Mai più soli… Insieme ci riusciamo!

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21.02.2020

Comunità Socio Sanitaria di Bergoro: da 20 anni luogo di crescita

Sembra ieri, eppure sono passati 20 anni da quando la Comunità Socio Sanitaria di Bergoro, a Fagnano Olona, ha aperto le sue porte.

Era infatti la fine di febbraio del 2000 quando i primi ospiti varcavano la soglia della CSS: la pronta risposta che Solidarietà e Servizi ha saputo dare ad una nuova esigenza è diventata un luogo di educazione all’autonomia, ma soprattutto una casa dove poter crescere insieme. Dal 2000 ad oggi, quelle mura che si trovano al civico 66 di via San Giovanni si sono animate, sono diventate vive, rappresentando uno spazio di futuro per dieci persone con disabilità. In anticipo di ben 16 anni rispetto all’approvazione della legge sul Dopo di Noi, Solidarietà e Servizi si è così fatta interprete di un bisogno dando avvio a servizi residenziali focalizzati sulla crescita delle persone.

«Nel 1999 i responsabili della cooperativa Solidarietà e Servizi si accorsero che le famiglie delle persone disabili accolte da lungo tempo nei servizi diurni, con l’avanzare dell’età, non riuscivano più, da sole, a dare aiuto ai loro cari. Serviva una risposta a questo nuovo bisogno. E così è stato», ricorda Maura Gabardi coordinatrice della Comunità di Bergoro che contribuì alla sua apertura e ne rimase responsabile per 15 anni. Davanti ad una nuova esigenza, occorreva dare una nuova risposta, una nuova progettualità. «La Comunità doveva diventare un luogo dove le persone disabili avrebbero vissuto al di fuori del contesto familiare», continua. Se questo l’obiettivo, come muoversi? Maura mise in campo la propria esperienza. «Quel luogo sarebbe diventato “casa loro”; doveva quindi essere “a misura” di ogni persona che lì sarebbe andata vivere. Il primo passo, imprescindibile, è stato quello di formare tutti gli operatori perché erano loro i garanti di questo. Abbiamo arredato gli ambienti e sono stati messi alcuni punti fermi in quella che sarebbe stata la quotidianità, attraverso l’organizzazione degli orari dalla sveglia, alla colazione, pranzo e cena, fino al riposo». Formazione, cura dei particolari, organizzazione: tre passi che «hanno dato vita ad un cammino di crescita. Chi è stato accolto non ha trovato solamente una casa - la sua casa -, ma ha potuto anche scoprire talenti e attitudini che non sapeva di avere. Ed è stata per me una grande soddisfazione vedere la letizia negli occhi di ciascuno».

Quella voglia di sfida non è mai venuta meno nei due decenni di attività. Una sfida fatta di piccole cose e di una grande missione. «Aiutare una persona a crescere significa accompagnarla ad accettare di esistere: cioè ad accettare una realtà che non si è data da sé. Di fatto, come ha detto Don Giusssani, “l’uomo realizza veramente se stesso accettando il reale”», afferma Ester Bacchiega, educatrice professionale che opera nella CSS di Bergoro fin dalla sua apertura. «Questa immagine globale della vita è stata per me una sfida a giocare fino in fondo la mia professionalità: sapersi chinare sulla vita dell’altro per offrirgli la possibilità di una speranza, dentro la quotidianità di gesti semplici e curati, consentendo così alla persona di immaginarsi che il bene sia possibile solo per averlo sperimentato una volta».

E i risultati non si sono fatti attendere. «Durante questi anni ho imparato a conoscere me stessa, a scoprire le mie possibilità, a stare bene, anche senza l’appoggio di mamma e papà», ricorda Attilia, tra i primi ospiti a far vivere la CSS Bergoro. «I genitori, inevitabilmente, ti coccolano; l’educatore ti fa crescere. Più ne prendo consapevolezza più dico che è vero. Sono io a pensare come vestirmi e, visto che non posso fare da sola, a ricordare all’operatore di darmi la borsa prima di andare al lavoro».

Piccole azioni? No, la forza di una progettualità che ogni giorno ci ricorda che “insieme ci riusciamo”.