontro “Profit e Non Profit: alleanze che generano futuro”

Ci sono incontri che iniziano molto prima dell’orario fissato in agenda. Incontri che nascono da intuizioni, conversazioni informali, scelte coraggiose e dalla volontà condivisa di immaginare un futuro diverso. Il 29 ottobre, nella sede di EOLO a Busto Arsizio, quelle intuizioni hanno preso forma davanti a settanta imprenditori arrivati dalla provincia di Varese e dal territorio dell’AltoMilanese. E hanno raccontato una verità semplice e allo stesso tempo rivoluzionaria: il profit e il non profit non sono due mondi separati, ma due strade che possono correre affiancate, insieme, quando la destinazione è il bene comune.

Il titolo dell’evento già parlava da sé: “Profit e Non Profit: alleanze che generano futuro”. Ma ciò che ha fatto la differenza è stata la qualità delle voci chiamate a raccontare, attraverso esperienze reali, come queste alleanze possano diventare leve strategiche.

A guidare il dialogo, Marco Silanos, Presidente di Compagnia delle Opere Insubria. Accanto a lui, tre protagonisti del territorio che da anni lavorano per coniugare competitività, innovazione e impatto sociale: Guido Garrone, AD di EOLO S.p.A. Società Benefit; Michela Conterno, AD di LATI Benefit Corporation; Gabriele Scampini, Responsabile Commerciale dell’Area Inserimento Lavorativo di Solidarietà e Servizi, oltre che membro del Consiglio Direttivo di Compagnia dele Opere Insubria.

Non  un convegno teorico, ma un confronto concreto su ciò che accade quando profit e non profit decidono di collaborare seriamente, con umiltà e con una visione più ampia del semplice risultato economico.

LA SCINTILLA: UN MODELLO D’IMPRESA CHE METTE AL CENTRO LA PERSONA

È proprio Gabriele Scampini a spiegare perché ha voluto con forza creare questo momento: «Crediamo profondamente nei principi dell’economia civile, che considera il profitto non come un fine ma come un mezzo per generare benessere diffuso: per questo ho voluto che due clienti illuminati portassero la loro testimonianza». Una dichiarazione che da sola basterebbe a cambiare il modo in cui molte aziende guardano al proprio ruolo sul territorio.

LATI, con le parole di Michela Conterno, ha ricordato come questo approccio sia radicato nel DNA dell’azienda da oltre 80 anni: «Non facciamo sostenibilità per moda, ma per convinzione. Consideriamo il profitto non come fine ultimo, ma come mezzo per un benessere diffuso per tutti gli stakeholder, in grado di generare valore per l’intera comunità.». Ed è proprio da questa convinzione che nascono progetti capaci di unire innovazione ed impatto: dal 2022 la storica azienda varesina ha deciso di affidare una commessa a Solidarietà e Servizi. Un incarico tecnico: digitalizzare l’archivio aziendale e contribuire alla transizione verso un ambiente di lavoro sempre più smart e paperless, offrendo un lavoro vero a due persone con disabilità. «Abbiamo trovato grande competenza e precisione – continua la Conterno – con una ricaduta concreta sia sul nostro processo di digitalizzazione che sull’inclusione sociale. Tre anni fa, per avere sottomano un documento dell’area HR o un progetto tecnico, bisognava andare a cercarlo nel magazzino dell’archivio storico aziendale, tra scaffali e faldoni. Oggi, invece, quei documenti sono a portata di clic: migliaia di pratiche e progetti tecnici ordinati, digitalizzati, consultabili in qualsiasi momento. È un risultato tangibile, che ha semplificato la nostra operatività quotidiana.»

EOLO, nelle parole del suo AD Guido Garrone, ha ribadito come per loro l’inclusione sia più di un principio: è una strada su cui investire. Lo dimostra la collaborazione con Solidarietà e Servizi che, in questi 10 anni, è cresciuta costantemente: recruiting degli installatori, gestione documentale su processi complessi, attività di inbound e outbound a supporto dei tecnici di Eolo. Una partnership che garantisce lavoro a 13 persone tra cui 8 con disabilità  e permette di lavorare in un contesto strutturato, in cui sono richiesti standard rigorosi e KPI da rispettare. Perché, come ricorda il professor Zamagni, «non basta voler fare del bene, bisogna farlo bene».

Piccoli grandi passaggi che mostrano come la collaborazione sia un moltiplicatore di valore.

QUANDO I DUE MONDI SI CONTAMINANO, NASCE DAVVERO FUTURO

Lo hanno ribadito più volte dal palco: la collaborazione funziona solo se la cooperativa sociale si comporta come un’impresa e se l’impresa mantiene viva la consapevolezza del proprio ruolo sociale.

