Le ferite silenziose del Covid: la relazione per superare il trauma collettivo

Solidarietà e Servizi ha organizzato un convegno di formazione per capire come affrontare l’emergenza psicologica e continuare a prendersi cura delle persone

L’altra faccia dell’emergenza sanitaria. Quella fatta di traumi personali e collettivi, di ansie e paure e che impediscono di tornare a vivere e riprendere in mano le relazioni. Questo lo scopo del convegno organizzato da Solidarietà e Servizi venerdì 23 ottobre in collaborazione con centro di psicoterapia Essere Esseri Umani. Un appuntamento che, previsto inizialmente al Museo del Tessile di Busto Arsizio, si è svolto in modalità interamente online nel rispetto delle normative per il contenimento dei contagi. Con l’incontro “Covid  – il trauma negato”, la cooperativa ha voluto offrire anche un momento di formazione ai propri operatori con lo scopo di leggere al meglio il presente per rispondere al meglio ai bisogni, vecchi e nuovi, che stanno emergendo.

«È un tema particolarmente importante che affronta la situazione attuale: si pensa solo alla paura, alla salvezza fisica e si tende a non considerare le conseguenze psicologiche», ha introdotto l’assessore ai Servizi sociali del comune di Busto Arsizio, Osvaldo Attolini. «La necessità oggi è quella di tornare a vivere, seppur con tutte le precauzioni necessarie». Non chiudersi, non isolarsi, ma continuare a operare. 

Il contesto però è del tutto nuovo. «Viviamo un’emergenza che ha delle precise caratteristiche», ha proseguito Marta Zighetti, psicoterapeuta sistemico-relazionale, terapeuta supervisore EMDR e relatrice del convegno. «Vi è innanzitutto una mancanza di luoghi sicuri; anche i luoghi istituzionali non sono al sicuro. Vi è stato uno stravolgimento della routine quotidiana, con l’emergere di paure verso l’altro quale elemento di possibile contagio». Non ultimo, «è un trauma collettivo, globale che non è possibile categorizzare. Il Covid ha rimesso in discussione tutte le nostre decisioni abituali: ogni volta ci viene richiesto di decidere se possiamo o non possiamo fare quella determinata cosa, anche molto banale».

È una “pandemic fatigue”, come l’ha definita Zighetti, una «stanchezza pandemica che porta alla perdita di speranza, ad un senso di impotenza, a tristezza, frustrazione, mancanza di motivazione, ruminazione mentale, ritiro e isolamento, anche un po’ di cinismo con un atteggiamento più fatalista». Una stanchezza dettata anche dalla durata dell’emergenza, che inevitabilmente è fonte di stress.

La risposta è nella relazione. Nel riprendere in mano l’essenza dell’essere umano, per tornare a prendersi cura degli altri. Come? Utilizzando tutti gli strumenti a disposizione: dalla postura, allo sguardo che emerge da sopra la mascherina, dal tono di voce all’inclinazione del capo. Sono tutti segnali di relazione che in un momento complesso devono essere valorizzati affinché nessuno possa sentirsi solo

Moderno e funzionale, ecco il nuovo sito internet di Solidarietà e Servizi

Una grafica più coinvolgente e contenuti più diretti per riaffermare l’impegno nel sostegno alle persone disabili

Più funzionale, più leggibile e più moderno. Solidarietà e Servizi ha rinnovato il proprio “biglietto da visita digitale” mettendo online nelle scorse settimane il nuovo sito internet. Al centro del lavoro di ammodernamento, particolare attenzione è stata riservata alla grafica che, grazie anche alla nuova piattaforma utilizzata, risulta più dinamica e in linea con quelle che sono le tendenze in atto. A dominare la home page sono le tre foto che indicano le principali aree di intervento della cooperativa: Servizi per disabilità e autismo, Accoglienza e presa in carico e Inserimento lavorativo e aziende. Sono le tre anime che caratterizzano l’azione che Solidarietà e Servizi porta avanti da oltre 40 anni e che vengono proposte anche nel video di presentazione che compare poco sotto. Sempre sulla home, grande rilevanza è stata data alla sezione delle news che rappresentano la testimonianza di una realtà che non ha mai smesso di essere fedele al suo claim: “Mai più soli … insieme ci riusciamo”.

