#insiemeciriusciamo: il valore aggiunto è nel 5×1000 a Solidarietà e Servizi

Una firma sulla dichiarazione dei redditi non costa nulla, ma moltiplica i servizi per aiutare le persone disabili

La forza di chi non si è mai fermato. Anzi, anche nei momenti più difficili del lockdown, ha saputo non solamente continuare nel dare risposte ai bisogni delle persone disabili, ma è riuscito a progettare, programmare e dare vita a nuovi servizi.  Solidarietà e Servizi rinnova l’impegno a non lasciare solo nessuno e lo fa nel solco dei suoi oltre 40 anni di storia: una testimonianza quotidiana per trovare risposte, per dare valore alle persone, soprattutto a quelle con qualche difficoltà in più.  Quell’ #insiemeciriusciamo che è diventato il leitmotiv della progettualità e operatività della cooperativa sociale è oggi il filo conduttore della campagna del 5×1000. Perché da sola Solidarietà e Servizi può fare molto, ma con l’aiuto di tutti, può fare ancora di più, aumentando i servizi e moltiplicando le risposte.
Esempio è il progetto de Il Cortile che è stato sviluppato partendo dalle esigenze della famiglia per arrivare a intervenire direttamente sui minori. Un’iniziativa dal valore educativo, sociale e relazionale per fare in modo che nessuno stia un passo indietro, ma tutti possano camminare al massimo delle loro potenzialità e dei loro talenti.

Il 5×1000 a Solidarietà e Servizi è dare un aiuto concreto a questo progetto. Un aiuto che non costa nulla, se non una firma sulla propria dichiarazione dei redditi, all’interno del modulo “scelta per la destinazione del cinque per mille dell’Irpef”.
Il codice fiscale da indicare è: 00782980122.

Noi ci crediamo, credici anche tu. Perché #insiemeciriusciamo

Apre a Buccinasco l’Appartamento protetto “Indipendenza”. La partnership tra Solidarietà e Servizi e il Comune dà vita ad un nuovo servizio

Una nuova casa con soluzioni domotiche dedicata a persone con disabilità intellettiva che avranno la possibilità di realizzare il proprio progetto di vita e crescere in autonomia

“Indipendenza”. Non è solo il nome della via di Buccinasco (MI) dove, al civico 5, sorge il nuovo Appartamento protetto di Solidarietà e Servizi, ma può essere anche la sintesi di un progetto che punta a prendersi cura delle persone più fragili per costruire, insieme a loro, un progetto di vita volto alla creazione di una sempre maggiore autonomia. Dopo il lockdown e la complessa gestione del post-emergenza sanitaria, la cooperativa ridà slancio ai propri servizi. E lo fa aprendo un nuovo Appartamento protetto, un nuovo punto di riferimento per quanti hanno qualche difficoltà in più, ma non per questo devono rimanere soli.

È stato avviato lo scorso 1° luglio l’Appartamento “Indipendenza”: uno spazio sottratto alla criminalità organizzata, affidato al Comune di Buccinasco e trasformato da Solidarietà e Servizi in una residenza domotica dedicata a persone disabili adulte. All’interno del progetto della cooperativa “Una casa per le autonomie”, il nuovo appartamento vuole essere il luogo in cui queste persone possono sperimentarsi in un contesto “non assistito” e nel quale temprare la capacità di vivere momenti di vita indipendente; uno spazio in cui ogni ospite può godere della bellezza di realizzare sé stesso e le proprie aspettative di vita. La nuova casa si rivolge a 5 persone con disabilità intellettiva, che possiedono un discreto grado di autonomia nella gestione di sé e della quotidianità, in grado di utilizzare, con un sostegno limitato, le risorse che il territorio può offrire loro.
Ognuna di esse avrà un percorso personalizzato verso l’autonomia capace di sviluppare le competenze e le attitudini. Attraverso tre aree: quella relazionale, per favorire la massima espressione delle capacità, dei desideri e delle aspirazioni individuali; l’inclusione sociale, ovvero la partecipazione alla vita del territorio per incrementare la rete sociale e l’inserimento attivo nel contesto territoriale di riferimento; non ultima, l’autonomia personale con lo scopo di migliorare le capacità nel fare, ad esempio, la spesa, cucinare, riordinare e mantenere puliti gli ambienti comuni e la stanza, fare il bucato e stendere.
Per raggiungere questi scopi, Solidarietà e Servizi ha messo a disposizione una qualificata equipe composta da un’educatrice e tre operatrici socio sanitarie, con il coordinamento di Ermes Lamperti, figura di particolare esperienza nei servizi residenziali della Solidarietà e Servizi.

