Lavoro, innovazione e speranza: Vito Rimoldi Spa porta l’arte nel reparto di Solidarietà e Servizi

Inaugurata l’opera di Francesco Fornasieri: cinque pannelli che raffigurano le guglie del Duomo di Milano e riprendono il tema del “concorrere” dove impresa e cooperativa sociale guardano alle persone con la chiave dell’innovazione

La parola “concorrere” trova forma e colori nelle guglie del Duomo di Milano. Sono loro le grandi protagoniste dell’opera che è stata realizzata dal pittore Francesco Fornasieri e collocata nel reparto lavorazioni meccaniche di Solidarietà e Servizi all’interno dello stabilimento produttivo di Vito Rimoldi Spa che si affaccia su viale Toscana a Busto Arsizio. Cinque pannelli di grandi dimensioni vegliano dall’alto il capannone dove 16 persone della cooperativa sociale, per lo più disabili o fragili, lavorano per la produzione di sponge gasket e guarnizioni, dando una dimensione diversa allo spazio industriale, ma soprattutto dando piena attuazione a quel “concorrere” che campeggia sopra l’ingresso.

«Questa iniziativa si inserisce in un progetto più ampio che ci ha visti portare l’arte nel luogo di lavoro», spiega Elisabetta Monaco, Marketing e Communication manager di Vito Rimoldi Spa. «È un progetto iniziato ormai più di due anni fa e che ha portato a fine 2021 all’installazione di quattro opere realizzate dai pittori Elisabetta Necchio, Francesco Zavatta e Letizia Fornasieri. Il percorso è proseguito nel 2022 arrivando, nel mese di dicembre, alla presentazione dell’opera di Francesco Fornasieri nel plan dove opera Solidarietà e Servizi.

Il soggetto scelto sono le guglie del Duomo di Milano quale simbolo dell’operosità milanese, del lavoro che riguarda tutta la comunità lombarda e della volontà di lasciare a chi verrà dopo qualcosa di duraturo. Se i milanesi hanno fatto il Duomo, come ci ha suggerito Fornasieri, il Duomo ha poi costruito lo spirito lombardo del lavoro e della vocazione. E la targa in marmo che indica l’anno di edificazione della cattedrale ci è servita per tornare alla definizione di “concorrere”: una frase così importante che merita di essere scolpita nel marmo».

E come se fosse scolpito sul marmo, è stato raffigurato il significato di “concorrere”: una parola che rappresenta l’unione tra Vito Rimoldi Spa e Solidarietà e Servizi. Gli oltre 16 anni di collaborazione incarnano e concretizzano quel verbo che trae origine dal latino concurrere – correre insieme – e significa “convenire da più parti in un luogo, convergere, (fig.) convenire, ossia assordarsi per fare o avere una cosa, onde in modo più speciale cooperare, contribuire, ed altresì competere, gareggiare” come si legge nel quadro.

«Questa parola riassume la visione di Vito Rimoldi del lavoro, ma soprattutto il rapporto che si è creato con Solidarietà e Servizi: una visione condivisa, un approccio comune e una modalità di rapportarsi che sono fatti di crescita reciproca», aggiunge Chiara Tononi addetta alla comunicazione in Vito Rimoldi Spa. «In questa ottica si inserisce il progetto dell’arte in fabbrica: un ambiente di lavoro non deve essere solamente pulito, ma anche bello; deve poter esprimere il bello perché attraverso il lavoro una persona si valorizza, si realizza, può costruire sé stessa e il suo futuro».

L’opera delle guglie del Duomo è stata presentata durante l’annuale convention di Vito Rimoldi Spa, all’interno di un evento dedicato all’innovazione. «L’arte e Solidarietà e Servizi non sono due mondi separati da quello che viviamo in quotidianamente in azienda», prosegue Monaco. «Anzi, la sfida è proprio quella di una condivisione delle esperienze dove le persone sono protagoniste. Anche il tema dell’innovazione pone al centro la persona, perché è dalla persona che parte l’innovazione».

Come ha infatti ricordato Filippo Oldrini, responsabile Area Inserimento lavorativo di Solidarietà e Servizi: «L’innovazione è un alleato potente ma pericoloso, perché quando destabilizzi qualcosa non sai con certezza se nascerà un nuovo equilibrio. Perché allora un uomo che preferirebbe tenersi stretto e custodire l’equilibrio che faticosamente ha trovato, si trova a creare forme e soluzioni nuove? Per l’amore a quello che gli è stato affidato. Per questo l’innovazione è legata a doppio filo alla speranza: per cambiare devi avere la certezza che quello che c’è ha un potenziale grande e devi intravedere la possibilità di un bene ancora maggiore. Cioè devi avere un’ipotesi positiva sul reale. Questo permette di affrontare anche il cambiamento più difficile: il cambiamento di sé. Ed è la sfida più grande per ciascuno di noi. Infatti Il cambiamento che desideri per gli altri e per il tuo pezzo di mondo, avviene solo se cambi anzitutto te stesso».