Ed è proprio la condivisione del bisogno delle persone fragili, il  sostenerle nel loro percorso di autonomia, crescita e valorizzazione dei loro talenti, che emerge dall’intero sito.  

Molte le novità introdotte: rispetto alla versione precedente, i contenuti sono stati semplificati per rendere la navigazione ancora più agevole e avere un messaggio più diretto. Pur mantenendo le parti istituzionali, maggiore evidenza è stata dedicata al tema della qualità: un fil rouge che partendo dai valori fondanti della cooperativa, arriva a stabilire la mission e gli obiettivi da raggiungere, sempre nel rispetto di una visione condivisa e partecipata.

Ai soci volontari è dedicata un’intera pagina. Perché sono loro che, mettendo a disposizione tempo, capacità e professionalità a supporto delle attività e nei servizi della cooperativa, danno un contributo fondamentale.  Non tanto e non solo in termini di risorse “aggiuntive”, ma quanto come testimoni di una gratuità e di una tensione ideale nella condivisione dei bisogni.

Ampio il capitolo dedicato al 5×1000 e al sostegno che ciascuno può dare a Solidarietà e Servizi. Un appello a partecipare fattivamente a quell’insieme che permette di dire: “ci riusciamo”. Non ultima, la voce dedicata alla nuova “Solidarietà e Servizi Fondazione”, realtà che ha raccolto l’importante eredità della Fondazione San Giacomo – nata nel 2000 a Busto Arsizio – e, che ha fatto propri i bisogni cui si rivolge l’omonima cooperativa sociale.

Buona navigazione.

In ricordo di Fabio Marchetti perché «vivere è restituire il bene ricevuto»

Sabato 24 ottobre a Trivolzio (PV) la santa messa per ricordare l’educatore appassionato di Solidarietà e Servizi

«Vivere è restituire il bene ricevuto». Queste le parole che era solito ripetere e che continuano a risuonare nelle persone che ha incontrato. A sei mesi dalla scomparsa di Fabio Marchetti, Solidarietà e Servizi ha condiviso con la moglie Lilia il desiderio di ricordare l’educatore professionale che ha lasciato ricordi indelebili nel Centro Diurno Disabili “Il Torchietto” di Pavia e in tutta la cooperativa. «Fabio avrebbe compiuto 69 anni il 27 ottobre e la celebrazione della santa messa con familiari, amici e colleghi sarà proprio una bella occasione per incontrarsi e festeggiarlo», dice Simona De Alberti, coordinatrice del cdd “Il Torchietto”. La santa messa che sarà officiata alle 10 di sabato 24 ottobre nella parrocchia dei Santi Cornelio e Cipriano Martiri di Trivolzio (PV). A presiederla monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia e monsignor Pierangelo Sequeri, preside del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia.

L’emergenza sanitaria ancora in atto non ha fermato la volontà di ricordare una persona appassionata del bello. Un educatore a “tutto tondo” innamorato dell’arte e che attraverso l’arte è riuscito a trasmettere sensibilità e passione, entusiasmo e gioia nel suo essere costantemente testimone del bene. Un bene fatto in modo spontaneo, senza tornaconti, ma con un solo interesse: far crescere la persona che aveva davanti. Così anche le difficoltà, da quelle più lievi a quelle più complesse, diventavano stimoli e occasioni per trasformare anche il più piccolo gesto in un gesto d’arte, espressione del bello.