Il servizio è aperto 365 giorni all’anno, 24 ore su 24. Oltre a un’offerta di tipo residenziale, è prevista anche un’offerta di “percorsi di autonomia”, dedicati alle persone disabili che, pur vivendo con i propri genitori, vogliono mettersi alla prova con una proposta educativa ben strutturata, nell’ottica di definire il proprio progetto di vita. Questi percorsi, offerti nel modulo “laboratorio delle autonomie”, sono svolti per qualche giorno alla settimana, in particolare nei week end e negli orari serali, con il supporto degli operatori della casa che aiuteranno i partecipanti nelle attività legate alla vita quotidiana: gestione della spesa, organizzazione e preparazione del pasto, preparazione della tavola, lavaggio e rassetto delle stoviglie.
L’appartamento “Indipendenza” è composto da un’ampia zona giorno con cucina e sala e un comodo terrazzo. Nella zona notte trovano invece spazio due bagni e tre camere da letto (due doppie e una singola). Grazie alla collaborazione con gli Assistenti Sociali del Comune di Buccinasco ci auguriamo al più presto di accogliere altre persone che necessitano di una casa e di un affiancamento educativo. Ci sono ancora delle disponibilità: per visitare l’Appartamento e presentare richieste di accoglienza, è possibile prendere contatto con il Coordinatore Ermes Lamperti tramite mail ermes.lamperti@solidarietaeservizi.it o telefonicamente chiamando il numero 338.6669467.

La Giornata Internazionale delle Cooperative ricorda che #insiemeciriusciamo

La ricorrenza che viene celebrata il 3 luglio rimette l’accento sulla persona e sul ruolo delle cooperative: mettersi insieme per rispondere ai bisogni

Almeno per un giorno all’anno serve ricordarlo. Che le cooperative sono imprese incentrate sulla persona. Ma anche, come ha detto Papa Francesco, che «le cooperative sfidano tutto, sfidano anche la matematica, perché in cooperativa uno più uno fa tre».
Sabato 4 luglio è la Giornata Internazionale delle Cooperative, una ricorrenza che viene celebrata da 97 anni, anche se è stata formalizzata solamente nel 1994 con la Risoluzione 49/155 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Dedicato alla “lotta al cambiamento climatico”, il #coopsday2020 è l’occasione per ribadire l’importanza delle cooperative in una società che tende sempre più a mettere le persone in secondo piano, ponendo l’attenzione prevalentemente su altro, profitto e non solo. Eppure le cooperative hanno dimostrato nello loro storia ultra centenaria di saper rispondere a specifici bisogni, di essere l’espressione più autentica dei valori della cooperazione – intesa come l’operare insieme – e della mutualità; di saper intervenire là dove vi è un bisogno, una necessità e dove la persona da sola non riesce e non può trovare le adeguate risposte.

Solidarietà e Servizi, che da oltre 40 anni porta avanti questo messaggio, si è fatta carico della responsabilità di essere non solamente cooperativa, ma cooperativa sociale. Che significa, rispondere in modo puntuale ai dettami della legge 8 novembre 1991 n.381 che prevede per loro uno scopo ben preciso: “perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso: a) la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi; b) lo svolgimento di attività diverse –  agricole, industriali, commerciali o di servizi – finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate”.

Solidarietà e Servizi c’è. Ha fatto proprie queste indicazioni attraverso un’intensa operatività che, guardando all’ultimo Bilancio Sociale, ha permesso di prendersi cura di quasi 25 mila persone attraverso le quattro  aree di intervento: area autismo, diurni e residenziali per disabili; area servizi sociali e presa in carico; area inserimento lavorativo e autonomie; area servizi in appalto per minori e disabili. Solidarietà e Servizi ha fatto la differenza non solamente nei volumi dei servizi erogati, ma  nella qualità. E la testimonianza diretta arriva dalle persone delle quali si prende cura: l’impegno straordinario messo in campo nel difficile e complesso periodo del lockdown ha visto educatori e operatori ripensare prontamente i servizi erogati per adattarsi alle nuove esigenze e al contempo non fermare quel treno in corsa che dà continuamente risposte ai bisogni. In particolare, anche se i Centri Diurni Disabili hanno dovuto chiudere i battenti, sono state attivate forme di intervento a distanza, domiciliari, per supportare le persone con disabilità e le loro famiglie; anche se il comparto produttivo è stato riorganizzato, Solidarietà e Servizi ha trovato la forza non solamente di dare continuità al lavoro – elemento indispensabile per l’autonomia delle persone disabili -, ma anche individuando nuovi sbocchi e garantire la prosecuzione di un percorso.