Da un lato, il non profit impara il linguaggio del profit: organizzazione dei processi, attenzione agli standard, qualità del servizio, misurazione attraverso KPI, innovazione. Dall’altro, il profit ritrova nelle cooperative sociali un modo nuovo di guardare alla gestione delle persone, al senso di comunità, al valore autentico del lavoro, all’inclusione.

È un incontro che rende entrambi più forti. E le testimonianze delle aziende hanno dimostrato come questo scambio sia già concreto: non partnership “per obbligo”, ma scelte strategiche fondate su fiducia e affidabilità.

70 IMPRENDITORI, UNA CONVINZIONE CONDIVISA

Gli oltre settanta imprenditori presenti non hanno partecipato ad un semplice evento. Hanno vissuto una narrazione reale di ciò che succede quando l’impresa decide che “fare bene” non è più un plus, ma un modo di stare nel mondo.

La domanda che Silanos ha lanciato al pubblico: «Quale alleanza può cambiare la tua azienda?» ha risuonato in modo diverso per ciascuno. Perché l’obiettivo non era proporre ricette universali, ma accendere possibilità.

Molti imprenditori hanno scoperto che anche una piccola azienda può fare la differenza, che la sostenibilità non è un lusso da grandi imprese, che le cooperative sociali possono essere partner affidabili e competitivi. E che il territorio vince quando i protagonisti economici scelgono di collaborare.

“Insieme a te per l’ambiente”

Una camminata per l’ambiente nel cuore della città di Busto Arsizio ha coinvolto 70 persone tra ragazzi ed educatori della Solidarietà e Servizi e i lavoratori McDonald’s e di Neutalia

Una foto scattata nella centralissima piazza Santa Maria

Una mattinata all’insegna dell’impegno condiviso, quella di mercoledì 5 novembre, con una “camminata per l’ambiente” che ha unito luoghi simbolo della città di Busto Arsizio in un percorso di cura, pulizia del verde pubblico e sensibilizzazione ambientale.  

Un evento che ha visto profit e non profit lavorare fianco a fianco: 70 persone in totale tra dipendenti McDonald’s, educatori e persone con disabilità dei Centri Socio Educativi (CSE) della cooperativa sociale Solidarietà e Servizi.  (Guarda QUI il servizio di RETE 55 con le interviste ai ragazzi dei CSE e ai loro educatori)

Il ritrovo per tutti alle 9 nel cortile di via Isonzo, sede storica della cooperativa, dove i partecipanti hanno ricevuto il kit brandizzato “Insieme a te per l’ambiente”, fornito da McDonald’s: zainetto, pettorina, guanti, cappellino, salviettina e materiali per la raccolta differenziata. Da lì una camminata fino al parco di via Foscolo, lungo le vie del centro cittadino, con tre tappe in altrettante aree verdi della città, per le attività di pulizia del verde. 

UNA GIORNATA DI VALORE PER TUTTI

«Siamo molto orgogliosi di poter partecipare a questo progetto» sottolinea Serena Bottigelli, coordinatrice del Centro Socio Educativo “Il Parco” di Solidarietà e Servizi. «Siamo qui a pulire alcuni luoghi verdi della città insieme alle persone con disabilità dei nostri centri. Per noi è molto importante poter far vivere loro esperienze nuove e socializzanti. È molto stimolante poi, un contesto come quello di oggi, dove terzo settore e realtà profit della città di Busto Arsizio lavorano insieme.»

Arianna Famà, Local Store Marketing Manager di McDonald’s, ha spiegato: «“Insieme a te per l’ambiente”, è un’iniziativa che McDonald’s porta avanti ormai da diversi anni. Per noi non si tratta solo di sostenibilità ambientale: è anche un modo per rafforzare il legame con la comunità locale. Giornate come questa rappresentano per noi un esempio concreto di come l’impresa possa contribuire al bene comune.» 

La sicurezza e la viabilità sono state garantite dalla Polizia Locale, con due agenti presenti per l’intera durata dell’evento. Presenti anche due dipendenti di Neutalia, società benefit del territorio, che hanno accompagnato il gruppo come volontari, offrendo supporto operativo e incoraggiamento ai partecipanti.  «Siamo onorati di aver preso parte a questa giornata, così significativa per il nostro territorio» – esprime Laura Mira Bonomi, presidente di Neutalia. «La nostra azienda crede profondamente nel valore della sostenibilità e dell’impegno condiviso, coerentemente con le finalità del nostro piano benefit, volto a generare un impatto positivo sull’ambiente e sulla comunità.»
 
