Crescere, un passo alla volta, fino a coordinare servizi: la storia di Eleonora
A 31 anni Eleonora coordina la Comunità Socio Sanitaria di Bergoro e l’Appartamento CasaLab, entrambi servizi di Solidarietà e Servizi. Un percorso iniziato con un tirocinio, cresciuto attraverso l’esperienza e accompagnato da un’équipe di professionisti

Eleonora ha 31 anni ed è una delle più giovani coordinatrici di Solidarietà e Servizi. Ma a Bergoro, frazione di Fagnano Olona, è arrivata 10 anni fa, quando ancora non immaginava che un giorno avrebbe coordinato proprio quel servizio in cui aveva fatto il tirocinio.
Dopo il liceo scientifico aveva pensato alla fisioterapia. Non avendo superato il test di ingresso, aveva iniziato il percorso di Educatore Professionale all’Università dell’Insubria di Varese. «All’inizio pensavo di ritentare il test di fisioterapia» racconta. «Poi ho iniziato il corso e mi è piaciuto. Alla fine sono contenta di aver fatto questa scelta».
Durante l’università i tirocini le hanno permesso di conoscere realtà molto diverse: anziani, minori, psichiatria, ospedale, marginalità e disabilità. Al terzo anno arriva a Bergoro, nella Comunità Socio Sanitaria di Solidarietà e Servizi, proprio la stessa comunità che oggi coordina.
«La disabilità, prima del tirocinio, un po’ mi spaventava. Pensavo che forse avrei preferito lavorare con i bambini, anche perché facevo l’animatrice all’oratorio. Poi è successo il contrario. Dopo il tirocinio ho capito che l’area minori non faceva per me e mi sono ricreduta completamente sulla disabilità».
A Bergoro trova persone e colleghe capaci di accompagnarla nell’esperienza. «Mi hanno aiutata a vivere serenamente il lavoro e a ridimensionare quelle preoccupazioni che avevo all’inizio».
DALL’ESPERIENZA ALLA RESPONSABILITÀ DEL COORDINAMENTO
Laureata il 21 novembre 2017, il giorno dopo Eleonora inizia a lavorare al Servizio Inserimento Lavorativo di Solidarietà e Servizi. Dopo un anno, torna a Bergoro come educatrice. È il dicembre 2018. «Era un posto che conoscevo già. Alcune delle persone che vivevano lì le avevo incontrate durante il tirocinio e si ricordavano di me. Ma questa volta ero un’educatrice: non dovevo più soltanto osservare e imparare, dovevo mettere in campo le mie competenze e prendere in mano le situazioni».
Negli anni Eleonora affianca l’allora coordinatrice della CSS e di CasaLab. Impara progressivamente anche ciò che sta “dietro” al lavoro educativo: i rapporti con le famiglie e con la rete in cui sono inseriti gli ospiti, gli appuntamenti, la gestione dei turni e dei diversi aspetti organizzativi.
Nel 2023 diventa vicecoordinatrice. Nel 2024 comincia a occuparsi in autonomia di alcune attività. Quando la coordinatrice lascia il ruolo, alla fine dello stesso anno, Eleonora ne raccoglie il testimone. Ha 29 anni.
«È stato un passaggio molto naturale, avvenuto nel tempo. Prima facevo alcune cose, poi – nel tempo – sempre di più. Anche i colleghi avevano iniziato a fare affidamento su di me, in caso di necessità. Quando ho preso il coordinamento, quindi, non è stato un salto nel vuoto».
COORDINARE SIGNIFICA TENERE INSIEME PERSONE, BISOGNI E FUTURO
Oggi Eleonora coordina la CSS di Bergoro, dove vivono dieci persone, e CasaLab, appartamento per l’autonomia dove vivono altre tre donne. Due realtà attigue, che lavorano spesso in stretta collaborazione.
«La parte più impegnativa? Sicuramente far funzionare il servizio. Può capitare che ci siano cambiamenti improvvisi, indisponibilità dell’ultimo momento, turni da riorganizzare. E devi riuscire comunque a garantire la continuità».
Ma la complessità maggiore è forse quella legata alle persone e ai loro progetti di vita. «Come educatore lavori su alcuni aspetti del progetto di vita. Come coordinatore la responsabilità si amplia: devi guardare la persona a 360 gradi, tenere insieme la famiglia, i servizi, il Comune, i medici, gli specialisti, l’amministratore di sostegno e, naturalmente, l’équipe. Devi far funzionare il servizio, ma sempre con il progetto di vita della persona al centro».
È una responsabilità che Eleonora sente e che, allo stesso tempo, considera una delle parti più belle del suo lavoro. «È stimolante. In questi anni ho imparato tantissimo, anche per la mia vita di tutti i giorni. Ho imparato a muovermi in situazioni che prima non conoscevo».
CRESCERE, SENZA ESSERE LASCIATI SOLI
Il percorso di Eleonora racconta anche un modo di intendere la crescita professionale da parte della cooperativa Solidarietà e Servizi: affidare responsabilità, valorizzare le competenze e accompagnare le persone mentre crescono. «Sento di dover ancora crescere. Con l’esperienza si migliora sempre. Non penso di essere arrivata». E la crescita non avviene mai da sola. «Quando c’è una situazione difficile, non sei sola. Puoi confrontarti con l’équipe, con gli altri coordinatori, con il responsabile d’area. Puoi chiedere una supervisione. Alcune situazioni sono davvero complesse e le puoi affrontare solo condividendo con altri idee, intuizioni, proposte».
È qui che il “Mai più soli… Insieme ci riusciamo” diventa concreto: nella storia di una giovane professionista a cui vengono affidate responsabilità sempre maggiori, ma dentro una rete che continua ad accompagnarla. «Sapere che puoi sempre confrontarti con qualcuno, anche quando sei tu a dover prendere una decisione, fa la differenza».


