Un filo che costruisce futuro: 4.265 persone, una alla volta
185 soci presenti all’Assemblea dei Soci di Solidarietà e Servizi: un’occasione per guardare ai risultati raggiunti, alle sfide di oggi e al nuovo percorso di rebranding che racconta l’identità della cooperativa attraverso la metafora del filo

4.265 persone di cui la cooperativa si prende cura. Di queste circa 500, ogni giorno, incontrano educatori, operatori e professionisti nei servizi di Solidarietà e Servizi.
Non sono numeri. Sono persone, storie, famiglie. Sono autonomie conquistate lentamente, piccoli passi che cambiano la quotidianità, relazioni costruite nel tempo.
È partendo da questi numeri che si è svolta l’Assemblea dei Soci 2026, lo scorso 15 maggio. Un appuntamento annuale che, in quest’edizione, ha riunito 185 soci, alcuni presenti tramite delega, sui 239 complessivi. Un’occasione per condividere risultati, approvare il bilancio sociale, nominare la nuova governance e raccontare la direzione verso cui la cooperativa sta andando.
Episodi concreti che raccontano il senso più profondo del lavoro educativo. Come quello riportato dal presidente del Consiglio di Gestione, Domenico Pietrantonio, durante il suo intervento.
«Ho preso un caffè con i responsabili dei Centri Socio Educativi e alla mia domanda “come sta andando?” mi hanno risposto: «sai che Giuseppe (nome di fantasia) passerà dal Centro Socio Educativo al Servizio di Formazione all’Autonomia? È un ulteriore passo in termini di crescita e autonomia.» Questo è lo scopo della cooperativa, a prescindere dalla gravità in cui versa la persona. Per noi è importante non assistere, ma favorire l’autonomia delle persone, di ogni persona, attraverso un progetto personale, individualizzato e partecipato, come recita la riforma sulla disabilità del 2024.»
Parole che raccontano una visione precisa: la centralità della persona e del suo progetto di vita.
UNA COOPERATIVA FATTA DI PERSONE
Il Bilancio Sociale 2025 ha restituito soprattutto questo: la fotografia di una cooperativa fatta di persone. Oltre alle 4.265 con disabilità di cui si prende cura, anche i 470 lavoratori, di cui 79 con disabilità, che ogni giorno contribuiscono a costruire una realtà sempre più radicata nel territorio e in grado di condividere i bisogni delle persone prima ancora di rispondere con progetti, servizi e attività.
Una cooperativa che si prende cura delle persone con disabilità attraverso percorsi personalizzati con un progetto di vita per ciascuno, sempre orientato alla reale autonomia e continue opportunità di apertura, incontro e relazione.
Ma che allo stesso tempo sceglie di prendersi cura anche dei propri lavoratori.
Nel 2025 sono state erogate oltre 44 mila ore di formazione (+107%), con particolare attenzione ai temi dell’autismo e delle nuove forme che la disabilità assume. A questo si affiancano misure di welfare aziendale, sostegno al reddito e wellbeing organizzativo, con l’obiettivo di accompagnare chi lavora quotidianamente nei servizi.
«La qualità del lavoro educativo nasce dalle persone», ha sottolineato Domenico Pietrantonio. «Per questo investire nei lavoratori significa investire direttamente nella qualità della vita delle persone che accompagniamo.»
SOLIDITÀ, PARTECIPAZIONE E FUTURO
Durante l’assemblea i soci hanno affrontato anche i temi della governance, confermando gli attuali componenti del Consiglio di Sorveglianza e l’attuale presidente del Consiglio di Sorveglianza nella persona del dott. Michele Grampa. Queste le sue parole «Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine per la fiducia che l’assemblea dei soci mi ha accordato riconfermandomi come presidente della Sorveglianza. Questo rinnovato incarico rappresenta per me un onore e una responsabilità che assumo con impegno e dedizione.»
È stata inoltre approvata una modifica statutaria significativa: la quota associativa passa da 500 euro a 100 euro, equivalenti a 4 azioni da 25 euro. Una scelta che punta a favorire ancora di più partecipazione e accessibilità alla vita della cooperativa sociale.
Anche i dati economici confermano la solidità della cooperativa, con un fatturato di circa 17,7 milioni di euro e un patrimonio netto di 2,7 milioni di euro. Numeri che raccontano una realtà capace di generare valore sociale ed economico insieme.
MA L’ASSEMBLEA HA GUARDATO SOPRATTUTTO AVANTI
Tra i progetti presentati: l’introduzione dell’intelligenza artificiale in particolare nell’area inserimento lavorativo a partire dai processi di gestione documentale e del Busines Process Outsourcing, il contratto di rete con altre 3 cooperative sociali d’inserimento lavorativo “Labora.con”, il progetto “Casa, Insieme” a Caronno Pertusella per 10 persone con disabilità e “Il Cortile”, servizio dedicato al sostegno delle famiglie.
«Innovare per noi non significa rincorrere la tecnologia», ha spiegato ancora Pietrantonio. «Significa trovare strumenti nuovi per prenderci cura meglio delle persone e costruire risposte sempre più adeguate ai nuovi bisogni, favorendo come possibile l’autonomia della persona».
IL NUOVO LOGO E LA METAFORA DEL FILO
A chiudere l’assemblea è stato il racconto del nuovo percorso di rebranding della cooperativa. Un cammino iniziato nel 2024, un percorso partecipato che, attraverso incontri, ascolto e confronto, ha portato all’individuazione della metafora del filo.
Un filo che unisce. Che tesse relazioni. Che ripara. Che crea connessioni. Che costruisce futuro.
Da questa immagine è nato il nuovo logo della cooperativa: un segno che prova a raccontare ciò che Solidarietà e Servizi fa ogni giorno nei servizi, nelle relazioni e per/con il territorio.
«Questo nuovo logo nasce dalle storie e dalla narrazione di ciascuno», ha concluso Pietrantonio. «Perché la cooperativa, prima di tutto, è fatta di persone che insieme costruiscono legami, autonomia e futuro.»