Io, giovane ingegnere al servizio delle persone disabili: «Metto la tecnologia al servizio dell’autonomia»

Andrea Battistella è il destinatario dell’assegno di ricerca di Solidarietà e Servizi e università LIUC per individuare nuove soluzioni domotiche e tecnologiche da adottare nelle case della cooperativa sociale

«Ero abituato alle macchine, ai software. Trovarmi a lavorare con le persone è una bella sfida che mi permette di mettermi in gioco professionalmente e umanamente. È questo un percorso che faremo insieme alla cooperativa sociale Solidarietà e Servizi e che ci permetterà di individuare delle soluzioni tecnologiche da mettere al servizio delle persone con disabilità per aumentare la loro autonomia». Si chiama Andrea Battistella, ha 24 anni ed è un giovane ingegnere, fresco di laurea alla LIUC – università Cattaneo di Castellanza. È lui il destinatario dell’assegno di ricerca che Solidarietà e Servizi e la stessa LIUC hanno messo a disposizione per individuare nuove soluzioni domotiche e tecnologiche in grado di sviluppare l’autonomia delle persone con disabilità che abitano nelle case della cooperativa sociale.

L’iniziativa, lanciata lo scorso autunno, prosegue nella direzione di utilizzare strumentazioni domotiche nelle case con lo scopo di mettere la tecnologia al servizio dell’autonomia. «È un progetto nel quale crediamo molto perché poniamo grande attenzione alle possibilità che la tecnologia può dare», osserva Giacomo Borghi, responsabile Area Residenziali e Domotica di Solidarietà e Servizi. «Infatti la domotica rappresenta già da anni una peculiarità delle nostre case dove vivono persone con disabilità. Sono state adottate soluzioni, ad esempio, per la gestione automatica della temperatura, delle aperture e delle scorte; soluzioni che sono state inserite all’interno di un progetto di vita personalizzato per promuovere l’autonomia e la realizzazione della persona, anche in direzione del “Dopo e Durante noi”».

Il ruolo di Andrea Battistella si inserisce proprio in questo percorso: potenziare le soluzioni adottate per garantire nuove forme di autonomia. «È una bella sfida che mi permette di mettere a frutto quanto ho studiato, con l’elemento aggiuntivo di non operare in ambito industriale – ambito della mia formazione come ingegnere gestionale -, ma in stretto rapporto con le persone, in particolare con le persone con disabilità. E quest’ultimo è un ulteriore elemento di sfida», riprende Battistella. «Il primo passo è stato infatti quello della conoscenza: conoscenza dei luoghi, ovvero le case che sono oggetto del progetto: la residenza Isa Tanzi di Cassano Magnago, gli appartamenti Gandolfi a Legnano, Casa Lab a Fagnano Olona e l’appartamento Castiglioni di Busto Arsizio; ma anche conoscenza delle persone che vivono questi luoghi». E il primo impatto è stato sorprendente. «Mi ha infatti sorpreso l’approccio che hanno avuto: nessun freno, ma grande apertura verso quelle che potrebbero essere le novità da portare all’interno della casa. In particolare le tre ragazze che vivono in Casa Lab non hanno sollevato problematiche da risolvere, ma direttamente le soluzioni da adottare. Indubbiamente un bel modo di approcciarsi al tema della tecnologia e che dimostra quanta attenzione ci sia all’innovazione e, soprattutto, quanta voglia ci sia nell’incrementare la propria autonomia».

Per Andrea ci sono degli importanti margini di intervento. «Ho già fatto, insieme con il personale della cooperativa, una prima analisi di quanto è stato adottato e dell’esperienza fatta da altre realtà». Racconta: «Durante la fase di ricerca tecnologica e di ricerca letteraria ho preso spunto da altri progetti che, ad esempio hanno lavorato sul potenziamento dell’autonomia attraverso soluzione di smart home. Il progetto di Solidarietà e Servizi è però più ampio perché va a valutare gli interventi sul potenziamento dell’autonomia anche al di fuori della casa». Margini di intervento ce ne sono. «Il tema della tecnologia abbinato a quello della disabilità può essere affrontato da due punti di vista: quello degli operatori e degli educatori nel senso di dare loro strumentazioni per conoscere quanto avviene nella casa, consentendo così agli ospiti di avere una minore presenza e quindi maggiore autonomia; non certo secondo, c’è il punto di vista dell’ospite. Qui, la domanda da porsi è: come la tecnologia può agevolare la quotidianità? Ci sono tutti gli spazi di intervento per un progetto di successo». E la giovane età e la voglia di fare di Andrea aprono tantissime porte di azione.  

Spazio Integrazione, da progetto sperimentale a modello di intervento

L’iniziativa di Solidarietà e Servizi si propone di diventare un nuovo servizio per rispondere a bisogni che non avevano risposta

Da progetto sperimentale a modello di intervento. Spazio Integrazione, il progetto di Solidarietà e Servizi, attivato con il sostegno di Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula in collaborazione con Fondazione CESVI, mira a diventare un nuovo servizio capace di arrivare là dove non ci sono risposte strutturate, per colmare un vuoto che rischia di lasciare escluse molte persone disabili o fragili. «Per rispondere a un bisogno reale abbiamo messo in campo il valore di una presa in carico della persona a più ampio raggio e, all’interno di un approccio multidimensionale e di una visione di rete, abbiamo puntato sulla creazione di progetti di vita per potenziare tutti gli aspetti legati all’autonomia della persona attraverso proposte personalizzate , tra cui attività occupazionali e lavorative», spiega Laura Puricelli, responsabile Area Autismo e Autonomie di Solidarietà e Servizi (area a cui afferisce il progetto Spazio Integrazione).