Ecco perché, anche in questo #coopsday2020 Solidarietà e Servizi può ribadire, con una rinnovata forza, che nessuno deve rimanere solo perché #insiemeciriusciamo. La nostra cooperativa sociale ci crede.

Il 5×1000 a Solidarietà e Servizi, una firma per sostenere le famiglie

Quest’anno la destinazione del 5×1000 è il progetto “Il Cortile” che interviene nell’area relazionale ed educativa delle famiglie e nel sostegno a specifiche fragilità

Da oltre 40 anni continuiamo a ripetere che #insiemeciriusciamo. Ed è proprio così. Solidarietà e Servizi non ha mai voluto lasciare solo nessuno. Adesso però è il momento di non lasciare sola la nostra cooperativa sociale e sostenerla nella sua missione di prendersi cura delle persone. Non servono donazioni, ma una firma. Quale? Quella da mettere sulla propria dichiarazione dei redditi, all’interno del modulo “scelta per la destinazione del cinque per mille dell’Irpef” accanto al codice fiscale di Solidarietà e Servizi che è 00782980122.

Si tratta di un gesto che non costa nulla, ma che è molto utile alla cooperativa e alla sua mission. In più, quest’anno Solidarietà e Servizi ha deciso di dedicare il 5×1000 ad una precisa finalità: il sostegno al nuovo progetto “Il Cortile”. Un progetto che, sviluppato all’inizio dell’anno è stato messo a punto durante il periodo del lockdown e che mette al centro la famiglia. Prendendo spunto da quelli che erano i cortili dei nostri nonni, cioè luoghi di gioco, di crescita, di conoscenza e aiuto tra vicini, “Il Cortile” di Solidarietà e Servizi mira a ricreare lo stesso “clima”, mettendo a disposizione delle figure professionali capaci di rispondere a specifici bisogni e a necessità educative.
Due sono le aree di intervento: la prima è relazionale ed educativa (attraverso l’intervento di educatori professionali) per costruire relazioni e dare supporto anche alla didattica. “Compitiamo” non è solamente uno spazio per fare i compiti, ma un luogo dove imparare un metodo di studio, essere supportati nel preparare un esame e mantenere la concentrazione. La seconda area invece  è di sostegno a specifiche fragilità attraverso quattro interventi specialistici: logopedia, psicomotricità, consulenza pedagogica e sociale. Davanti a servizi sanitari territoriali – come ad esempio i servizi di Neuropsichiatria Infantile – che richiedono lunghi tempi di attesa o che sono maggiormente orientati alla presa in carico di situazioni gravi, “Il Cortile” dà una risposta a quelle problematiche che riguardano i minori con ritardi nello sviluppo motorio e/o del linguaggio oppure che evidenziano difficoltà di apprendimento. Quindi, un servizio che offre interventi specialistici anche in ottica preventiva e di presa in carico precoce di fragilità lievi.
Il tutto in un contesto di aiuto e sostegno che, attraverso i ragazzi, è diretto alla famiglia.

Sono le basi per una ripartenza educativa, riprendendo le fila dei nuovi bisogni che l’emergenza ha evidenziato. Destina quindi il 5×100 a Solidarietà e Servizi scrivendo il codice fiscale 00782980122. #insiemeciriusciamo.

