Tra gli scaffali di TIGROS, nuove autonomie da conquistare

Una collaborazione nata nel 2019 con lo SFA La Stella e cresciuta nel tempo, coinvolgendo quattro servizi di Solidarietà e Servizi. Per le persone con disabilità, i tirocini di inclusione sociale sono occasioni per mettersi alla prova, sviluppare competenze e scoprire nuove possibilità. 

Michele, Yussef, Aldo del Centro Socio Educativo “Il Parco” al lavoro al Tigros di Ferno

Sistemare uno scaffale, controllare una scadenza, aiutare un cliente a trovare un prodotto. Gesti quotidiani che, nei punti vendita TIGROS, diventano occasioni per imparare, sperimentarsi e conquistare autonomia. È questo il valore della collaborazione tra Solidarietà e Servizi e l’azienda della grande distribuzione, che attraverso i tirocini di inclusione sociale offre alle persone dei servizi della cooperativa la possibilità di vivere un’esperienza in un contesto diverso da quello abituale. 

UNA COLLABORAZIONE NATA DA UN BISOGNO CONDIVISO

La storia comincia nel 2019, quando gli operatori del Servizio di Formazione all’Autonomia “La Stella” individuano in TIGROS una prima opportunità per attivare tirocini di inclusione sociale. L’obiettivo è valutare e potenziare le competenze lavorative degli ospiti, sia pratiche sia relazionali, attraverso un’esperienza in un ambiente non protetto. 

Nell’ultimo anno, il progetto si è esteso progressivamente anche ad altri 3 Centri Socio Educativi della Cooperativa: il CSE “La Bussola”, il CSE “Polaris” e il CSE “Il Parco”, arrivando a coinvolgere 5 squadre di lavoro  per un totale di 18 persone  con disabilità in 4 punti vendita: 2 a  Busto Arsizio, 1 a Dairago e 1 a Ferno.   

Come racconta Carmen Sportiello, coordinatrice dello SFA “La Stella” e del CSE “Polaris”, «in TIGROS abbiamo trovato un interlocutore disponibile e sensibile al tema dell’inclusione delle persone con fragilità.» 

Asia, Celeste e Betty al Tigros di Dairago

IMPARARE FACENDO, UN PASSO ALLA VOLTA 

Al TIGROS di Ferno, ogni martedì mattina, Yussef, Aldo e Michele  trascorrono due ore occupandosi del riordino degli scaffali, del controllo dei prodotti e della gestione delle confezioni danneggiate. All’inizio Paolo Martari, il loro educatore, li affiancava da vicino; oggi può lasciarli lavorare con maggiore autonomia. «In pochi mesi mi hanno stupito per l’autonomia raggiunta», racconta. I ragazzi hanno imparato a organizzarsi, a preparare il necessario e a riconoscere le attività da svolgere. E quando un cliente chiede informazioni, provano a rispondere oppure chiedono aiuto ai dipendenti del punto vendita, sempre molto disponibili. 

«Abbiamo imparato ad aiutare le persone che ci chiedono dove si trovano i prodotti, a controllare se sono idonei e a sistemarli al posto giusto», raccontano Yussef, Aldo e Michele. Per loro è un’esperienza positiva, diversa dalla quotidianità del centro. 

UN LAVORO, TANTI OBIETTIVI PERSONALI 

A Dairago, il CSE La Bussola coinvolge sette ragazzi, accompagnati da due educatrici in due turni settimanali, il lunedì e il mercoledì mattina. «L’obiettivo è sperimentarsi in un ambiente di lavoro, rapportarsi con persone diverse dall’educatore e aumentare il senso di responsabilità», spiega Ilaria Cannizzaro, coordinatrice del servizio. Per ciascun ragazzo, l’équipe individua poi obiettivi specifici, legati ai punti di forza e alle difficoltà individuali. 

Asia ama vedere gli scaffali in ordine e ha imparato a collaborare con gli altri. Samuele racconta che l’esperienza lo ha aiutato a essere più ordinato anche a casa. Betty vorrebbe lavorare al servizio clienti. Thomas ha imparato a gestire le domande dei clienti, mentre Giulia è felice perché si sente utile. Francesca e Marco guardano anche al futuro e sperano di trovare un’opportunità lavorativa. 

Come sottolinea l’educatrice Ilaria Oldrini, «ogni progresso conta: mantenere la concentrazione, organizzare il lavoro, accettare un suggerimento o comunicare con una persona sconosciuta sono competenze che si costruiscono nel tempo». 

UNA RETE DI ESPERIENZE CHE CRESCE 

Le attività si inseriscono in percorsi individualizzati, con obiettivi che vanno oltre l’apprendimento di una mansione. Per alcune persone significa lavorare con maggiore autonomia; per altri, imparare a chiedere aiuto, gestire la frustrazione, relazionarsi con i clienti o sentirsi parte di una squadra. 

Sono traguardi diversi, definiti in relazione al progetto di vita di ciascuno, che trovano tra gli scaffali del supermercato un’occasione concreta per essere sperimentati.