L’intuizione iniziale si è rivelata corretta ed adeguata. «Esiste una fascia di persone disabili o fragili che non hanno accesso ai servizi strutturati: hanno livelli di abilità e autonomia troppo elevati per un centro diurno, ma non hanno i requisiti per aprirsi uno spazio nel mondo del lavoro», prosegue. «Con Spazio Integrazione abbiamo voluto aprire una nuova strada di intervento a questi bisogni che restavano senza risposta. E lo abbiamo fatto operando a livello di rete». Coinvolgendo Comuni, servizi sociali, cooperative e associazioni, Solidarietà e Servizi ha scoperto che questa fascia di bisogno era stata intercettata anche da altri soggetti. «Chi ha rilevato questo bisogno si è posto anche nell’ottica di individuare una risposta da dare. E Spazio Integrazione può fornire degli elementi concreti per poter dare risposte, dare vita quindi a un nuovo servizio. In questa ottica abbiamo anche attivato una collaborazione con il Centro Studi del Terzo Settore (CESEN) dell’Università Cattolica di Milano per arrivare a strutturare un intervento con parametri ben chiari e definiti: target, modalità di intervento, obiettivi, tipologia di professionalità coinvolte e, non certo ultima, sostenibilità economica». 

Muovendosi in un ambito del tutto nuovo, Spazio Integrazione nei primi dieci mesi di attività si è rivelato un laboratorio dove sono confluite esperienze e valutazioni, rivendendo anche alcune delle impostazioni iniziali. «Lavorando sull’emersione di un bisogno poco presidiato, pensavano di rivolgerci prevalentemente a una fascia di popolazione giovane, ma sono state le persone tra i 45 e i 55 anni a presentare il maggior bisogno», spiega Filippo Oldrini, responsabile dell’Area Inserimento lavorativo di Solidarietà e Servizi, che nell’ambito del progetto offre i contesti produttivi per le esperienze di avvicinamento al lavoro. «Se per un giovane il lavoro si pone come elemento indispensabile per rivendicare la propria autonomia, per chi ha qualche anno in più il tema del lavoro assume un ruolo qualificante del tempo, in termini di organizzazione e di qualità di vita. Parliamo di lavoro in senso “ampio”, come spazio educativo, luogo di crescita personale e sociale all’interno del quale inserire il proprio progetti di vita». 

Da progetto sperimentale Spazio integrazione si sta rivelando un laboratorio di studio e di progettazione. Conclude Oldrini: «Ci muoviamo nell’ambito della co-progettazione con l’obiettivo di dare delle risposte concrete a queste nuove fragilità attraverso percorsi personalizzati. Spazio Integrazione ha tutti gli elementi per diventare modello di intervento; modello che presenteremo in Regione».

Spazio integrazione è sostenuto da Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula in collaborazione con Fondazione CESVI.

Per scoprire il Programma Formula, visita forfunding.it

Natale 2022

La speranza è un punto di partenza, non un esito, che regge l’urto con la realtà

Ci vuole coraggio per sperare.

Dobbiamo ascoltare e guardare.

La speranza è che la vita abbia senso.

La speranza è un punto di partenza, non un esito, che regge l’urto con la realtà”.

(Dal corso di formazione del 18/6/2022 “Tessitori di speranza”, promosso dalla Solidarietà e Servizi Fondazione e dalla Cooperativa Sociale Solidarietà e Servizi)

BUON NATALE

Solidarietà e Servizi Fondazione
Cooperativa sociale Solidarietà e Servizi

Partita la web radio del centro diurno disabili di Cermenate: ogni mercoledì su Escodiradio.it

Al via il 30 novembre il progetto di Solidarietà e Servizi sostenuto dall’Azienda Consortile Galliano. Il 13 dicembre l’inaugurazione ufficiale

Ci siamo. Escodiradio, la web radio del CDD – centro diurno disabili – di Cermenate, è realtà. Partita con un test generale mercoledì 23 novembre, sarà ufficialmente on air dal 30 novembre tutti i mercoledì, per il momento dalle 9 fino alle 15.30. Dove? Sul sito www.escodiradio.it. E martedì 13 dicembre ci sarà l’inaugurazione ufficiale.

I protagonisti di Escodiradio

Il progetto proposto da Solidarietà e Servizi e finanziato dall’Azienda Speciale Consortile Galliano di Cantù, committente del servizio che la cooperativa sociale gestisce in appalto, è pronto a decollare proprio in vista delle feste natalizie.  «Contribuiremo anche a noi rendere il Natale un po’ più felice con le canzoni che metteremo. Potremo trasmettere un po’ di serenità e di gioia ai bambini che ci ascolteranno», spiega Pamela, ospite del CDD e punto di riferimento della redazione. «La radio mi piace perché mi fa sentire forte, ma al contempo invisibile: si fa con la sola voce e questo mi toglie molte preoccupazioni». Anche Gian Piero, uno degli speaker ufficiali della radio è pronto «a fare gli auguri a tutti». Continua: «Con la mia voce so di poter arrivare ovunque. E questa è una sensazione bellissima». Guardano invece già sul lungo termine Monica e Michele. Infatti Monica, che fa parte della redazione, è propositiva: «Ho già molte idee da proporre. Sono veramente entusiasta della radio», annuncia. Mentre Michele, che sarà una delle voci di Escodiradio e contribuirà nella scelta del programma musicale, ha le idee chiare: «La web radio è un progetto fantastico. Ho già ben presente che tipo di speaker sarò e mi farò ascoltare».

