Profit e non profit, il tour che genera valore 

Un viaggio tra le aziende di Milano e Varese per raccontare le alleanze tra imprese e terzo settore. Il progetto promosso da Solidarietà e Servizi porta imprenditori e manager a confrontarsi su sostenibilità, inclusione ed economia civile attraverso testimonianze concrete dal territorio. 

Il secondo appuntamento del tour “Profit Non Profit: insieme per generare valore”

C’è un modo diverso di fare impresa. Un modo che non mette il profitto contro il sociale, ma li fa camminare insieme. È da questa convinzione che nasce “Profit e non profit: insieme per generare valore – Storie di successo testimoniate da manager e imprenditori del territorio”, il nuovo progetto promosso da Solidarietà e Servizi per raccontare, direttamente dentro le aziende, esperienze concrete di collaborazione tra imprese e terzo settore. 

Partito a maggio tra le province di Milano e Varese, il tour è arrivato alla sua terza tappa, prevista il 10 giugno a Milano, presso lo Spazio Solferino. Un percorso itinerante che non vuole essere soltanto un calendario di incontri, ma una vera operazione culturale per sensibilizzare imprenditori e manager sui temi dell’economia civile: un modello in cui il profitto resta importante, ma non è l’unico obiettivo. 

«Negli ultimi anni abbiamo organizzato grandi eventi dedicati ai temi ESG e al rapporto tra profit e non profit, con centinaia di partecipanti» racconta Gabriele Scampini, responsabile commerciale dell’Area Inserimento Lavorativo di Solidarietà e Servizi e principale promotore del progetto. «Erano momenti molto significativi, ma ci siamo accorti che rischiavano di limitare il dialogo vero con gli imprenditori. Da qui è nata l’idea di un tour nelle aziende, con incontri più piccoli e partecipati, dove si possa discutere, fare domande e confrontarsi davvero». 

DALLE GRANDI CONFERENZE AGLI INCONTRI NELLE AZIENDE 

La scelta è stata precisa: lasciare il format dei grandi convegni per entrare nei territori, nelle imprese, nei luoghi dove ogni giorno si costruiscono relazioni di lavoro e comunità. Platee ridotte, massimo 20-25 persone, per favorire networking, confronto e scambio di esperienze. 

La prima tappa si è svolta ad Arcisate, la seconda a Lainate, ospitata da Gamma Chimica. Qui tre realtà molto diverse tra loro hanno raccontato come sostenibilità sociale, ambientale  ed economica possano convivere: la grande impresa Sielte, con oltre 4 mila dipendenti, Gamma Chimica, storica realtà italiana di 100 dipendenti, attiva nella distribuzione e commercializzazione di materie prime e prodotti chimici  e DAV, una azienda meccanica di circa 50 lavoratori. 

«Quello che emerge da queste testimonianze – continua Scampini – è che investire sul benessere delle persone non è buonismo. Le aziende che hanno attenzione ai dipendenti, alla formazione, all’inclusione e al territorio spesso trovano anche maggiore coinvolgimento interno e meno difficoltà nel reperire personale». 

QUANDO LA SOSTENIBILITÀ GENERA VALORE CONCRETO 

Tra gli esempi raccontati durante il tour c’è quello di Sielte, che ha affidato a Solidarietà e Servizi la rigenerazione di apparati telefonici destinati a Fastweb/ Vodafone, Retelit e Wind. Un progetto che unisce economia circolare e inclusione lavorativa: gli apparati vengono recuperati, testati e rimessi in circolo invece di diventare rifiuti elettronici. E ogni 300 dispositivi lavorati viene coinvolta una persona con disabilità. Ad oggi sono 9 le persone impiegate su questa commessa.  

Oppure il caso di Gamma Chimica, che ha scelto di digitalizzare i propri archivi cartacei attraverso la cooperativa sociale, migliorando efficienza e accessibilità dei documenti. O ancora DAV, che collabora con enti formativi e realtà sociali del territorio per favorire l’inclusione lavorativa di persone immigrate. 

Al centro del progetto c’è soprattutto la volontà di raccontare una sostenibilità concreta, che vada oltre gli obblighi normativi e le dichiarazioni di principio. 

«Oggi si apre lo spazio di una vera alleanza con le aziende che vogliono davvero scommettere su questi temi» – sottolinea Filippo Oldrini, responsabile dell’Area Inserimento Lavorativo. Con il cambiamento del quadro normativo, infatti, molte imprese non sono più obbligate a determinati adempimenti ESG; per questo chi continua a investire nella sostenibilità sociale lo fa perché ne comprende il valore strategico, umano e anche imprenditoriale». 

LA “S” SOCIALE DI ESG. UN NUOVO MODELLO DI ECONOMIA 

Un valore che passa anche attraverso strumenti concreti come l’Articolo 14 della Legge Biagi, che permette alle aziende di adempiere agli obblighi di inserimento lavorativo di persone con disabilità affidando commesse a cooperative sociali. Un modello che genera impatto sul territorio e servizi utili alla collettività: dalla digitalizzazione di archivi storici alla manutenzione del verde, fino ai servizi amministrativi e di back office. 

«Parliamo spesso di ESG pensando principalmente all’ambiente» continua Oldrini «Per questo ci impegniamo per testimoniare l’importanza della “S” di sociale, una S che significa attenzione alla persona, ai lavoratori e alle comunità coinvolte e, insieme, a tutto il sistema economico del territorio. Significa costruire un’economia capace di creare Bene Comune». 

La prossima tappa milanese vedrà la partecipazione di realtà come Fondazione Triulza, Social Techno, PTS, Sandoz Italia e Compagnia Energetica Italiana. E il viaggio non si fermerà qui. 

Perché l’obiettivo finale del tour non è soltanto creare nuove collaborazioni tra profit e non profit, ma dimostrare che un altro modo di fare impresa è già possibile. E che, quando il valore economico incontra quello sociale, il territorio cresce davvero.