Dopo una quarantena dove la cura delle persone disabili non è mai venuta meno, riapre il CDD di Gallarate (Va)

Il Centro Diurno Disabili riparte con una organizzazione a gruppi e prosegue con attività a distanza e domiciliari

Le porte che si erano chiuse lo scorso 9 marzo, sono state riaperte mercoledì 1 luglio. Nei lunghi tre mesi e mezzo il Centro Diurno Disabili (CDD) di Gallarate, che è gestito dalla cooperativa sociale Solidarietà e Servizi, non ha però rinunciato a rimanere vicino alle persone di cui si prende cura. Anzi, ha moltiplicato l’impegno riuscendo a intervenire anche in situazioni particolarmente complesse. «In molti attendevano la riapertura con trepidazione. E anche se non siamo a pieno regime, la vicinanza e l’affetto sono tangibili», dice Tiziana Crosta, coordinatrice del CDD gallaratese. Rimettere in moto il centro dopo l’emergenza sanitaria non è stato semplice. «Il reperire i dispositivi di protezione individuale è stato forse il passaggio più semplice; dietro al riavvio delle attività nel centro c’è stato un intenso e complesso lavoro per rispondere a tutte le prescrizioni e protocolli previsti dalle normative. Ma alla fine ci siamo riusciti. Sono state riorganizzate le attività e limitate le presenze: il CDD è stato riaperto con delle turnazioni di mezza giornata, questo ci ha permesso di proseguire nelle attività a distanza e domiciliari».

La quarantena, per quanto difficile, non ha rappresentato un blackout delle attività. Gli educatori di Solidarietà e Servizi si sono mossi con le classiche telefonate, i messaggi, ma anche con l’organizzazione di attività a distanza. E dove il “rimanere lontani” comportava dare delle risposte non sufficienti, c’è stato un puntuale supporto domiciliare. I tre mesi e mezzo di chiusura hanno però anche testimoniato fatti positivi, perché è nell’emergenza che spesso emerge il vero cuore di chi si prende a cuore le persone.
Così è stato per una persona disabile che ha vissuto una situazione critica di salute. «Una situazione – prosegue Tiziana – aggravata dal fatto che il familiare anziano che vive con lei a sua volta non poteva accudirla per motivi di salute. Ci siamo attivati, in collaborazione con il Comune di Gallarate, con il supporto domiciliare di due educatrici e di un’infermiera. Quest’ultima è stata fondamentale nel percorso di cura della persona disabile, ma anche quando necessario, della madre. Lo spirito di servizio con cui si è messa a disposizione e l’umanità dimostrata – intervenendo anche nei giorni festivi – hanno testimoniato che il “prendersi cura” va oltre la professionalità, va al di là dello svolgere un lavoro, ma è umanità concreta».
A fronte di un impegno particolare come questo, Solidarietà e Servizi ha messo in campo una serie di interventi come laboratori di cucina e origami che hanno permesso alle persone disabili di non sentirsi soli. E la risposta non è tardata ad arrivare. «È stata una mamma di una persona che frequenta il nostro centro a farci sentire la sua gratitudine: ha realizzato dei camici in tessuto e delle belle e colorate mascherine che potremo usare al di fuori del CDD. Un regalo importante che al di là del valore ci ha fatto sentire parte di un progetto unico». Conclude Tiziana: «Anche se non possiamo dire di aver superato l’emergenza, un sentito ringraziamento va a tutte le educatrici e gli educatori che non hanno lesinato impegno anche in un momento difficile come quello che abbiamo vissuto».

«Grazie perché ci siete stati vicini durante la quarantena». Il 5×1000 a Solidarietà e Servizi per far sì che nessuno sia mai lasciato solo

Dai Centri Diurni Disabili (CDD) di Capiago Intimiano e Caronno Pertusella le parole di due famiglie alla vigilia della riapertura

Grazie. È con le parole più semplici che si trasmettono i sentimenti più importanti. Quelli che testimoniano il vero significato e il valore di un impegno costante nella cura delle persone con disabilità, anche nei momento più difficili. «Grazie» è la parola che è arrivata da due famiglie che hanno i loro figli ospiti di due Centri Diurni Disabili (CDD) gestiti da Solidarietà e Servizi e che hanno dovuto affrontare a casa il complesso periodo del lockdown. Il loro «grazie» arriva alla vigilia di una delicata riapertura dei centri, per il sostegno ricevuto ma soprattutto per la vicinanza dimostrata dagli educatori e dal personale della cooperativa. È un «grazie» perché, anche nella distanza, “non si sono sentiti soli” e hanno potuto toccare con mano che “insieme ci riusciamo”. È un «grazie» che diventa sostegno concreto a Solidarietà e Servizi con la destinazione del 5×1000.