Tutto il CDD coinvolto

Per dare vita alla web radio tutto il CDD è stato coinvolto. «C’è chi ha dato una mano a ridipingere le pareti dello studio, chi ha realizzato appositamente dei quadri, chi ha studiato le attrezzature e chi è stato sulla porta, curioso e un po’ impaziente di poter vedere com’è fatta una radio», spiega Marco Lo Passo, educatore al CDD di Cermenate e promotore del progetto. All’interno del Centro è stato costituito anche un comitato di redazione: «Il suo compito è quello di determinare di volta in volta i contenuti da mandare in onda», aggiunge Lo Passo. «Ogni martedì il comitato di redazione si riunisce e decide il tema da affrontare il giorno dopo. Parleremo di sport, di attualità, delle iniziative, ma anche e soprattutto di noi». La web radio nasce infatti come progetto «per dare voce alle persone con disabilità di cui ci prendiamo cura offrendo occasioni di sviluppo dell’autonomia». Due sono infatti gli obiettivi: uno interno e il secondo esterno. Sul primo fronte, legato ai progetti di vita personalizzati degli ospiti del CDD, «puntiamo a valorizzare questo strumento in quanto capace di stimolare l’immaginazione, la creatività, le potenzialità narrative e il confronto», spiega Lo Passo. Sul lato esterno, «vogliano raccontare quello che avviene al Centro e negli altri CDD gestiti da Solidarietà e Servizi; dare voce alle persone disabili anche attraverso la loro stessa voce ». E proprio da questi due obiettivi deriva anche il nome: «Escodiradio è la volontà di raccontarsi e di tirare fuori i propri talenti».

Attrezzature e formazione per andare on air

Per andare on air è stato fatto anche percorso più tecnico. «Innanzitutto di attrezzature – ricorda Roberto Albè, responsabile ITC (Information e Communication Technologies) di Solidarietà e Servizi -. Sono stati fatti investimenti importanti per hardware e software, insonorizzando l’ambiente e dando tutti gli strumenti necessari affinché le postazioni potessero essere fruibili anche dalle persone che frequentano il CDD. Ciascuno ha le sue cuffie e la sua spugnetta per il microfono». Non certo seconda, la formazione. «Per fare radio non ci si può improvvisare», riprende Lo Passo. «Una grossa mano ce l’hanno data i ragazzi di Busto Live che hanno già una consolidata esperienza nella radio online. In particolare Marco e Silvia ci hanno insegnato come si parla in radio, come si scandiscono le parole e l’importanza di rispettare i tempi».

Per la prima trasmissione ufficiale di mercoledì 30 novembre il palinsesto è già pronto: dalle 9 alle 10.15 musica anche per accogliere le persone disabili che arrivano al CDD; dalle 10.15 alle 11.15 “Ci presentiamo”: programma per illustrare la web radio e i suoi protagonisti; dalle 11.15 alle 14.15 musica per accompagnare il pranzo; dalle 14.15 alle 15.15 i mondiali di calcio visti da Escodiradio.

Non resta che collegarsi, tutti i mercoledì su www.escodiradio.it

Grandi e piccoli progetti sotto l’albero: i mercatini natalizi di Solidarietà e Servizi    

Per tutto il mese di dicembre i Centri disabili della cooperativa sociale presentano i lavori fatti durante l’anno anche per sostenere iniziative e nuovi progetti

Realizzare una stanza sensoriale, ma anche avere la possibilità di fare un’esperienza di autonomia o alimentare le attività. Sono tanti i progetti che ci sono dietro ai mercatini natalizi che i centri disabili di Solidarietà e Servizi propongono per tutto il mese di dicembre. Piccoli e grandi sogni per contribuire al benessere e alla crescita delle persone con disabilità attraverso una progettualità che le vede protagoniste. Da Busto Arsizio a Gallarate e Caronno Pertusella, passando per Saltrio per arrivare fino a Cermenate. Attraversa tutta la provincia di Varese per approdare alle porte di Cantù il calendario degli appuntamenti. 

CDD Manzoni di Busto Arsizio

Due date per un progetto importante al CDD – centro diurno disabili – Manzoni di Busto Arsizio. Sabato 17 dicembre dalle 14.30 alle 19.30 e domenica 18 dicembre dalle 9.30 alle 12.30, i locali di via Palestro 1 ospitano il mercatino natalizio. «L’obiettivo è aggiungere un tassello in più al progetto della stanza sensoriale. È un progetto ambizioso ma che riteniamo molto importante per i bambini che frequentano il Manzoni», spiega la coordinatrice Cristina Ridolfi. La stanza Snoezelen, questo il nome tecnico, è uno spazio ideato appositamente per stimolare tutti i sensi, attraverso effetti di luce, colori, suoni, musica, profumi e materiali diversi che può offrire ai ragazzi del CDD nell’ottica di migliorare la relazione, il rilassamento e la scoperta di sé. A Busto Arsizio è possibile trovare simpatici bigliettini di Natale, utili fermaporta e paraspifferi, ricette in barattolo, sale aromatizzato e ciabattine a tema natalizio.