I colleghi e gli amici della Solidarietà e Servizi ricordano nella preghiera Fabio, certi che la sua testimonianza e la sua professionalità, particolarmente evidente nell’ambito dei laboratori di musica e pittura,  non andranno persi: rappresentano un’eredità da far fruttare.

Un’estate senza sosta per rispondere a un bisogno: nessuno deve rimanere solo

L’attività dei Centri diurni di Solidarietà e Servizi è proseguita anche in agosto grazie alla collaborazione con molti Comuni del territorio

Difficile parlare di una “ripartenza” a settembre: i Centri diurni per le persone con disabilità di Solidarietà e Servizi non hanno registrato sosta in estate. Nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza, hanno infatti continuato a rispondere ai bisogni anche nel mese prediletto per le vacanze, grazie anche alla significativa collaborazione di alcuni Comuni che hanno supportato l’attività in agosto. «La disponibilità data dalle amministrazioni e dagli uffici di Comuni importanti del territorio, come Busto Arsizio, Cassano Magnago, Caronno Pertusella, Gallarate, Samarate, Legnano, Castellanza, solo per citarne alcuni, di impiegare i fondi inutilizzati nel periodo del lockdown, ci ha permesso di dare continuità nel rispondere a specifici bisogni che l’emergenza sanitaria ha acuito», premette Giacomo Borghi, responsabile Area autismo, centri diurni e residenziali per persone con disabilità di Solidarietà e Servizi. «A settembre è ripresa l’attività di tutti i Centri, ma é stato significativo l’impegno in agosto quando, di fatto, non ci siamo fermati, garantendo un servizio che è stato apprezzato dalle famiglie, ma soprattutto ha permesso di non interrompere il percorso socio-educativo con tutti i “nostri” ospiti».

La testimonianza diretta arriva da Busto Arsizio dove gli educatori del Centro Socio Educativo – CSE raccontano: «Abbiamo fatto un piccolo sondaggio: dalle famiglie è emerso chiaramente il bisogno di dare continuità all’attività per tutto il periodo estivo». Carmen Sportiello, coordinatrice del Centro, incalza: «Il Comune ha accettato la proposta di sostenerci, siamo dunque partiti con la proposta di attività risocializzanti, ricreative… rilassanti! Un supporto alle famiglie e l’occasione di tornare a stare insieme per i nostri ospiti». La straordinarietà dell’intervento non è derivata solamente dall’aver offerto un servizio nel periodo dedicato solitamente alle vacanze, ma soprattutto dall’aver dato continuità alla ripresa di luglio dopo i lunghi mesi di lockdown ed emergenza sanitaria da cui si arrivava. «La prolungata chiusura in casa e il timore del contagio hanno in un certo modo traumatizzato famiglie e ospiti. Bloccarci per tre settimane ad agosto per molti sarebbe risultato un ulteriore “passo indietro”: non potevamo lasciare solo nessuno».

Così anche nei Centri Diurni Disabili – CDD, di Cassano Magnago, Marnate e Caronno Pertusella. «L’intervento dei maggiori Comuni del territorio è stato fondamentale per dare continuità al servizio in un’ottica di collaborazione concreta», ricorda il coordinatore del CDD di Cassano Magnago Gian Piero Colombo. «Anche se le attività sono state circoscritte a quelle che permettevano il mantenimento delle misure di sicurezza – abbiamo infatti dovuto rinunciare alla piscina e agli aperitivi nei locali – siamo riusciti a garantire la qualità del tempo passato insieme, dando anche un momento di sollievo alle famiglie. L’ampissima adesione da parte degli ospiti alla proposta estiva è la dimostrazione concreta che il bisogno era reale e siamo riusciti a darvi risposta».