La prima testimonianza arriva dal CDD “Galliano” di Capiago Intimiano (CO)  – nella foto durante un’attività prima dell’emergenza – dove, a fronte dell’impossibilità di mantenere aperto il centro, il coordinatore Fabio Ghidotti e gli educatori si sono organizzati fase per fase, ripianificando e rivedendo ogni volta le modalità di intervento, aggiornando progetti e obiettivi, ma sempre senza mai lasciare solo nessuno. «Questi sono stati mesi pesanti e difficili per tutti. Anche per noi e soprattutto per nostro figlio», raccontano i genitori di una persona ospite che per ragioni di privacy preferiscono restare anonimi. «Abbiamo fatto fatica a capire cosa stava succedendo e abbiamo fatto ancora più fatica a spiegarlo a lui. Tante volte abbiamo avuto paura di tutto per noi e per lui; ancora di più ci siamo sentiti da soli. Quello però che ci ha colpito tantissimo è che i nostri operatori del CDD, fin da subito, ci sono stati vicini con tutti i mezzi possibili: una telefonata, un messaggio … sempre, anche il sabato e la domenica. Questo ha voluto dire tantissimo per noi, forse tutto. Non finiremo mai di dire grazie e proprio pensando ad un modo speciale, facile e sentito per ringraziare, abbiamo pensato di dare il nostro piccolo contributo con il 5×1000 a chi opera per far sì che nessuno sia mai lasciato solo. Mai. Grazie».

La seconda testimonianza arriva dal Centro Diurno Disabili “Il Girasole” di Caronno Pertusella (VA). La coordinatrice Paola Rogora ha ricevuto una mail dai genitori di una ragazza ospite del CDD che, il giorno prima della riapertura del centro, hanno guardato agli ultimi mesi passati. «Approfittiamo di questo nuovo inizio per ringraziarvi tutti per l’attenzione che avete avuto nei confronti di nostra figlia in questi difficili momenti di isolamento sociale. Gli incontri culinari on-line, il proseguimento del diario e le telefonate da parte di tante educatrici e assistenti hanno reso più piacevole la quarantena», scrivono i genitori. «Un ringraziamento speciale va a un’educatrice che non ha mai mollato di coinvolgere nostra figlia in attività diverse o anche in semplici e piacevoli chiacchiere. Non ce l’avremo fatta senza di voi, grazie di cuore».

Sono questi «grazie» che riempiono il cuore e spingono Solidarietà e Servizi a proseguire sulla strada intrapresa dove la persona, tutte le persone hanno dignità e talenti che devono essere valorizzati.
Il dare risposte a bisogni reali necessita però del fondamentale sostegno di tutti. Come? Con una semplice firma da apporre sul 5×1000, indicando il codice fiscale di Solidarietà e Servizi  00782980122. È un gesto che non costa nulla, ma che permette alle famiglie di avere un supporto in più e alle persone con disabilità di poter fare affidamento su chi sa metterci il cuore affinché nessuno resti solo #insiemeciriusciamo.

Il lavoro delle persone disabili colora l’estate dei ragazzi: ecco le mascherine “powered in” Solidarietà e Servizi

La cooperativa stringe un’importante partnership con un produttore e dà continuità ai progetti di crescita e per l’autonomia di quanti hanno una difficoltà in più

Mascherine “powered in” Solidarietà e Servizi per colorare l’estate dei ragazzi ed essere a disposizione di enti e aziende che ne vogliano ordinare i quantitativi necessari. Perché nell’emergenza l’importante è non dimenticare quel che si sa fare e quel che si può fare. La cooperativa si è attivata per reperire occasioni di lavoro e permettere alle persone con disabilità di proseguire nel percorso di crescita e autonomia che è stato avviato. Il risultato è stata una fitta rete realizzata grazie a Gabriele Scampini, che si occupa della parte commerciale, il quale, coinvolgendo l’area dell’inserimento lavorativo della cooperativa con il suo responsabile Filippo Oldrini, ha portato ad inserire Solidarietà e Servizi nella filiera per la produzione di mascherine, dispositivi tanto utili per il contenimento e la prevenzione del contagio quanto estremamente ricercati. L’importante partnership vede la cooperativa impegnata con quattro persone con disabilità nell’ultimo step di produzione, ovvero l’imbustamento (video).