Pollicino, Avanti Tutta e CSE Oltre di Busto Arsizio

La triade composta dal centro Pollicino e dal servizio Avanti tutta, che accolgono bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico, e dal CSE – centro socio educativo – Oltre, mercoledì 21 dicembre nella sede di Solidarietà e Servizi, in via Isonzo 2 a Busto Arsizio, dà vita al grande mercato natalizio. «Sfrutteremo gli spazi del CSE Oltre per allestire un vero e proprio mercato con diversi banchi per presentare le nostre creazioni: stelle di Natale, vasi dipinti a mano e borse coloratissime. L’obiettivo è dare la possibilità ai ragazzi di fare delle esperienze di autonomia. Ovvero, uscire una sera per una pizza e fare insieme una gita: sono tutte occasioni che contribuiscono in modo fattivo allo sviluppo delle loro capacità di autonomia, oltre ad essere apprezzate molto», spiega la coordinatrice Mariolina Caputo.

CDD Il Girasole di Caronno Pertusella

Il CDD il Girasole di Caronno Pertusella, dal 5 fino al 22 dicembre, dalle 9 alle 16, dà vita a un mercatino unico nella sede di via Monte Nero 259. «Abbiamo sempre ritenuto che ogni individuo possa esprimere sé stesso attraverso diverse forme di arte», spiega il coordinatore del CDD Il Girasole, Gian Piero Colombo. «Le attività manuali nel periodo natalizio hanno sempre favorito lo spirito di gruppo. Sulle note delle musiche natalizie, abbiamo dato sfogo al nostro estro creando pezzi unici e speciali, proprio come gli ospiti che con passione li hanno realizzati, accompagnati dalle mani amiche degli operatori». Si possono trovare oggetti “handmade” come palle di Natale realizzate con il decoupage, decorazioni in stoffa, biglietti e chiudi pacco, piatti, svuota tasche di vetro, specchi con cornici di legno con il decoupage e dei meravigliosi alberi di Natale in pannolenci. «Il ricavato servirà a finanziare il “progetto gite 2023”. Rispondendo al desiderio di alcuni ospiti del Centro vorremmo organizzare una gita mensile, alla quale a turno parteciperanno tutti gli ospiti». Le mete al vaglio sono bellissime: si va dalla città di Bologna alla Villa Reale di Monza fino al parco degli Aironi a Gerenzano.

CDD di Saltrio

Da mercoledì 7 dicembre a mercoledì 21 dicembre è il CDD di Saltrio a presenta il suo mercatino. In via Cassi 2 sono proposti preziosi manufatti realizzati dai laboratori di pittura e falegnameria del Centro: veri e propri oggetti da collezione. Inoltre giovedì 22 e venerdì 23 dicembre, il mercatino si sposta nella palestra comunale di Saltrio in piazza Risorgimento. «Lo scopo è proseguire con l’attività dei laboratori, ai quali servono sempre materiali. Vorremmo però anche garantire a tutti i nostri ospiti una merenda natalizia in pasticceria», dice la coordinatrice Milena Simone.  

CDD di Gallarate

Il CDD – Centro Diurno Disabili – di Gallarate che giovedì 1 dicembre dalle 10.15 alle 12 è presente nella sede di Solidarietà e Servizi, in via Isonzo 2 a Busto Arsizio, con le proprie proposte. Venerdì 2 dicembre, dalle 10.15 alle 12, si sposta negli spazi del CSE Oltre, sempre in via Isonzo 2, e lunedì 19 dicembre dalle 15 alle 18 apre i propri spazi di via Canova 10 a Gallarate. Presenta i lavori realizzati durante le attività di mosaico e del laboratorio creativo per sostenere la prosecuzione dei laboratori e per organizzare un’apericena con gli ospiti del CDD al circolo Arconti di Cedrate.

Un altro step per inserire meglio al lavoro le persone disabili e per soddisfare le esigenze delle aziende e degli enti clienti: al centro c’è sempre la persona

Forma e sostanza nella rivisitazione degli spazi del BPO (Business Process Outsourcing) di Solidarietà e Servizi: per far emergere i talenti e migliorare la qualità dei servizi offerti

Un lavoro che mette al centro di tutto la persona disabile o fragile è un lavoro concepito come strumento educativo, capace di far emergere i talenti di ciascuno, di valorizzare le soft skills e di interagire con il proprio progetto di vita. Non solamente per rispondere al desiderio di realizzazione, ma anche per erogare in continuità dei servizi di alto livello e qualità. Da qui è partita la riorganizzazione del reparto di BPO – Business Process Outsourcing – di Solidarietà e Servizi. Una revisione logistica che ha permesso di riaffermare ancora di più il focus sulla persona.