La camminata si è conclusa  presso il McDonald’s di Piazza Garibaldi, dove si è tenuto un momento conviviale con buffet offerto dall’azienda, in un clima di festa e inclusione e i saluti dell’Amministrazione Comunale – che ha concesso il patrocinio all’iniziativa – con Laura Rogora, presidente del consiglio comunale e Orazio Tallarida, Consigliere comunale delegato al Verde, Ecologia e Arredo Urbano: «L’iniziativa ‘Insieme a te per l’ambiente’  – sottolinea – si inserisce nell’Agenda del Verde del Comune di Busto Arsizio, promuovendo la cura condivisa e la valorizzazione degli spazi pubblici. Progetti come questo dimostrano quanto sia importante la collaborazione tra istituzioni, aziende e organizzazione non profit. Solo lavorando insieme possiamo costruire una Busto Arsizio più verde, inclusiva e accogliente per tutti.» 

UNA PARTNERSHIP DESTINATA A CONTINUARE 

Il progetto rientra in una collaborazione più ampia che McDonald’s e Solidarietà e Servizi intendono portare avanti in un’ottica di partnership stabile. «Ci siamo incontrati più volte» – spiegano gli organizzatori – «e il nostro desiderio sarebbe quello di creare un appuntamento fisso ogni tre mesi per tutto l’anno, con iniziative organizzate insieme. Perché si sa, tra profit e non profit si vince sempre insieme: ognuno torna a casa arricchito dall’esperienza.» 

Le prossime tappe del progetto sono già in fase di ideazione: un laboratorio di cucina o una visita ai locali McDonald’s e una gita condivisa nella prossima primavera.  


Il “tour” dei mercatini di Natale di Solidarietà e Servizi

Dal 24 novembre al 22 dicembre, 19 tappe per trovare i prodotti artigianali realizzati dalle persone con disabilità dei centri di Solidarietà e Servizi

La locandina del tour dei mercatini di Natale

19 date, 7 location, un unico viaggio speciale attraverso i laboratori artistici dei nostri Centri Socio Educativi e dei Centri Diurni per persone con disabilità.

Hai già pensato ai tuoi regali di Natale?

Nei nostri mercatini troverai oggetti unici, fatti a mano, pieni di storia e di valore, perfetti per un regalo solidale che sostiene le attività dei nostri centri e le persone che ogni giorno li rendono luoghi speciali.

Vieni a scoprire tutte le tappe del tour e lasciati sorprendere! CLICCA QUI


Concerto di Raccolta Fondi

Sabato 15 novembre alle ore 21:00 al Teatro Fratello Sole di Busto Arsizio un concerto di raccolta fondi a sostegno di “Casa Insieme”

Sabato 15 novembre alle ore 21:00 al Cinema Teatro Fratello Sole di Busto Arsizio non mancare al concerto di raccolta fondi a favore del progetto “Casa Insieme”: due nuove case per l’autonomia di 10 persone con disabilità (5 per ogni appartamento).

Sul palco il travolgente Coro Divertimento Vocale, con 150 voci e una band dal vivo: finalisti di Italia’s Got Talent 2019!

Una serata di musica, energia e solidarietà

Prenota subito il tuo biglietto https://www.mailticket.it/…/49684/coro-divertimento-vocale

Facciamo girare la voce tra amici, colleghi e familiari!

Una serata di musica, energia e solidarietà: più siamo, più ci divertiamo… e più sosteniamo un progetto che vale davvero!

ACQUISTA SUBITO IL TUO BIGLIETTO https://www.mailticket.it/…/49684/coro-divertimento-vocale

Ringraziamo la Città di Busto Arsizio per il patrocinio


Il sogno di Cinzia comincia da un mattone

Inaugurato a Caronno Pertusella il cantiere di “Casa, Insieme”: due nuove case per dieci persone con disabilità. Una coprogettazione tra Comune e Solidarietà e Servizi per due abitazioni sostenibili, tecnologiche e inclusive. Il Ministro Locatelli: «Un progetto che merita il plauso e il sostegno di tutti» 

Cinzia con Alessandra, un’operatrice addetta ai trasporti

«Mi piacerebbe avere una stanza tutta mia, arredata come piace a me…» 
Cinzia lo dice con un sorriso che le illumina il viso. Da sedici anni frequenta il Centro Diurno “Il Girasole”, ma adesso sogna un passo in più: una casa. Non una struttura, non una stanza in più nel mondo degli altri, ma un posto suo. Dove scegliere il colore delle pareti, invitare un’amica per un caffè, e dire: “questa è la mia stanza”. 

Sabato 4 ottobre, in via Monte Nero 259, quel sogno ha cominciato a prendere forma. È stato, infatti, inaugurato ufficialmente il cantiere di “Casa, Insieme”, il progetto che realizzerà due nuove abitazioni per dieci persone con disabilità, accanto al Centro Diurno “Il Girasole” e al Centro Sperimentale “Viganò” per minori con disturbi del neurosviluppo. 