Il lavoro come responsabilità condivisa. Anche in agosto “insieme ci riusciamo”

L’Area Inserimento Lavorativo e Autonomie di Solidarietà e Servizi non si è mai fermata: le fragilità non sono impedimento ma valore aggiunto se inserite in una corretta progettualità

Un’estate all’insegna della responsabilità, della collaborazione e della condivisione. «Perché quando c’è bisogno, occorre esserci e non tirarsi indietro. Anche in agosto. Un agosto diverso, ma bello, più di lavoro che di vacanza», osserva Filippo Oldrini, responsabile dell’Area Inserimento Lavorativo e Autonomie di Solidarietà e Servizi.

La voglia di ripartenza si è fatta sentire anche nel mese tradizionalmente dedicato alle vacanze. «È stata una ripartenza desiderata, voluta e attuata, sia all’interno di Solidarietà e Servizi sia nelle aziende con cui lavoriamo. Iniziata già a giugno e proseguita con maggior forza proprio in agosto, alla quale abbiamo voluto dare il nostro contributo mettendoci a disposizione e non lasciando soli i nostri partner aziendali», prosegue. Nuovi progetti come quello sviluppato dal nostro cliente Sielte per il recupero e la rigenerazione di apparati TLC per un operatore telefonico internazionale e i nuovi servizi per Sandoz e Novartis Farma che prevedono, per esempio, il contatto telefonico delle farmacie, hanno trovato concretezza proprio nei mesi più caldi dell’anno, facendo emergere quel senso di responsabilità che è elemento qualificante nel percorso di autonomia e di inserimento al lavoro nel quale sono inserite le persone disabili che lavorano in Solidarietà e Servizi. «È quella responsabilità che permette di vedere il lavoro come un’opportunità e non un fastidio – sottolinea Oldrini -; una responsabilità che ci fa sentire parte di un progetto e che ci fa trovare nel lavoro identità e valore; ma anche la responsabilità di dover adottare una serie di dispositivi, comportamenti e misure anti Covid per garantire la sicurezza a noi stessi, ma soprattutto agli altri».

Di fatto ogni reparto ha dosato attentamente lavoro e ferie e addirittura l’unità di Business Process Outsourcing (BPO) e quella della Rigenesi non si sono mai fermate, così come il magazzino che ha continuato per tutto agosto a gestire la merce in entrata e in uscita per rispondere alle richieste delle aziende farmaceutiche, di telecomunicazioni ed energia che lavorano con Solidarietà e Servizi. «Non ci sono stati problemi nella copertura dei turni perché la cultura del lavoro come occasione è davvero un’esperienza condivisa, anche da chi ha qualche fragilità in più».

Il percorso nel quale sono inserite le nostre persone ha dato risultati importanti, permettendo a Solidarietà e Servizi di rispondere efficacemente alle richieste arrivate. Una progettualità che condividiamo anche con le aziende con cui lavoriamo: non sono clienti o fornitori, ma partner di una visione più ampia che ci permette di essere uniti e dire che “insieme ci riusciamo”. E così è stato, anche in una stagione particolare come l’estate e in momento ancora più particolare come quello del dopo lockdown che abbiamo vissuto.

Il Cortile riparte dalla scuola con il servizio Compitiamo

Il progetto di Solidarietà e Servizi si prepara anche a importanti novità dedicate al tema dell’inclusività, coinvolgendo preadolescenti e adolescenti