La ridefinizione degli spazi di lavoro di viale Toscana a Busto Arsizio ha portato a migliorare la divisione organizzativo/funzionale coinvolgendo gli stessi dipendenti nella cura di un posto di lavoro che potesse essere “casa”. Perché, come dice Davide, che è tra i 37 dipendenti del BPO, «non capisco alcuni miei coetanei che vivono il lavoro come una parentesi tra un weekend e l’altro. Per me il lavoro è un luogo importante di socializzazione, di relazione e di crescita». Non solamente. «Qui, Solidarietà e Servizi mi ha dato gli strumenti e le risorse per costruire la mia vita e trovare il mio posto nel mondo», aggiunge la collega Sabrina. «Mi sono sentita accolta nella mia fragilità e accompagnata in un percorso che, attraverso la cura, mi ha portato a una rinascita».

Per quanto possa apparire solamente di forma, l’intervento sul reparto BPO è stato di sostanza. Sul fronte operativo, «per favorire la specializzazione delle persone e quindi per erogare ai clienti servizi sempre più tecnici e qualitativamente alti, siamo andati a ridefinire gli spazi di lavoro e la relativa strumentazione», spiega Mariangela Mezzasalma, responsabile del BPO di Solidarietà e Servizi. «Abbiamo creato cinque isole distinte, ciascuna dedicata a una particolare lavorazione: customer service inbound/outbound, back office amministrativo, back office settore energetico, back office settore farmaceutico e back office settore marketing. Per ognuna è stata individuata una figura di team leader a cui è stata affidata una responsabilità orientata al rispetto degli accordi di servizio contrattuali (SLA  – Service Level Agreement) e degli standard di qualità del BPO che passano attraverso la creazione di manuali operativi che vengono fatti validare dai clienti e che sono oggetto di revisione continua». Inoltre, «sono stati migliorati gli aspetti tecnologici, dotando il reparto di sistemi di connettività più potenti e di CRM  – Customer Relationship Management – , per la gestione delle relazioni con i clienti, che permettono l’ottimizzazione di alcuni servizi».

«Un’altra importante dinamica organizzativa – continua Mezzasalma – è la spinta che stiamo facendo per portare le persone da part time, che è lo standard dell’inizio di un percorso di inserimento lavorativo, al full time. Spesso questo obiettivo risulta molto faticoso da raggiungere, ma è fondamentale per lo sviluppo del progetto di vita di ciascuno. Sia in termini economici sia di percezione del pieno dispiegamento delle proprie capacità».

La riorganizzazione del luogo di lavoro ha posto al centro anche il benessere delle persone «che è il nostro focus principale», precisa Mezzasalma. Così, se da una parte «sono stati riorganizzati gli spazi per permettere alle persone di far emergere le proprie abilità e quindi i talenti», dall’altra «è stata instituita una nuova funzione, “l’Enviroment” che ha la responsabilità di curare l’ambiente di lavoro al fine di consentire alla persona di “sentirsi a casa”. Sulla base dei suggerimenti e dei bisogni raccolti sono state riorganizzate le navette interne di trasporto da e verso il luogo di lavoro, è stata modificata la logistica dell’area relax e dell’area ristoro ed è stato chiesto a ciascuno di prendersi cura di un piccolo pezzo dell’ufficio per sperimentare concretamente la propria appartenenza a questo luogo».

Il risultato di questo processo è in un miglioramento delle performance. «Le due linee di intervento, ovvero mettere la persona con disabilità nelle condizioni di poter esprimere nel migliore dei modi i propri talenti e la qualità del lavoro erogato, portano inevitabilmente a migliorare anche la soddisfazione del cliente», osserva Gabriele Scampini, responsabile commerciale dell’Area Inserimento Lavorativo di Solidarietà e Servizi. «Le soluzioni adottate riescono a trasformare quello che può essere un limite, dato da una fragilità o disabilità, in una opportunità. Questo ci viene riconosciuto dai clienti, infatti, quando vengono a trovarci, la parola che più citata è “stupore”. Riconoscono che professionalità e umanità qui trovano compimento».

Da Solidarietà e Servizi un contributo economico a tutti i lavoratori

La cooperativa sociale ha deciso di erogare ai lavoratori un compenso straordinario per sostenere il difficile momento

Il capitale umano è per Solidarietà e Servizi punto di riferimento e motivo di orgoglio. Un patrimonio che è elemento fondamentale per attivare le necessarie relazioni che portano a prendersi cura delle persone fragili e con disabilità. Il Consiglio di Gestione della cooperativa ha deciso di erogare un contributo straordinario ai lavoratori di Solidarietà e Servizi. Un compenso economico una tantum che, come spiega Domenico Pietrantonio, presidente del Consiglio di Gestione della cooperativa, «va nella direzione di sostenere le persone che lavorano in Solidarietà e Servizi in questo periodo di particolare difficoltà».  

