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18.10.2019

IneguagliaBile

Lo scorso 6 ottobre Claudio Rimoldi della Vito Rimoldi SPA è intervenuto al convegno regionale “IneguagliaBile. L’impresa eccezionale è essere normale” organizzato da ConfCooperative in Villa Arconati a Castellazzo di Bollate (Mi). La giornata era dedicata ai temi del lavoro, dell’inclusione e della sostenibilità che coinvolgono in particolare le cooperative sociali di tipo B. 

Il suo intervento ha rappresentato le caratteristiche e il valore della partnership tra Solidarietà e Servizi e la Vito Rimoldi, iniziata nei primi anni 2000 e finalizzata all'inserimento lavorativo di persone disabili e svantaggiate, partnership che tutti i giorni si realizza presso quella parte di capannone della Vito Rimoldi a Busto Arsizio (Va) che è riservata alla cooperativa e nella quale ad oggi sono occupate 18 persone. All’incontro, introdotto e moderato da Valeria Negrini, presidente regionale di Federsolidarietà, hanno preso parte diverse personalità, tra le quali Giovanni Fosti – Presidente di Fondazione Cariplo e Tadej Slapnik - presidente del World Blockchain Hub e già segretario di stato sloveno.

Insieme alla testimonianza di Claudio Rimoldi, incentrata sulla necessità e sulle buone prassi di collaborazione stabile tra profit e no profit, anche quelle di Alberto Fontana, direttore di Spazio Aperto un’altra importante cooperativa sociale lombarda, e Giuseppe Guerini, presidente di CECOP - CICOPA Europa - confederazione europea delle cooperative industriali e di servizi. Claudio Rimoldi racconta che <l'impresa può andare oltre il necessario e imprescindibile raggiungimento del risultato economico, che è fondamentale chiaramente, ma che può e deve generare valore sociale >.

Oggi le persone disabili e normodotate della Solidarietà e Servizi che lavorano e producono per la Vito Rimoldi sono un'unità produttiva che è riuscita a raggiungere gli standard di qualità di ogni altro reparto della Vito Rimoldi.

Il segreto allora della possibile e auspicata collaborazione tra imprese profit e no profit è questo: accettare insieme la sfida del mercato, ognuno a partire dalla propria mission ma con la disponibilità a “contaminarsi”. Rimoldi nel suo intervento ha più volte ribadito che andando in giro a proporre i suoi prodotti (articoli tecnici) non può non pensare a chi poi, e cioè alla cooperativa, dovrà produrli. L’obiettivo di far partecipare questi ragazzi ad un progetto lavorativo vero e di uscire dalle solite logiche assistenziali è stato possibile <grazie ad un lavoro di miglioramento continuo e a delle partnership con l'Università, tramite la quale abbiamo costruito delle macchine apposite, rivisto alcuni processi e lavorato sulla formazione>. Un messaggio speciale è arrivato anche da ConfCooperative <Grazie alle cooperative che non dimenticano mai chi per ragioni di vita fa fatica a tenere il passo. Un esercito di 578 imprese (solo in Lombardia) in cui 6 mila persone con disabilità psicofisica o fragilità sociale hanno un lavoro e con il lavoro una vera opportunità di inclusione sociale. Che significa, in poche parole, non essere diversi>.