Il progetto de Il Cortile riparte dalla scuola e prepara tante novità. A poche settimane dalla ripresa delle lezioni in classe, Solidarietà e Servizi rilancia il nuovo servizio Compitiamo. Dal prossimo mese di ottobre sarà attivo lo spazio dedicato ai ragazzi con l’obiettivo non solamente di avere un supporto nello svolgimento dei compiti, ma anche imparare un metodo di studio e rimanere così al passo con la didattica fatta in classe. Dopo i difficili mesi del lockdown e la lunga chiusura delle scuole che non hanno di certo agevolato l’apprendimento, Compitiamo guarda a chi ha qualche difficoltà in più, anche in singole materie, e vuole offrire un aiuto mirato e personalizzato. Partendo dagli alunni delle scuole secondarie, di primo e di secondo grado, andrà a coinvolgere anche i giovanissimi delle primarie, attraverso un percorso condiviso con la famiglia di aiuto nello studio.
Previsti sempre all’interno del progetto Il Cortile, sono invece già partiti i primi servizi di consulenza specialistica, con i percorsi di logoterapia e psicomotricità. Il Cortile vuole inoltre diventare un punto di riferimento per l’inclusività. Attraverso la proposta di attività mirate, il progetto andrà a coinvolgere preadolescenti e adolescenti per trascorrere del tempo con ragazzi che hanno delle fragilità. L’iniziativa, che è ancora in fase progettuale, vuole essere un momento di inclusione attraverso dei percorsi normalizzanti; occasioni non necessariamente strutturate, ma spazi di relazione e scambio di esperienze nella convinzione che la fragilità non sia un ostacolo, ma, una volta riconosciuta e rispettata, possa diventare motivo di arricchimento interpersonale. Per aggiornamenti, continuate a seguire la newsletter di Solidarietà e Servizi.

Solidarietà e Servizi ai vertici di Confcooperative Insubria

Il presidente del Consiglio di Gestione Domenico Pietrantonio confermato nel consiglio interprovinciale e nominato vicepresidente vicario dell’associazione

Solidarietà e Servizi ai vertici di Confcooperative Insubria. A seguito dell’assemblea che si è svolta lo scorso 17 luglio al Centro congressi Ville Ponti di Varese, il presidente del Consiglio di Gestione della nostra cooperativa sociale, Domenico Pietrantonio, è stato nominato vicepresidente vicario dell’associazione territoriale per Varese e Como, punto di riferimento per il mondo della cooperazione.  Alla presidenza è stato confermato Mauro Frangi (nella foto).

Si tratta di una nomina importante per Solidarietà e Servizi, in un momento particolarmente delicato per l’universo delle cooperative. Infatti, il presidente Frangi nella sua relazione assembleare ha parlato dell’oggi come di un «“mondo nuovo”, in cui potranno accadere cose inaspettate; in cui non è affatto detto che “andrà tutto bene” se non sappiamo come usciremo dalla crisi». In questo, ha proseguito, «Confcooperative Insubria è stata al fianco delle imprese associate e dei loro soci, ma lo sforzo che in questi mesi, tutti insieme, abbiamo profuso sarebbe del tutto inutile senza una ulteriore “fatica”, riflettere bene su cosa è necessario fare per andare avanti. Siamo chiamati ad un impegno comune, a mettere in campo un’intelligenza collettiva, per ridisegnare il lavoro delle nostre imprese, adeguare le nostre competenze e i modelli di intervento. Siamo chiamati a un grande sforzo di innovazione e di trasformazione. Per reinventare e ridisegnare il nostro fare impresa. È questa l’unica condizione per pensare di poter continuare ancora a garantire il lavoro degli oltre 11.500 occupati del sistema cooperativo del nostro territorio». Così, il futuro, per quanto incerto e complesso, richiede uno sforzo diverso: «Non ci si salva da soli. Serve un grande sforzo collettivo. Serve la capacità di mettersi insieme», ha concluso.

Se la strada è quella dell’innovazione, Solidarietà e Servizi è diventata una “best practice” per  Confcooperative Lombardia. Il sistema hi-tech adottato per l’appartamento “Gandolfi” di Legnano è stato indicato quale esempio di tecnologia a supporto delle persone con disabilità e in particolare della loro autonomia . Si parte dall’ingresso con il lettore di impronte per controllare l’accesso alla struttura e risolvere il problema delle chiavi dimenticate, fino ai rilevatori di presenza e di rumore per monitorare i vari ambienti a quelli utilizzati per le dispense e il frigo con una segnalazione in tempo reale per aiutare gli operatori a rilevare comportamenti scorretti degli ospiti legati a problemi alimentari.

