Mai più soli… Insieme ci riusciamo!

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21.02.2020

Trasformazione digitale: il plusvalore della relazione

La vera trasformazione digitale è nella relazione.

Nel saper dare cuore a quello che altrimenti sarebbe freddo e senza anima; ma anche nel non restare isolati ma lavorare insieme. Ed è qui che la cooperativa Solidarietà e Servizi sa giocarsi le sue carte, indirizzando, collaborando e dando non solamente un’opportunità di inserimento lavorativo a persone con disabilità, ma anche servizi ad alto valore professionale. Il tutto per creare rete.

Un esempio è l’incontro, patrocinato da CdO Insubria, che Solidarietà e Servizi ha ospitato lo scorso 6 febbraio nella propria sede di viale Toscana a Busto Arsizio. All’interno della struttura che coniuga una componente lavorativa (con i reparti produttivi) con una educativa (con il CSE e lo SFA), si sono confrontate alcune delle esperienze più significative di trasformazione verso il digitale. Case history di come il passaggio al mondo 4.0 non sia solamente un cambio di strumenti, ma soprattutto un cambio di prospettiva.

“Digital trasformation: si deve? Si può?” Alla doppia domanda posta dal titolo dell’appuntamento hanno risposto quattro testimonial d’eccezione: esperti del mondo digitale e imprenditori che hanno attuato all’interno della loro realtà, o di realtà loro clienti, il passaggio al digitale con l’obiettivo di essere ancora più competitivi.

Di fatto, ha significato una maggior fidelizzazione del cliente la trasformazione digitale realizzata da Roveda Assicurazioni con il supporto di Solidarietà e Servizi: eliminando l’archivio cartaceo - per quanto possibile -, «oggi siamo in grado di offrire ai nostri clienti un unico applicativo per la consultazione delle polizze, anche se stipulate con compagnie differenti», ha detto Luca Roveda.

Ha invece giocato la carta della competitività l’agenzia App2B che ha sviluppato una particolare applicazione per il settore alberghiero. «Siamo andati a togliere il classico telefono in camera, portando su un’app tutte le richieste di servizi, dando anche qualcosa in più come i collegamenti telefonici con l’estero a prezzi competitivi», ha detto il Presidente Elena Laudato.

Per la software house Wins invece il digitale ha comportato nuove opportunità per il retail, unendo la vendita digitale a quella tradizionale. «L’acquisto viene guidato dal venditore in negozio creando una relazione con il cliente», ha osservato il CEO Salvatore Calì. Ed è qui il segreto. Perché, come ricordato dal digital coach Enrico Piacentini, «se prima il venditore deteneva il potere dell’informazione, adesso non è più così. Oggi è necessario creare una relazione».

La trasformazione digitale è quindi relazione, è creare reti. «È cercare nuove soluzioni a problemi vecchi in un percorso di rete dove il risultato è sempre maggiore della somma delle singole parti», ha ricordato Matteo Ruggeri, Responsabile di Commessa di Solidarietà e Servizi, raccontando l’esperienza di archiviazione digitale fatta dal settore Documentale con l’Università Cattolica. «Nei primi cinque mesi, abbiamo digitalizzato 36.000 immagini con qualità fotografica, associando 170.000 informazioni, impiegando tre presone di cui due svantaggiate. È un lavoro che richiede elevate specializzazioni e professionalità, e che è sottoposto a un rigoroso controllo, ma che ci ha permesso anche di creare una fitta rete di relazioni con altre realtà».

Nella sua azione quotidiana, Solidarietà e Servizi opera oltre che nella Gestione Documentale, accompagnando enti e aziende verso una digitalizzazione degli archivi, anche nelle Lavorazioni Meccaniche, nella Rigenerazione di Apparecchiature di Telecomunicazione, nell’Assemblaggio e nel Business Process Outsourcing ponendosi insieme come un’opportunità, un valore aggiunto per la crescita delle aziende che possono contare su un partner competente, affidabile ed esperto; ma anche come un’occasione per valorizzare i talenti che ciascuna persona, indipendentemente dalle sue fragilità, ha.

Se la vera trasformazione digitale è nella relazione, rimanere soli non serve. Ecco perché “insieme ci riusciamo”.