Dopo la pandemia è arrivata la guerra nell’Est Europa che ha portato a un rincaro complessivo delle spese sostenute dalle famiglie, in particolar modo dei costi energetici. «Il contesto nel quale viviamo, come noto, è caratterizzato da varie difficoltà, alle quali ciascuno di noi cerca di far fronte, con le risorse e gli strumenti che ha a disposizione», prosegue Pietrantonio. «Grazie alla collaborazione di tutti la cooperativa ha saputo far fronte all’emergenza sanitaria che ha caratterizzato soprattutto il 2020 e il 2021, restando vicina alle persone di cui si prende cura, anche con le chiusure dei centri, specialmente nelle complesse settimane del lockdown. Sono stati anni difficili che hanno comportato uno sforzo aggiuntivo per la mostra realtà. Ma alle difficoltà create dalla pandemia, si è aggiunta in questo 2022 la guerra in Ucraina che ha acuito la situazione, con problemi che impattano anche su ciascuno di noi e sulle nostre famiglie. In particolare si fanno sentire le difficoltà economiche, legate all’aumento dei costi per le utenze e i beni di prima necessità. Per questo motivo il Consiglio di Gestione della cooperativa, d’accordo con il Consiglio di Sorveglianza, ha deciso di erogare un aiuto economico ai lavoratori. È un segno di attenzione e di vicinanza, un sostegno concreto che mettiamo a disposizione delle nostre persone e delle loro famiglie».

Il contributo economico è stato erogato ai dipendenti e i soci lavoratori di Solidarietà e Servizi con il cedolino relativo al mese di settembre.

«Non possiamo che auspicare un miglioramento della situazione generale del nostro Paese, invocando la pace per la popolazione dell’Ucraina», conclude il presidente del Consiglio di Gestione. «La nostra volontà è quella di mettere nelle migliori condizioni possibili le persone che lavorano in Solidarietà e Servizi, nella consapevolezza delle difficoltà del momento e dell’importanza che la persona riveste per la cooperativa. La nostra attività pone al centro la persona in tutta sua complessità e ci porta ad affermare ogni giorno con forza quell’ “insieme ci riusciamo” che non ci fa mai sentire soli».

Inaugurato il “Viganò”: la risposta  ai bisogni dei minori con disturbi del neurosviluppo

A Caronno Pertusella, il taglio del nastro del servizio sperimentale di Solidarietà e Servizi rinnova l’impegno per i più fragili nell’ottica della co-progettazione

Dopo alcuni mesi di “rodaggio”, Solidarietà e Servizi ha inaugurato ufficialmente lo scorso 14 ottobre a Caronno Pertusella il centro sperimentale “Fabio Viganò” dedicato ai minori con disturbo del neurosviluppo. Oltre che la testimonianza di un servizio necessario, il Viganò è l’espressione di un territorio che vuole rispondere ai bisogni ed è la volontà di farlo trovando una strada nuova: quella della co-progettazione. È anche uno spazio di cui c’era bisogno. «In zona non ci sono opportunità di questo tipo e, per una famiglia che lavora e al contempo vuole essere vicina al proprio figlio, è una risposta importante», è la testimonianza di Dennis Desolei, papà di Yuri, 10 anni, tra i primissimi ragazzi a frequentare il centro. «Le attività che vengono proposte sono tante: Yuri è contento e sereno. Ma questo servizio è anche un valido supporto alla famiglia che, non solamente riesce a conciliare i tempi di lavoro, ma anche ad avere un aiuto dagli operatori».

Di fatto «il Viganò nasce da un’analisi del bisogno e grazie alla collaborazione con il servizio di Neuropsichiatria della ASST Valle Olona e con il comune di Caronno Pertusella», ha introdotto Laura Puricelli, responsabile area Autismo e Autonomie di Solidarietà e Servizi all’inaugurazione. «L’utilità della proposta è resa evidente dal fatto che il centro sta già accogliendo otto minori, accompagnando anche le loro famiglie e operando in stretta collaborazione con le scuole».

Questo centro è «il risultato di una collaborazione pluridecennale che Solidarietà e Servizi ha con l’amministrazione comunale di Caronno Pertusella», ha aggiunto il presidente del Consiglio di Gestione della cooperativa sociale, Domenico Pietrantonio. «La scelta di ottimizzare gli spazi in dotazione al CDD – centro diurno disabili – “Il Girasole” ha portato a progettare un nuovo servizio capace non solo di condividere ma anche di rispondere concretamente a bisogni reali del territorio. Il “Viganò” racchiude in sé la mission della nostra cooperativa, evidenziata dagli obiettivi di questa nuova unità d’offerta chiamata a portare speranza ai minori accolti e alle loro famiglie».

In questo nuovo progetto il territorio si è stretto accanto a Solidarietà e Servizi. Se infatti il sindaco di Caronno Pertusella, Marco Giudici, ha ricordato l’impegno «dell’amministrazione comunale nel sostegno ai più fragili», è stato l’assessore ai Servizi Sociali, Sebastiano Caruso, a sottolineare come questa l’attenzione sia «rafforzata dalla collaborazione proficua con Solidarietà e Servizi; una collaborazione che è iniziata già con la gestione del CDD e ha dato vita a questo nuovo servizio». Prendendo in prestito le parole di San Francesco, ha aggiunto: «Chi lavora con le mani è un lavoratore, chi lavora con le mani e la testa è un artigiano e chi lavora con le mani, la testa e il cuore è un artista: gli educatori sono artisti e li ringraziamo per quello che fanno».