«Interveniamo nella fase finale del processo mettendo le nostre capacità e la nostra struttura al servizio della produzione di mascherine», ricorda Gabriele Scampini. «Il progetto è particolarmente significativo per noi, non solamente per il momento di difficoltà economica generato dall’emergenza sanitaria, ma sopratutto per dare continuità al sostegno lavorativo delle persone con problemi di cui ci prendiamo cura nel solco di quel “insieme ci riusciamo” che guida la nostra attività». Sul fronte attrezzature, Solidarietà e Servizi si è prontamente dotata di un nastro trasportatore per agevolare il processo di imbustamento e rendere più fluido ed efficiente il flusso di lavoro.
Prosegue Scampini: «La partnership, attivata con la Mec Service di Vanzaghello, azienda del settore moda che ha riconvertito parte della produzione alle mascherine facciali certificate, ci permette già di fornire oltre 12 mila mascherine colorate ai ragazzi e agli educatori che frequenteranno i centri estivi dell’area milanese. Le mascherine realizzate sono di quattro colori, così da permettere ai ragazzi di poter essere facilmente divisi in squadre».

Le mascherine – in tessuto doppio con cotone all’interno e poliestere all’esterno, lavabili fino a cinque volte – sono disponibili per quanti ne vogliono fare richiesta.
Per ogni informazione contattare: commerciale@solidarietaeservizi.it

Il 5×1000 a Solidarietà e Servizi moltiplica il valore aggiunto per le famiglie

Rete, relazione, presa in carico e percorso individuale: così il progetto Il Cortile si pone al fianco dei genitori per aiutarli nella crescita dei loro figli. Una firma per guardare insieme al futuro

Una presa in carico, con un percorso personalizzato curato da professionisti che operano in profonda sinergia con il territorio. In pieno stile Solidarietà e Servizi, i nuovi servizi promossi con il progetto Il Cortile si muovono lungo sei binari perché davanti ad ogni difficoltà, grande o piccola che sia, nessuno deve rimanere solo. #insiemeciriusciamo.

Il Cortile è un progetto a valore aggiunto, capace di dare risposte a bisogni reali e che necessita del fondamentale sostegno, nostro e di tutti coloro che possono, per il quale è sufficiente una semplice firma: quella da apporre sul 5×1000 indicando il codice fiscale di Solidarietà e Servizi: 00782980122. È un gesto che non costa nulla, ma che permette alle famiglie di avere un supporto in più nel percorso di crescita dei loro ragazzi. È una scelta di cuore; di chi ha a cuore il proprio futuro e il futuro dei propri figli affinché ad ogni bisogno possa essere garantita non solamente una risposta, ma la miglior risposta possibile.

Lo strumento del 5×1000 è la porta attraverso la quale tendere una mano a chi ha bisogno; è la scelta per creare una rete di sostegno a quanti hanno qualche difficoltà in più a scuola, a relazionarsi con gli altri e a muoversi in una società sempre più complessa. Lasciarli indietro non è possibile, anche perché spesso basta poco per superare l’ostacolo che ci si trova davanti. E il 5×1000 è quell’aiuto che, nella sua semplicità, può moltiplicare ogni sforzo, anche il più piccolo.

Solidarietà e Servizi da oltre 40 anni crede nell’importanza di fare rete, di creare relazioni e interconnessioni tra le persone e tra i servizi per individuare le risposte necessarie alle crescenti necessità. Con il progetto Il Cortile, l’attenzione viene posta alla famiglia e ai suoi bisogni. E ai bisogni si risponde con un servizio a valore aggiunto che passa soprattutto dall’offerta di sostegno e relazione: Il Cortile è infatti RELAZIONE e TERRITORIO, un nuovo spazio all’interno della città per offrire relazioni e occasioni di auto-aiuto alle famiglie e momenti aggregativi e amicali ai ragazzi stessi. Un servizio che è PRESA IN CARICO del minore e della famiglia, per sostenere le situazioni di fragilità e accompagnare i percorsi di crescita, non “semplice” offerta di servizi specialistici individuali e di gruppo.
Un servizio capace di FARE RETE: Solidarietà e Servizi non opera da sola e in modo autoreferenziale: dialoga e collabora con i servizi educativi (in primis la scuola) e – laddove presenti – con i servizi specialistici di cura (ad esempio la Neuropsichiatria infantile) per condividere le modalità e gli obiettivi dell’intervento che viene offerto. E, in quest’ottica, propone un LAVORO DI EQUIPE; ovvero un team di professionisti con diverse competenze (logopedisti, psicomotricisti, pedagogisti, educatori, assistenti sociali) che lavora insieme per garantire la necessaria attenzione a ciascun minore e a ogni famiglia accolta.
L’attenzione è sempre destinata alla persona. Per questo alla base di tutto vi è una PROGETTAZIONE INDIVIDUALIZZATA: per ogni minore preso in carico viene definito un progetto che nel tempo si può arricchire di nuove proposte (momenti aggregativi, spazi di laboratorio, interventi educativi domiciliari …) in base all’evolversi della situazione e da quanto emerge nel dialogo con le famiglie e i servizi. Per i minori che presentano difficoltà (anche lievi) nell’apprendimento o che hanno Bisogni Educativi Speciali, non è sufficiente un tutor di supporto, ma serve una DIDATTICA INTEGRATA dove un’equipe di educatori, supervisionati da una psico-pedagogista, applica una metodologia mirata ad integrare le diverse aree, promuovendo competenze trasversali alle varie discipline e potenziando capacità di ragionamento, attenzione, concentrazione e memoria. Il team opera sempre in rete con la scuola concordando con i docenti i diversi passaggi del progetto individualizzato.

