Gradualità, fiducia e … “Insieme ci riusciamo”: il percorso di Enrico verso il lavoro e l’autonomia
Una storia costruita passo dopo passo tra servizi, famiglia e azienda: così un giovane di 26 anni ha trasformato un ingresso incerto nel mondo del lavoro in un’esperienza stabile e consapevole

«In Solidarietà e Servizi mi trovo bene. Iniziare a lavorare in cooperativa è stato un grande stimolo soprattutto dal punto di vista della relazione con gli altri». Enrico parte da qui, da una frase semplice e precisa, per raccontare un percorso che inizia nel 2022, quando ha 23 anni, e che oggi lo vede lavoratore assunto e parte di una squadra.
All’inizio non c’è un lavoro, ma una domanda. Arriva con una diagnosi di autismo al Nucleo Inserimenti Lavorativi (NIL) Valle Olona su segnalazione del Comune di Fagnano Olona, dopo una richiesta della famiglia. L’obiettivo è capire se esistono le condizioni per un inserimento lavorativo. «Il suo percorso nasce come quello di tutti i nostri utenti – spiega Maria Acunzo, educatrice del NIL – ma fin da subito ci ha chiesto di rivedere i nostri strumenti».
La prima scelta che fa la differenza è allungare e approfondire la fase conoscitiva. Non solo colloqui, ma una rete: scuola, specialisti, famiglia. «Abbiamo aperto la maglia dei contatti, raccolto più informazioni possibili e lavorato in sinergia con tutti», racconta Acunzo. Con Enrico cambia anche il modo di comunicare, per renderlo il più efficace possibile: frasi brevi, elenchi numerati, supporti visivi. Ogni passaggio viene scritto, schematizzato, reso prevedibile.
CAPIRE COSA FUNZIONA: L’OSSERVAZIONE E LA SCELTA
Quando gli viene proposto l’“osservatorio”, cioè un periodo per conoscere diversi contesti lavorativi, si parte da Google Maps: vedere il luogo, l’ingresso, il percorso. È un dettaglio concreto, ma decisivo. Da qui prende forma un metodo: gradualità e anticipazione.
Il primo banco di prova sono due laboratori: gestione documentale al computer e assemblaggi all’interno dell’area produttiva di Solidarietà e Servizi. Tre giornate ciascuno. È qui che emerge una preferenza chiara: «Nel reparto assemblaggi Enrico trova un equilibrio, fatto di manualità e lavoro condiviso al tavolo.
Si passa quindi al secondo step: un tirocinio osservativo di due mesi, poche ore al giorno. Non si valuta la performance, ma come Enrico sta dentro il contesto. Poi il terzo passo: tirocinio formativo, sei mesi più proroga, fino alle 20 ore settimanali. Il 1° dicembre 2023 arriva l’assunzione.
IMPARARE LAVORANDO: PROCEDURE E AUTONOMIA
Nel reparto assemblaggi, Simone Torretta lo accoglie come tutor. «All’inizio abbiamo costruito per lui un ambiente prevedibile, con procedure scritte passo per passo», racconta. Un esempio concreto è la lavorazione per il cliente “Freccia”: inserire valvole nelle scatole, etichettarle correttamente, rispettare quantità e disposizione per la spedizione. «La sfida per noi è stata quella di ridurre al minimo i fattori imprevedibili».
Con il tempo, però, qualcosa cambia. «Ha iniziato a segnalarci lui le cose che non andavano. Oggi gestire l’imprevisto è all’ordine del giorno». Anche gli aspetti più pratici si trasformano: all’inizio il contatto con parti metalliche sporche d’olio era difficile, poi ha trovato strategie, come usare i guanti, fino ad adattarsi.
Il percorso non si ferma alla tecnica. «Non ha mai detto “non ci riesco”», sottolinea Torretta. E aggiunge: «Se devo riassumere la sua storia: una soddisfazione continua».
Un altro episodio racconta il cambiamento: la patente. Dopo difficoltà iniziali, Enrico riesce a superare l’esame pratico. «Simone devo dirti una cosa importantissima: ho preso la patente e sono felicissimo», gli dice. Dietro quella frase c’è lo stesso metodo appreso al lavoro: prepararsi, prevedere, gestire l’imprevisto.
OLTRE IL LAVORO: RELAZIONI, FIDUCIA E FUTURO
Parallelamente cresce anche sul piano relazionale. «Siamo partiti da una grande difficoltà nelle interazioni – spiega la Acunzo – oggi è un ragazzo sorridente, che saluta, che fa domande».
Il lavoro diventa così parte di un progetto più ampio. Enrico partecipa ad attività sociali, fa volontariato al canile, costruisce spazi di autonomia anche fuori dall’azienda. La rete resta attiva: incontri periodici con l’educatrice del NIL, confronto continuo, attenzione costante.
Oggi ad attenderlo una nuova sfida: il passaggio, a partire dal mese di febbraio, al cantiere esterno, presso un’azienda di Olgiate Olona: un nuovo ambiente, nuovi colleghi, nuove abitudini.
Un passaggio delicato, che Enrico ha affrontato con il solito metodo: gradualità e preparazione. Lui lo racconta così, restando concreto: «Ho incontrato colleghi che nelle giornate “nere” si interessano a me, chiedendomi come sto e cosa mi sta capitando, e che sono capaci di tirarmi su di morale. È bello il fatto che quando si lavora c’è spazio anche per uno scambio di battute simpatiche, che rendono tutto più leggero».
Una sfida che per lui è un’altra straordinaria opportunità di crescita.