Solidarietà e Servizi premiata dal Comune di Cantù

Il grazie dell’amministrazione comunale a tutte le realtà che insieme hanno lavorato nei mesi più duri dell’emergenza Covid per non lasciare solo nessuno

«Il bello del lavoro di squadra è che hai sempre qualcuno dalla tua parte. Noi stiamo tutti dalla stessa parte, quella dei cittadini». È nelle parole del sindaco di Cantù, Alice Galbiati, il senso del lavoro che è stato fatto nei mesi più duri dell’emergenza Covid; un senso che punta a dare valore all’insieme e a non lasciare indietro nessuno. «Abbiamo imparato in questi mesi a riapprezzare il valore del dono, dell’aiuto, della solidarietà e a non dare nulla per scontato», ha proseguito il primo cittadino nella cerimonia che si è svolta al Centro Operativo Comunale della cittadina in provincia di Como. Il sindaco ha ringraziato ufficialmente i volontari, le associazioni e le realtà che, tra le difficoltà del lockdown, non hanno mancato di far sentire la loro solidarietà verso la popolazione, in particolare le persone più fragili. Tra quanti sono stati premiati, anche Solidarietà e Servizi ha ricevuto una pergamena perché, nonostante la chiusura dei due CDD – centri diurni disabili – che la cooperativa sociale gestisce sul territorio, a Cermenate e a Capiago Intimiano, le 43 persone con disabilità che li frequentano non sono state mai lasciate sole.
«Davanti all’obbligo di sospendere le attività del CDD a causa dell’emergenza sanitaria, non ci siamo arresi e abbiamo riprogrammato tutti gli interventi che erano stati previsti», ricorda il coordinatore Silvio Pagliaro. «Le relazioni sono rimaste vive sfruttando ogni mezzo possibile: dalla telefonata al messaggio, fino alle videochiamate. Non sono mancati i video per far sentire la nostra vicinanza alle persone disabili e alle loro famiglie. Insieme abbiamo proposto delle video-ricette per valorizzare le capacità manuali, ma anche dare un conforto alla gola; sono stati realizzati anche semplici quiz e duelli per il riconoscimento di brani musicali, per divertirsi insieme e stimolare le capacità cognitive. Il tutto per mantenere vivo il contatto e, nonostante il distanziamento obbligato, ribadire la nostra vicinanza». Di fatto la gestione dell’emergenza non è stata semplice: ha portato ad una revisione delle abitudini, a riprogrammare le giornate e gli impegni. «È stato un intervento di supporto alle persone che frequentano il CDD, ma anche alle loro famiglie. Il risultato è stato positivo: insieme abbiamo superato le difficoltà di quelle settimane così complesse».

Aperti per ferie: così i Centri Diurni Disabili di Solidarietà e Servizi sono vicini alle famiglie

Dopo il difficile periodo del lockdown, la decisione di garantire l’apertura dei Centri Diurni per non lasciare solo nessuno

Aperti per ferie. Non è il classico slogan da centro commerciale, ma il valore aggiunto di un servizio che non vuole lasciare solo nessuno. Anche nel mese prediletto per le vacanze. Da Gallarate a Caronno Pertusella, da Saltrio fino a Pavia passando da Busto Arsizio e Cassano Magnago i Centri diurni gestiti da Solidarietà e Servizi hanno deciso di assicurare un’apertura maggiore, chiudendo solamente la settimana prima di Ferragosto. «È una decisione che abbiamo assunto a partire dalle richieste di molte famiglie e condiviso con i nostri operatori e i Comuni di residenza degli ospiti, tenendo conto di due aspetti: i mesi particolarmente complessi con il picco dell’emergenza Covid durante i quali, senza interrompere la presa in carico, siamo stati costretti alla chiusura, hanno rappresentato un momento difficile anche per molte famiglie. Ma anche il fatto che molte delle famiglie i cui figli frequentano i Centri ci hanno detto che non andranno in vacanza», premette Giacomo Borghi, responsabile Area “Autismo, diurni e residenziali” di Solidarietà e Servizi. Con il progressivo ritorno alla normalità – con turnazioni e l’adozione di tutti gli accorgimenti necessari – è arrivata anche la richiesta di assicurare un supporto più intenso in agosto, mese che per antonomasia mette in evidenza diverse situazioni di solitudine.