Se si parla di co-progettazione, la rete è fondamentale. «È importante condividere linee progettuali e interventi, pensati per il bene dei cittadini e per dare risposte a bisogni che sono sempre più complessi, in un momento in cui inoltre le risorse sono scarse», ha detto Simona Nicolini, neuropsichiatra infantile dell’ASST Valle Olona, intervenuta insieme con il direttore Socio sanitario della ASST Valle Olona, Marino Dell’Acqua.

Concretamente il “Viganò” prende in carico bambini e ragazzi, dall’ultimo anno della materna alle medie. «Lavoriamo sul potenziamento delle autonomie e sul processo di socializzazione proponendo attività diverse che, con il tempo andranno ad ampliarsi e a coinvolgere anche il territorio circostante», ha spiegato Cristina Ridolfi, coordinatrice del centro per Solidarietà e Servizi. «Fondamentale è il lavoro di rete e il sostegno alle famiglie con le quali mettiamo in atto una stretta sinergia per andare nella stessa direzione».

«Qui l’umanità diventa organizzazione al servizio della persona»

La visita dei vertici regionali di Intesa Sanpaolo e dei rappresentanti di Fondazione CESVI al progetto SPAZIO INTEGRAZIONE di Solidarietà e Servizi

«Una realtà sorprendente. Conoscevo Solidarietà e Servizi, ma, vederla dal vivo, è ben diverso: si può toccare l’umanità che diventa organizzazione; tutto ha un sapore di autentico e buono», sono le parole di Gianluigi Venturini, Direttore Regionale Lombardia Nord di Intesa Sanpaolo che ha fatto visita all’area Inserimento Lavorativo di Solidarietà e Servizi insieme con Valeria Brugnacchi, specialista CTPS presso Intesa Sanpaolo, i rappresentanti della Fondazione CESVI e PricewaterhouseCoopers con Carlo Rossi, partner di Varese. Ad accompagnarli il presidente del Consiglio di Sorveglianza della cooperativa Paolo Fumagalli, il presidente del Consiglio di Gestione Domenico Pietrantonio e Laura Puricelli e Filippo Oldrini, rispettivamente responsabile Area Autismo e Autonomie e Responsabile Area Inserimento Lavorativo. L’iniziativa si è inserita all’interno del percorso che Solidarietà e Servizi ha avviato con il sostegno di Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula in collaborazione con Fondazione CESVI e che ha portato all’avvio del progetto SPAZIO INTEGRAZIONE. Un esempio di collaborazione tra profit e no profit che sta permettendo di dare vita a nuove risposte ai bisogni delle persone disabili e/o fragili.

Infatti SPAZIO INTEGRAZIONE arriva là dove non c’erano servizi strutturati e guarda alle persone che si collocano tra un Centro Socio Educativo (CSE) e un SIL (Servizio Inserimento Lavorativo); persone che hanno abilità superiori per i primi, ma non abbastanza per i secondi. Il progetto fa questo mettendo in campo il valore di una presa in carico della persona a più ampio raggio e, all’interno di un approccio multidimensionale e di una visione di rete, creando progetti di vita per potenziare tutti gli aspetti legati all’autonomia della persona attraverso il lavoro.

«Il Covid ha messo a nudo una serie di problemi», ha proseguito Venturini. «L’unica cosa che funziona è la solidarietà che porta quanti hanno maggior possibilità a mettere risorse. In questa ottica, Intesa Sanpaolo ha fatto la sua parte nel periodo più complesso di emergenza sanitaria con interventi straordinari a livello nazionale. Adesso, con il Programma Formula abbiamo voluto dare continuità a quell’azione, concentrandoci però sui singoli territori. L’iniziativa è stata impostata come un concorso di intervento dove al contributo diretto viene abbinata una raccolta fondi: è una collaborazione che diventa condivisione di progettualità per dare, insieme, risposte a particolari bisogni come nel caso del progetto di Solidarietà e Servizi».

L’ottica è, quindi, quella da sempre al centro dell’approccio della cooperativa sociale: «Quell’agire insieme che porta a una co-progettazione e co-programmazione degli interventi», ha sottolineato Fumagalli. «È una visione che ci ha portato negli anni ad aprire collaborazioni significative con importanti aziende. E che ci permette di avere una struttura dedicata al lavoro dove la disabilità o la fragilità non sono elementi di ostacolo, ma opportunità per creare percorsi di crescita e autonomia».

Dal reparto di assemblaggio alla Rigenesi, dalla Gestione Documentale fino al Business Process Outsourcing – BPO -, per arrivare al reparto delle Lavorazioni Meccaniche attivato grazie alla collaborazione con Vito Rimoldi Spa, Solidarietà e Servizi ha fatto “toccare con mano” un nuovo modo di prendersi cura delle persone attraverso il lavoro. «Mettendo la persona al centro, il lavoro diventa luogo educativo», ha proseguito Pietrantonio. «Il lavoro diventa il momento per dare concretezza non solamente alla dignità della persona, ma anche per la valorizzazione delle abilità e dei talenti di ciascuno con lo scopo di accentuare il processo di autonomia della persona stessa. È una sfida che stiamo vincendo sia sotto il profilo educativo, sia produttivo e che con SPAZIO INTEGRAZIONE ha aperto un nuovo ambito di intervento».