UN SOGNO CONDIVISO 

“Casa, Insieme” nasce dalla coprogettazione tra il Comune di Caronno Pertusella e Solidarietà e Servizi, con il sostegno di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia. Il Sindaco Marco Giudici, l’Assessore Sebastiano Caruso e molti cittadini hanno partecipato alla cerimonia, insieme alle famiglie e agli operatori che da anni accompagnano le persone con disabilità nel loro percorso di autonomia (Solidarietà e Servizi è presente a Caronno Pertusella da oltre 30 anni…). Don Angelo Cavenago ha benedetto il cantiere.  La musica dal vivo della TNB Swing Band ha riempito l’aria. E la voce del Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, in un videomessaggio, ha ricordato quanto questi progetti siano fondamentali: «Casa, Insieme – ha detto – è un’iniziativa che mette al centro le persone e la loro autonomia, un modello che merita il plauso e il sostegno di tutti. Creare una soluzione residenziale collegata ai servizi diurni è fondamentale, per una maggior serenità delle famiglie, ma anche per creare continuità nelle relazioni e nello stile della presa in carico di ogni persona.» Guarda il video messaggio CLICCA QUI

UN LUOGO CHE PROFUMA DI CASA 

1 settembre 2026, la data prevista per il termine dei lavori, poi i tempi tecnici per le pratiche burocratiche… Entro l’anno dieci adulti con disabilità entreranno nelle loro nuove abitazioni: due appartamenti moderni, sostenibili, realizzati in legno e dotati di tecnologia intelligente. 
Ogni persona potrà aprire la porta con la propria impronta digitale, controllare la luce o la temperatura, e vivere in sicurezza e comfort. Ma soprattutto, potrà sentirsi a casa. 

«Il nostro obiettivo non è costruire una struttura, ma un ambiente familiare» racconta Giacomo Borghi, responsabile Area Residenziali e Domotica di Solidarietà e Servizi. «Un luogo dove ogni persona possa sentirsi accolta, valorizzata e libera di essere se stessa.» 

LA RACCOLTA FONDI 

Per rendere queste due case dei luoghi ancora più accoglienti, Solidarietà e Servizi si è attivata per reperire risorse per arredare gli spazi, realizzare un giardino e una stanza multisensoriali aperti anche alle scuole e alle associazioni, e acquistare un pulmino attrezzato. Al momento è attiva una raccolta fondi online https://www.retedeldono.it/progetto/1-stanza-casa-insieme 

Nei prossimi mesi saranno promossi eventi per far conoscere meglio il progetto a tutti i cittadini. Perché una casa è più di un edificio: è un legame che si costruisce insieme. 

UN CANTIERE, OPPORTUNITÀ PER TUTTA LA CITTÀ  

Sì, perché questo progetto non riguarda solo chi ci abiterà, ma vuol essere un’opportunità per tutta Caronno Pertusella, per costruire, insieme, una comunità più inclusiva, dove nessuno è lasciato solo.  

In questo senso il pensiero di Domenico Pietrantonio, Presidente del Consiglio di Gestione di Solidarietà e Servizi: «Condividere il bisogno delle persone disabili, progettare insieme con i Comuni e le famiglie le risposte, dotare i servizi di adeguate e innovative soluzioni tecnologiche, domotiche e rispettose dell’ambiente, questa è la mission che Solidarietà e Servizi persegue da oltre 25 anni per il cosiddetto “DOPO DI NOI”. E siamo grati a tutti coloro, a partire dal Comune di Caronno Pertusella, che hanno reso possibile questo progetto, che rappresenta una best pratice nel rapporto sussidiario tra l’ente pubblico e il terzo settore: un vero e proprio esempio di “amministrazione condivisa”.» 

Una volta terminati i lavori, l’intero polo di via Monte Nero sarà in grado di accogliere oltre 60 persone con disabilità – le 30 del Centro Diurno Disabili “il Girasole”, i 25 bambini del Centro Sperimentale “Viganò” e le 10 di “Casa,  Insieme” – creando nuove occasioni di lavoro (è prevista l’assunzione di oltre 10 persone tra Educatori Professionali e Operatori Socio Sanitari), inclusione e partecipazione. 

Con la posa del primo mattone, quel sogno di Cinzia ha cominciato a diventare realtà. 

La mattinata si è conclusa con un brunch offerto a tutti i presenti, occasione di incontro e convivialità per il centinaio di persone intervenute.  

Presente per tutta l’inaugurazione con una diretta live, Esco di Radio, la web radio fondata dall’Azienda Speciale Consortile Galliano in collaborazione con la cooperativa Solidarietà e Servizi.