«È soprattutto per mio figlio», afferma Rosa Castelli, mamma di Christian che frequenta il CDD di Cassano Magnago. «Al Centro si trova particolarmente bene e, insieme, abbiamo trovato un ambiente famigliare sul quale possiamo contare. Questo grazie alla sensibilità del coordinatore Gian Piero Colombo, ma anche all’attenzione dell’educatore che segue quotidianamente Christian. Quando vedo tornare a casa mio figlio con il sorriso, le giornate sono più belle: sappiamo di non essere soli e sappiamo che possiamo contare su Solidarietà e Servizi».
Aggiungono Luciana e Francesco Pellizzaro, genitori di Fabio che frequenta anch’egli il Centro di Cassano Magnago: «Quest’anno non andremo in vacanza, ma a Fabio piace andare al CDD, si trova bene e sta bene. Fin dalla ripresa delle attività, dopo il lockdown, è stato tra i primi a tornarci. Misurazione della temperatura, misurazione dell’ossigenazione del sangue e sanificazione delle mani non sono un problema. Si trova bene e a noi questo basta».

L’estate nei Centri sarà caratterizzata da proposte di svago e di risocializzazione: «Ci piacerebbe poter offrire attività esterne ai locali del Centro, magari con la piscina con cui stiamo definendo i protocolli e le misure di sicurezza; sicuramente ci saranno passeggiate e momenti all’aperto nei parchi della zona con l’organizzazione delle iniziative “classiche” agostane quali anguriate e grigliate. Senza tralasciare le attività di animazione e i laboratori, musica e giochi di società». Insomma, conclude Gian Piero Colombo, «sarà un’estate all’insegna dello stare insieme».

#insiemeciriusciamo: il valore aggiunto è nel 5×1000 a Solidarietà e Servizi

Una firma sulla dichiarazione dei redditi non costa nulla, ma moltiplica i servizi per aiutare le persone disabili

La forza di chi non si è mai fermato. Anzi, anche nei momenti più difficili del lockdown, ha saputo non solamente continuare nel dare risposte ai bisogni delle persone disabili, ma è riuscito a progettare, programmare e dare vita a nuovi servizi.  Solidarietà e Servizi rinnova l’impegno a non lasciare solo nessuno e lo fa nel solco dei suoi oltre 40 anni di storia: una testimonianza quotidiana per trovare risposte, per dare valore alle persone, soprattutto a quelle con qualche difficoltà in più.  Quell’ #insiemeciriusciamo che è diventato il leitmotiv della progettualità e operatività della cooperativa sociale è oggi il filo conduttore della campagna del 5×1000. Perché da sola Solidarietà e Servizi può fare molto, ma con l’aiuto di tutti, può fare ancora di più, aumentando i servizi e moltiplicando le risposte.
Esempio è il progetto de Il Cortile che è stato sviluppato partendo dalle esigenze della famiglia per arrivare a intervenire direttamente sui minori. Un’iniziativa dal valore educativo, sociale e relazionale per fare in modo che nessuno stia un passo indietro, ma tutti possano camminare al massimo delle loro potenzialità e dei loro talenti.

Il 5×1000 a Solidarietà e Servizi è dare un aiuto concreto a questo progetto. Un aiuto che non costa nulla, se non una firma sulla propria dichiarazione dei redditi, all’interno del modulo “scelta per la destinazione del cinque per mille dell’Irpef”.
Il codice fiscale da indicare è: 00782980122.

Noi ci crediamo, credici anche tu. Perché #insiemeciriusciamo