Un lavoro “vero” che genera valore

Università Vita-Salute San Raffaele e Solidarietà e Servizi insieme. Storia di una partnership che unisce qualità e lavoro per le persone con disabilità 

Stefano al lavoro nella postproduzione delle videolezioni del corso di laurea di medicina dell’Università Vita-Salute San Raffaele

C’è un lavoro silenzioso che ogni giorno sostiene la formazione dei futuri medici. È il lavoro di chi elabora, ottimizza e archivia le videolezioni universitarie, affinché siano disponibili agli studenti entro poche ore. Un’attività tecnica, precisa, scandita da tempi rigorosi. Ed è proprio su questo servizio che si è costruita la collaborazione tra l’Università Vita-Salute San Raffaele e la cooperativa Solidarietà e Servizi. 

«Questo lavoro mi fa sentire utile a qualcuno che ha scelto un percorso di carriera estremamente difficoltoso e lungo». Per Stefano, una persona con disabilità che da un anno lavora sulla commessa, il senso del proprio lavoro parte da qui: avere la consapevolezza di essere parte di un progetto più grande

LA PRIMA COMMESSA AFFIDATA A UNA COOPERATIVA 

Quella avviata all’inizio del 2025  è stata la prima esperienza per l’Università Vita-Salute San Raffaele di affidamento di una commessa di lavoro a una cooperativa sociale, utilizzando lo strumento dell’articolo 14, quello cioè, che permette alle aziende a partire da 15 dipendenti di adempiere all’obbligo di assunzione di persona con disabilità, stipulando convenzioni con cooperative sociali di tipo B. «Abbiamo utilizzato per la prima volta questo strumento proprio con Solidarietà e Servizi», spiega Luca Pollastri, direttore dell’Area Direzione Amministrazione e Finanza dell’Università Vita-Salute San Raffaele. 

«Tra le politiche di sostenibilità, l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità è un tema importante nelle politiche di Ateneo, a cui teniamo molto» – continua Pollastri. «Per questo abbiamo deciso di affidarci a professionisti esperti nella presa in carico e nell’inserimento lavorativo di persone con disabilità, in grado di collocare la persona giusta nel ruolo giusto.» Una scelta consapevole, dunque, non solo per adempiere a un obbligo normativo, ma per estendere il proprio impegno in modo strutturato, affidandosi a competenze specifiche e trasformando un’esigenza organizzativa in un’opportunità di responsabilità sociale.  

VALORE PER GLI STUDENTI, BENEFICIO PER L’ORGANIZZAZIONE 

Il servizio riguarda in particolare il corso di laurea in Medicina, fiore all’occhiello dell’Ateneo. «Registriamo tutte le lezioni», racconta Lorenzo Cibrario, direttore dell’Area Sistemi Informativi. «Le elaborazioni devono essere completate entro tempi precisi, perché gli studenti utilizzano le registrazioni per recuperare eventuali assenze o per rivedere passaggi complessi». L’obiettivo è duplice: «Fornire un servizio ad alto valore per lo studente e, allo stesso tempo, sgravare risorse interne» continua Cibrario. 

UN “BRACCIO OPERATIVO” INTEGRATO CON L’ATENEO 

Prima svolta internamente, questa particolare attività è stata progressivamente esternalizzata: «Con Solidarietà e Servizi lavoriamo come se fosse un nostro ufficio» spiega Pollastri «è un unico flusso, c’è continuità rispetto a quello che viene fatto internamente: l’Università realizza le registrazioni, la cooperativa cura la post-produzione e poi i video vengono rimandati per la pubblicazione sulla nostra piattaforma. È come avere un ulteriore braccio operativo». 

UNA SCELTA DI FIDUCIA E DI VALORI 

La decisione di collaborare con Solidarietà e Servizi è maturata rapidamente. «Siamo convinti che i servizi li facciano le persone» continua Pollastri. «Gli incontri  preliminari che abbiamo avuto con il personale di Solidarietà e Servizi sono stati rassicuranti, di stimolo e capaci di trasmettere il valore autentico del lavoro. Se una persona crede in ciò che fa, è in grado di svolgere al meglio il proprio compito e questo l’ho percepito da subito.» 
Un’impressione confermata dai fatti. «Dopo un anno di lavoro posso dire che il bilancio è tutto positivo. Abbiamo sperimentato, nella pratica, che inclusione e qualità possono andare di pari passo». «Questo progetto ne è la dimostrazione: lavori fatti bene, nel rispetto dei tempi e con precisione. È una dinamica win-win».  E, a gennaio 2026, l’Università ha deciso di rinnovare la commessa per altri 18 mesi, fino a giugno 2027. 

CRESCITA PROFESSIONALE E RESPONSABILITÀ 

Dopo un anno di lavoro, a parlare è proprio Stefano. Si sente cambiato. «Ho migliorato la mia velocità nel lavoro, perché le lezioni vanno terminate entro la giornata», racconta. «E ho sviluppato una maggiore capacità di adattamento: ogni docente ha un metodo diverso e questo cambia il modo in cui interveniamo sulle registrazioni». 
C’è stato anche un momento di consapevolezza: «Mi sono sentito orgoglioso quando ho capito che mi stavano affidando una responsabilità importante. Significava che stavano riconoscendo il mio lavoro». 

UNO SGUARDO AL FUTURO 

La collaborazione è entrata nel suo secondo anno con basi solide. «I tempi sono maturi per valutare anche altre opportunità», conclude Pollastri. «Vista la nostra esperienza positiva, mi sento di invitare anche alti enti a confrontarsi con Solidarietà e Servizi. Nuovi approcci organizzativi possono diventare una soluzione pragmatica e valoriale al tempo stesso».