Borghi e Oldrini nel nuovo consiglio di Federsolidarietà Insubria 

Due rappresentanti di Solidarietà e Servizi entrano nel nuovo consiglio di Federsolidarietà Insubria: eletti il 6 marzo 2026 a ComoNExT – Innovation Hub per il mandato 2026-2030. Autonomia abitativa, lavoro e rete le loro parole chiave per il futuro 

Foto di gruppo dei rappresentanti di FederSolidarietà Insubria a ComoNExT – Innovation Hub lo scorso 6 marzo

Due esponenti di Solidarietà e Servizi entrano nel nuovo consiglio di Federsolidarietà Insubria, rafforzando la rappresentanza della cooperazione sociale impegnata nel campo della disabilità e dell’inclusione lavorativa. 
Il rinnovo delle cariche, avvenuto il 6 marzo, segna l’inizio di un mandato che punta a costruire un sistema più coeso, capace di affrontare le trasformazioni del welfare. 
Al centro, una parola chiave condivisa: lavorare insieme. 

A guidare la Federazione per le provincie di Varese e Como, sarà Maurizio Martegani, che succede ad Aldo Montalbetti. Il nuovo consiglio interprovinciale, composto da 18 membri provenienti dai diversi settori del sociale, opererà con deleghe tematiche, valorizzando competenze ed esperienze. 

Tra i protagonisti del nuovo corso, Giacomo Borghi e Filippo Oldrini, già consiglieri delegati in Solidarietà e Servizi, chiamati a svolgere un ruolo non solo di rappresentanza, ma anche operativo all’interno della Federazione. 

Borghi potrà mettere a disposizione un’esperienza consolidata sul tema della disabilità, in particolare sui percorsi di autonomia abitativa, sul “dopo di noi” e sul progetto di vita delle persone. Un contributo che si estende anche all’evoluzione normativa del sistema socio-sanitario, soprattutto per quanto riguarda le comunità socio-sanitarie (CSS) e i centri diurni disabili (CDD).

Oldrini, al suo secondo mandato, sarà invece impegnato sui temi del lavoro e delle cooperative sociali di tipo B, con un’attenzione specifica all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e allo sviluppo di reti e consorzi tra cooperative.

LE CHIAVI DI CASA: AUTONOMIA E “DOPO DI NOI”

Borghi ha scelto un oggetto simbolico per raccontare il proprio impegno: un mazzo di chiavi.  «Ho portato le chiavi di casa – spiega – perché indicano la possibilità per una persona con disabilità di costruirsi una vita indipendente, un proprio progetto di vita, a partire dal proprio desiderio di vita autonoma». 

Un tema centrale, soprattutto in una fase di evoluzione normativa del sistema socio-sanitario, che «ci auguriamo da un lato superi gli attuali modelli organizzativi dei servizi socio-sanitari centrati sulla standardizzazione e il minutaggio, per assecondare il cambio di paradigma della recente riforma della disabilità (D.lgs. n. 62/2024) centrata sul Progetto di Vita, e dall’altro  attui quanto previsto dall’art 55 del Codice del Terzo Settore (Coprogrammazione e Coprogettazione). Siamo in un momento di cambiamento ed è importante che le cooperative contribuiscano, portando esperienza e concretezza sui servizi per la disabilità» – conclude. 

Accanto all’autonomia, emerge con forza il valore della rete: «Essere in relazione con le altre cooperative sociali permette di migliorare il nostro lavoro. Insieme possiamo costruire risposte più efficaci rispetto a quelle che ciascuno riuscirebbe a dare da solo». 

Borghi potrà mettere a disposizione un’esperienza consolidata sul tema della disabilità, in particolare sui percorsi di autonomia abitativa, sul “dopo di noi” e sul progetto di vita delle persone.

(Giacomo Borghi, Consigliere Delegato di Solidarietà e Servizi)

LE FELPE: IDENTITÀ E LAVORO CHE DÀ VALORE

Se Borghi mette al centro la dimensione dell’abitare, Oldrini punta sul lavoro come elemento identitario e di costruzione della persona. In assemblea ha portato due felpe, una nera e una blu. «Queste felpe rappresentano il senso di appartenenza per lavoratori e tirocinanti, diversi, ma uniti nella stessa comunità – racconta – ma soprattutto l’idea di un lavoro buono, un lavoro vero che fa bene». 

Il suo impegno sarà rivolto in particolare al rafforzamento dei percorsi di inserimento lavorativo: «La parola chiave è sistema. Dobbiamo superare le divisioni e costruire connessioni tra cooperative, servizi e territori». 

E ribadisce: «Sistema significa non solo non farsi concorrenza, ma collaborare e progettare insieme. Solo così possiamo creare opportunità stabili e dare risposte concrete, soprattutto alle persone più fragili». 

Oldrini sarà impegnato sui temi del lavoro e delle cooperative sociali di tipo B, con un’attenzione specifica all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e allo sviluppo di reti e consorzi tra cooperative.

(Filippo Oldrini, Consigliere Delegato di Solidarietà e Servizi)


UNA VISIONE CONDIVISA PER IL FUTURO

Il nuovo mandato si apre in un contesto complesso, segnato da sfide demografiche, sostenibilità economica e carenza di personale qualificato. In questo scenario, FederSolidarietà Insubria punta a rafforzare il proprio ruolo anche sul piano politico e strategico. 

Non solo gestione di servizi, ma capacità di incidere nella programmazione delle politiche sociali, in collaborazione con le istituzioni. Un percorso che passa dalla costruzione di un vero sistema interprovinciale, capace di superare i confini locali e valorizzare le differenze. 

Come in una costellazione – la metafora evocata nel video proiettato durante l’assemblea del 6 marzo scorso –  dove ogni realtà mantiene la propria identità ma contribuisce a una luce comune. Ed è proprio da questa visione condivisa che prende forma il nuovo cammino della cooperazione sociale insubrica.