Sono sei valori aggiunti. Ma con il 5×1000 è possibile moltiplicarli e moltiplicare le risposte che Solidarietà e Servizi potrà dare alle famiglie. Ecco perché È IMPORTANTE SCRIVERE E FAR SCRIVERE: 00782980122.
Basta una firma per non rimanere soli. Con te #insiemeciriusciamo.

Il Cortile è … spazio compiti “Compitiamo”. Così il 5×1000 a Solidarietà e Servizi supporta i ragazzi

Il nuovo progetto sviluppato dalla cooperativa è un punto di riferimento per alunni “non certificati” che presentano difficoltà di apprendimento

Il nuovo progetto “Il Cortile”, cui Solidarietà e Servizi destina il 5×1000 di quest’anno, non è solamente consulenza pedagogica e logopedia e un servizio di psicomotricità, ma fornisce anche supporto scolastico. Con “Compitiamo” offre un punto di riferimento per alunni “non certificati” che presentano difficoltà di apprendimento, anche temporanee e legate ad un periodo di particolare fatica (come quello derivante dalla chiusura delle scuole a causa dell’emergenza sanitaria) o riferite ad una specifica area (ad esempio: criticità in ambito logico-matematico).

A CHI SI RIVOLGE COMPITIAMO?
Possono accedere a “Compitiamo” gli alunni frequentanti i diversi ordini di scuola
. primaria
. secondaria di primo grado
. secondaria di secondo grado (con progettazione specifica in rapporto 1-1)

COME SI SVOLGE L’ATTIVITA’?
I laboratori sono organizzati per piccoli gruppi eterogenei per età, che offrono la possibilità di integrare le competenze e potenziare il proprio metodo di studio avvalendosi di strumenti trasversali alle varie discipline.
Per ogni studente viene definito un progetto individualizzato, concordato e sottoscritto dalla famiglia e dall’alunno stesso; in linea generale si prevede la frequenza a due laboratori settimanali della durata di 2 ore ciascuno.
L’avvio dell’intervento è preceduto da un colloquio con i genitori, per raccogliere informazioni e definire il bisogno specifico, anche attraverso un contatto diretto con i docenti.
L’intervento si svolge – durante l’anno scolastico – in orario pomeridiano; nei periodi di chiusura della scuola, anche al mattino in orario da concordare con le famiglie.

IL PERSONALE
Ciascun gruppo sarà affiancato da un educatore con specifica formazione relativa alle difficoltà di apprendimento, alle strategie di studio e alle dinamiche di gruppo; l’equipe educativa è coordinata da una pedagogista che garantisce anche interventi di supervisione.

Sostenere il progetto de “Il Cortile” è semplice e, come noto, non costa assolutamente nulla: all’interno della dichiarazione dei redditi basta indicare il codice fiscale di Solidarietà e Servizi 00782980122 nella casella per la destinazione del 5×1000.
Un gesto perché nessuno deve rimanere solo: #insiemeciriusciamo.

