Un gesto che “profuma di mare”

Una vacanza al mare a Porto Tolle (RO) per 50 persone con disabilità di Solidarietà e Servizi. Grazie alla generosità di Geico SpA, un’azienda che mette veramente al centro la persona

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Alcuni dei ragazzi di Solidarietà e Servizi al mare a Porto Tolle

Il profumo del mare, quello vero, che si sente appena si arriva in spiaggia. La brezza del pomeriggio, il sole che riscalda la pelle, i gabbiani che volano in cielo… E soprattutto, la gioia negli occhi di chi quel mare, magari, non lo aveva mai visto prima. È difficile raccontare tutto ciò che è accaduto nella settimana di vacanza al Villaggio Barricata di Porto Tolle, ma basta guardare il sorriso di Thomas per capirlo: «Mi è piaciuto tantissimo fare il bagno in mare e in piscina, giocare a bocce sulla spiaggia e cucinare le piadine per tutti. Mi sono divertito anche al gioco aperitivo a bordo piscina!».

Con lui c’erano Francesca, rapita dallo spettacolo dei giocolieri del fuoco che illuminavano le sere del villaggio e Giulia, entusiasta del Color Party sulla spiaggia, la festa ispirata alla tradizione indiana in cui i partecipanti si divertono lanciandosi polvere colorata a ritmo di musica, creando un’atmosfera di festa e gioia. «Non lo avevo mai fatto, è stato bellissimo! E poi ho passato tanto tempo con Thomas, a condividere pensieri e momenti della giornata». Piccoli gesti, normali per chiunque parta per una vacanza, ma straordinari per chi vive con una disabilità e spesso deve rinunciare a esperienze come queste.

Daniel, invece, ricorda il bungalow e le risate con gli amici: «Mi manca il mare, mi manca il bungalow. Come quando ho cercato di cacciare uno strano insetto con la scopa: abbiamo riso tutti insieme!». E Asia sogna già di tornare il prossimo anno: «Per stare ancora con i miei amici, per divertirmi in spiaggia e vedere gli spettacoli». Giacomo porta nel cuore il tramonto visto con i compagni e la pizza mangiata in spiaggia tra i gabbiani curiosi: «È stato bellissimo». Non è solo una vacanza. È un frammento di libertà, un’esperienza che lascia tracce profonde. Perché ogni tuffo in mare, ogni sera passata a ballare o a ridere insieme, costruisce ricordi che danno forza e fiducia anche al ritorno a casa. Tutto questo è stato possibile anche grazie alla generosità di Geico S.p.A. – azienda italiana leader nella realizzazione di impianti di verniciatura per l’industria automobilistica in tutto il mondo –   che ha voluto sostenere economicamente questa esperienza per 50 persone con disabilità di Solidarietà e Servizi. Sono i ragazzi e le ragazze dei Centri Socio Educativi “La Bussola” e “Polaris” e del Servizio di Formazione all’Autonomia “La Stella” che si sono alternati dal 31 maggio al 14 giugno.  Un gesto nato da una visione d’impresa che non guarda solo ai numeri, ma alle persone, alla loro dignità, al loro diritto alla felicità.

Lo spiega bene Ali Reza Arabnia, l’imprenditore che ha reso tutto questo possibile: «Per me non è mai stato solo questione di profitto. Ho sempre creduto che un’azienda debba preoccuparsi anche dei suoi lavoratori, dei fornitori, della comunità. La vera energia nasce da qui: da un approccio basato sulla fiducia, sulla cura delle persone. Questo si trasforma in un motore fortissimo che dà senso a tutto il lavoro».

E così, quando si è trattato di sostenere il progetto di questa vacanza, non ha avuto dubbi. Gli è tornata in mente una scena di un vecchio film di Veltroni “I bambini sanno”, in cui un bambino rom vede il mare per la prima volta: «La luce che si accendeva sul suo volto era qualcosa di commovente, che tocca il cuore. Solo l’idea di poter regalare un pezzetto di quella gioia anche ad altri è una ricchezza che ti torna indietro. A volte basta sentire il profumo del mare, il suono delle onde, la brezza sulla pelle. Sono cose semplici, ma che ti restano dentro per tutta la vita».

Una scelta che nasce da un modo di fare impresa lontano dalla logica esasperata del risultato immediato: «Viviamo in un mondo in cui si celebra il successo individuale, la performance, l’apparenza. Io ho sempre creduto invece in un successo che si misura nella qualità della vita di chi lavora con te, della comunità che ti circonda. E questa vacanza è un piccolo esempio di tutto questo: un gesto che fa bene a chi lo riceve, ma anche a chi lo fa».

Così, tra le onde dell’Adriatico e i sorrisi dei ragazzi di Solidarietà e Servizi, questa idea di impresa diventa reale. Non uno slogan, ma una realtà fatta di volti, di abbracci, di risate serali sotto le stelle. È questo che rimane, anche ora che la vacanza è finita: i ricordi di Thomas, Francesca, Giulia, Daniel, Asia, Giacomo e di tutti gli altri che si sono sentiti – per una settimana – non ospiti o pazienti, ma semplicemente ragazzi in vacanza. Liberi di giocare, di ridere, di fare tardi la sera, di sporcarsi le mani di colori al Color Party,

«Sono felice di aver potuto regalare loro questo», conclude l’imprenditore. «La vera gioia è vedere la luce negli occhi degli altri. Se come imprenditori ci prendessimo tutti un po’ più sul serio, non come potere, ma come responsabilità verso gli altri, forse il mondo sarebbe un posto migliore. Anche solo un po’. Anche solo per una settimana al mare».