Il pane che unisce: da un gesto di famiglia nasce una rete di solidarietà  

Domenica 29 marzo a Induno Olona la donazione dell’Associazione Panificatori di Varese: 3.000 euro per sostenere il progetto musicale di Solidarietà e Servizi, tra storie di vita, impegno e comunità 

L’Associazione Panificatori di Varese con le associazioni del territorio che hanno beneficiato della donazione

C’è una storia che profuma di pane appena sfornato e di emozioni condivise. Parte da una famiglia, attraversa un’associazione storica e arriva fino a un coro che canta sogni e possibilità. È la storia di Filippo Brombin e di sua figlia Elisabetta, ma anche di una comunità intera che ha scelto di trasformare il lavoro in solidarietà concreta. 

IL CANTO, LA PASSIONE DI ELISABETTA 

Elisabetta frequenta da alcuni anni il Centro Socio Educativo “La Bussola” di Solidarietà e Servizi. È lì che ha potuto esprimere una delle sue più grandi passioni: il canto.  Dallo scorso 2024 il progetto musicale si è strutturato ed oggi è il “Coro Camicie Aperte” e comprende una trentina di ragazzi con disabilità dei Centri Socio Educativi “Il Parco”, “La Bussola” e “Polaris” e del Servizio di Formazione all’Autonomia “La Stella”. «Cantare mi piace molto», racconta Elisabetta. «Suscita in me contentezza e soddisfazione». E ricorda ancora con emozione la sua prima esibizione: «Ero molto tesa, ma alla fine tutti quegli applausi mi hanno fatto commuovere». 

LO SGUARDO DI UN PADRE 

Accanto a lei, sempre, suo padre Filippo. Panificatore e titolare del Panificio “Il Buon Pane” di Busto Arsizio, è stato lui a creare il ponte tra la sua esperienza personale e l’impegno con l’Associazione Panificatori della provincia di Varese. «Sono rimasto stupito dall’organizzazione e dall’impegno amorevole che tutti – responsabili, educatori, autisti e volontari della cooperativa – mettono ogni giorno per rendere la vita migliore a questi ragazzi», spiega. «Come Associazione Panificatori nel mese di settembre abbiamo partecipato ad AgriVarese (la principale fiera agricola della provincia di Varese), per la prima volta organizzata a Busto Arsizio.  Quando si è trattato di suggerire un ente del territorio a cui destinare le donazioni raccolte, ho pensato subito a Solidarietà e Servizi». 

UNA SCELTA CONDIVISA

Una proposta accolta senza esitazioni. E così, domenica 29 marzo, durante un pranzo a Induno Olona presso il Ristorante Due Lanterne, l’Associazione Panificatori ha consegnato ufficialmente una donazione di 3.000 euro destinata al progetto musicale, in particolare al coro “Camicie Aperte”, di cui Elisabetta fa parte. 

LA MUSICA CHE EMOZIONA 

Per Filippo, la musica è molto più di un’attività: «È il progetto che più mi affascina. Vedere esaudire il desiderio di Elisabetta mi riempie di gioia. Ogni esibizione mi commuove». 

«Questa donazione ci permetterà di migliorare la qualità del suono e delle performance», spiegano le responsabili del progetto musicale Sonia Ferraro, Carmen Sportiello, Serena Bottigelli e Ilaria Cannizzaro. «Pensiamo di acquistare microfoni panoramici, aste, casse e una pianola per le prove. È un passo importante per far crescere il coro». 

UN RICONOSCIMENTO PER IL LAVORO EDUCATIVO 

Ma il valore va oltre gli strumenti. «Ricevere questa donazione significa anche ottenere visibilità e un riconoscimento positivo per il nostro lavoro», sottolineano. E i progetti non mancano: «Nei prossimi mesi porteremo lo spettacolo “Il filo di una vita” nelle scuole del territorio e presso la Comunità “Marco Riva”*,  con cui abbiamo avviato una collaborazione. Per il 2027 abbiamo un sogno nel cassetto: cantare anche al “binario 21”** di Milano. In parallelo stiamo già lavorando a un nuovo progetto, costruito insieme ai ragazzi, partendo dalle loro idee e dalle loro emozioni». 

LA TRADIZIONE SOLIDALE DEI PANIFICATORI 

Dietro questo gesto c’è una lunga storia di impegno. L’Associazione Panificatori della provincia di Varese nasce nel secondo dopoguerra come realtà di rappresentanza della categoria, ma dagli anni ’80 affianca all’attività sindacale una forte vocazione sociale. «Tradizionalmente organizziamo la “festa del pane” per sostenere realtà del territorio», racconta il presidente Franco Borroni. «È un modo per restituire qualcosa alla comunità». 

Eventi come AgriVarese diventano così occasioni preziose, non solo per raccogliere fondi, ma anche per rafforzare il senso di appartenenza. «Le nostre feste hanno due scopi: sostenere progetti attraverso le donazioni e tenere unita la categoria nel segno della solidarietà», spiega Borroni. «Quando vedo una grande partecipazione dei nostri associati ne vado davvero fiero». 

IL TEMPO LIBERO DI FORNAI E FORNARINE MESSO A DISPOSIZIONE 

Un orgoglio che nasce soprattutto dal sacrificio condiviso. «Non è solo staccare un assegno, non avrebbe lo stesso valore», sottolinea. «I 15.000 euro che doniamo quest’anno sono il frutto del lavoro di circa 50 persone che nel 2025 hanno più volte sacrificato il loro giorno di riposo per una nobile causa. Fornai, fornarine, volontari: persone che mettono a disposizione il loro tempo e le loro energie per fare del bene». 

Oltre a Solidarietà e Servizi, anche altre realtà hanno ricevuto il contributo dell’associazione panificatori varesina: la Fondazione Il Ponte del Sorriso di Varese,  l’Associazione “Con Andrea” di Gavirate,  il Centro Sclerosi Multipla dell’Ospedale di Gallarate.  

UNA VOCE CHE CRESCE 

«Questa donazione serve per migliorare il progetto musicale, che è la cosa che più mi piace fare», dice Elisabetta, con semplicità. 

E in quelle parole c’è tutto il senso di questa storia: il pane che diventa opportunità, il lavoro che si fa dono, la solidarietà che prende voce. Una voce che canta, e che grazie a questo gesto potrà farsi ancora più forte. 

Note:

* Comunità “Marco Riva”: storica comunità terapeutica di Busto Arsizio per l’accoglienza, l’assistenza e il recupero di persone con dipendenze da sostanze 

** “Binario 21”: luogo storico, a Milano, presso la Stazione Centrale, da cui, tra il 1943 e il 1945, partivano i treni merci carichi di ebrei e oppositori politici verso i campi di sterminio nazisti. Oggi è diventato il luogo simbolo del Memoriale della Shoah