«Mi avete insegnato l’attenzione alla persona. Grazie». Dopo 40 anni Claudia Rosa saluta e ringrazia Solidarietà e Servizi

La storica dipendente della cooperativa è arrivata alla pensione. «Ma ho dato la disponibilità a proseguire come volontaria»

«Continuate così. Continuate a dare attenzione e valore alla persona perché solamente in questo modo è possibile non far sentire nessuno solo e poter affermare ancora oggi con forza “insieme ci riusciamo”». Claudia Rosa per la prima volta parla da ex. Da ex dipendente, ex socio prestatore di Solidarietà e Servizi. Lei che ha passato nella cooperativa gli ultimi 40 anni, che l’ha vista crescere e svilupparsi, e dal primo di giugno si gode la meritata pensione. Che non significa assenza di attività: «Ho dato la mia disponibilità a continuare a operare nella cooperativa come volontaria», annuncia.

Entrata per la prima volta in Solidarietà e Servizi nel lontano 1980, ha seguito tutti gli sviluppi della cooperativa: dagli asili, dove ha iniziato, ai primissimi “laboratori di quartiere” e poi al Centro Socio Educativo (CSE) Belotti Pensa di Busto Arsizio, per approdare al CSE di Marnate, in seguito diventato Centro Diurno per Disabili (CDD). Per 20 anni poi il lavoro nei servizi residenziali dove ha potuto mettere le proprie capacità e la propria esperienza al servizio delle nuove equipe di educatori che si formavano agli inizi del nuovo millennio per accogliere nelle nascenti “case” le persone con disabilità incontrate nei Centri diurni.
«Ho iniziato quando la cooperativa era una realtà piccola, dove ci si conosceva tutti», ricorda. «Ho fatto anche delle esperienze al di fuori, ma non ho trovato quello che Solidarietà e Servizi era in grado di trasmettermi: quell’attenzione alla persona che fa sì che un dipendente, un collaboratore, un educatore non sia solamente un professionista ai vari livelli, ma soprattutto e prima di tutto una persona».
Sempre pronta a mettersi a disposizione con passione educativa e attenzione ai dettagli, Claudia ha potuto prendersi cura di decine di persone con disabilità che negli anni le sono state affidate. Più con i fatti che con le parole è stata maestra a molti operatori più giovani, evidenziando come il senso di appartenenza alla Cooperativa spesso può essere la marcia in più nel lavoro educativo. «Il passare del tempo, ma anche le dimensioni della cooperativa che sono notevolmente aumentate, non hanno scalfito l’impostazione generale: la persona è sempre rimasta al centro. E io lo so bene perché l’ho vissuto direttamente sulla mia pelle».

Non sono mancati quelli che Claudia chiama «momenti di difficoltà»  vissuti durante la carriera lavorativa. «Per chi opera nel sociale, gli appalti con gli enti pubblici erano importanti, e il rischio era quello di dover lavorare con gestioni improntate al “massimo ribasso”; eppure la cooperativa non si è mai fermata, ha creduto sempre nel suo progetto e nell’attenzione alle persone tanto da decidere di investire e puntare sull’apertura di Comunità e Appartamenti a gestione diretta. Ed è in quell’ambito che Claudia ricorda «talvolta non c’era nemmeno il bisogno di chiedere. Durante un momento particolarmente “faticoso”, Maura Gabardi, la coordinatrice della Comunità di Bergoro con cui avevo iniziato la nuova avventura nei residenziali, mi chiamò per chiedermi cosa avessi: neppure io lo sapevo con certezza. Ma di certo avevo la sicurezza di poter fare affidamento su di lei e sulla Cooperativa». Tra le molte persone incontrate, con cui ha condiviso esperienze e progetti, Claudia riserva un ricordo particolare alla sua «storica collega: Ester Bacchiega. Abbiamo iniziato praticamente insieme, ma dopo il 1993 siamo state destinate a servizi diversi. È stato bello ritrovarsi nel 2000 nella Comunità Socio Sanitaria a Bergoro, e riprendere a lavorare insieme».
Da memoria storica che ha imparato a distinguere l’essenziale dal superfluo e il valore dall’orpello, Claudia guarda alla Solidarietà e Servizi di oggi sapendo che è una cooperativa moderna, al passo con i tempi e in sviluppo. «Non cambiate nulla, continuate così. È solamente ponendo l’accento sulla persona, su ciascuna persona, che si può andare avanti. Così nessuno si può sentire solo». #insiemeciriusciamo